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Premio Scopigno, Scala: "Gasperini guarda molto alle giovanili. L'Under 23 un possibile step di crescita". VIDEO!

Premio Scopigno, Scala: "Gasperini guarda molto alle giovanili. L'Under 23 un possibile step di crescita". VIDEO!
Oggi alle 11:50Interviste
di Gabriele Chiocchio
fonte dall'inviato Marco Campanella
Scala esalta il vivaio della Roma, il confronto con Gasperini e la crescita dei giovani: «Lavoriamo ogni giorno per portarne altri in prima squadra».

Il tecnico della Roma Primavera Mattia Scala ha parlato a margine della cerimonia del Premio Manlio Scopigno. Ecco le sue dichiarazioni.

Il grande lavoro del Settore Giovanile della Roma sta producendo una serie di talenti incredibili, anche in ottica futura e di Nazionale.
«Assolutamente sì. Sono molto contento di essere qui, in rappresentanza di un club che mi ha dato la possibilità di allenare nel Settore Giovanile ormai da 13 anni. Credo che ogni anno lavoriamo per mettere a disposizione della prima squadra nuovi giocatori. L'ultimo è Alessandro Di Nunzio, che ha esordito l'altro giorno, ma anche Emanuele Lulli, che ha segnato».

Quanti altri Lulli, tra virgolette, intravedi già?
«Speriamo tanti. Il percorso è lungo e poi il calcio vive di opportunità, quindi i ragazzi devono essere bravi a cogliere le occasioni che vengono loro concesse. Abbiamo la fortuna che il mister guardi molto al Settore Giovanile, anche per la sua storia. Speriamo di tirarne fuori altri».

Quanto è importante per te il confronto quotidiano con Gasperini?
«Per me significa imparare ogni giorno. Abbiamo la fortuna di condividere il campo con lui quotidianamente, quindi ogni tanto mi metto anche un po' di nascosto a guardare gli allenamenti per cercare di imparare. È veramente un piacere e un onore».

Ti aspetti che altri ragazzi della Primavera possano trovare spazio in prima squadra?
«Questo non lo so, io me lo auguro sempre. Il mio lavoro, insieme a quello dello staff, è quello di tirare fuori altri giocatori. Quindi, se ci fosse l'opportunità, noi saremmo contenti. Lavoriamo ogni giorno per questo».

Quanto è importante la presenza della società, a partire proprio da John Galantic?
«Tantissimo. La società ci è vicina ogni giorno e crede molto nel Settore Giovanile. In primis, come detto, il CEO, ma anche il direttore sportivo Tony D'Amico e il responsabile del Settore Giovanile Massimo Margiotta, che sono costantemente con noi. C'è un confronto diretto e quotidiano, c'è tanta fiducia ed è un aspetto in più su cui possiamo lavorare».

Com'è il rapporto con le altre figure del Settore Giovanile e della società?
«C'è un rapporto di amicizia ormai, posso dirlo, dopo tutti questi anni. Stiamo parecchio insieme, condividiamo tanto le nostre idee e passiamo anche del tempo libero insieme. Questo, secondo me, è importante anche per la crescita dei ragazzi, perché vedere uniti direttore e allenatore rappresenta per loro una spinta in più».

Cosa pensi dell'eventuale creazione di una Roma Under 23?
«Mi auguro che possa rappresentare uno step di crescita per i ragazzi, un po' come succede anche all'estero. Affrontando la Youth League vediamo tante realtà che hanno una formazione Under 23, quindi anche molti ragazzi che sono un po' più pronti rispetto a quelli dell'età che alleniamo noi. Mi auguro di sì».

A proposito della Youth League, che tipo di competizione è per i ragazzi? Quanto è importante confrontarsi con i giovani degli altri Paesi? La Roma ha giocato molto bene nelle prime partite.
«È sicuramente una competizione che ti forma tantissimo, perché non solo giochi contro formazioni straniere che hanno un'intensità diversa, ma soprattutto affronti tre partite a settimana. Domani sarà la quarta in dieci giorni, quindi questo ti costringe anche a lavorare in maniera diversa, più simile a quello che fai in prima squadra. Al momento, secondo me, il cammino è positivo. Come hai detto tu, abbiamo giocato due ottime partite e non abbiamo raccolto i punti che meritavamo contro il Real Madrid, però fa parte del percorso. Continuiamo così, cercando di formare giocatori e, parallelamente, di offrire queste prestazioni e portare a casa qualche risultato».

Si parla molto in queste ore di una Roma B, di una Under 23, ma la prima squadra ha già una media d'età molto giovane. Ti aspettavi che i ragazzi fossero così pronti a entrare nei meccanismi della prima squadra?
«Torno al discorso di prima: me lo auguravo, perché lavoriamo ogni giorno. Secondo me abbiamo tanti ragazzi bravi, ancora un po' acerbi, ma che con il tempo potranno essere utili al mister e alla società».

Il tecnico ha poi preso la parola sul palco, dopo aver ricevuto il premio come miglior allenatore di settore giovanile: “Buongiorno a tutti, sì innanzitutto devo ringraziare la società che mi ha dato questa opportunità e di conseguenza che insomma ricevuto anche questo sta ai giocatori. Sicuramente la vicinanza d’età mi aiuta a rapportarmi con i ragazzi. Ringrazio la società, perché non è facile secondo me oggi prendersi la responsabilità di affidare in una squadra così importante un ruolo a un allenatore così giovane”. 

Queste le parole del presidente della FIGC, Giovanni Malagò: “Complimenti a Mattia, è un amico di famiglia e mai mi sarei potuto immaginare vent'anni fa quando era proprio piccolino che potesse allenare una grande squadra. Poi,  insomma, non te la prendere... quanti te ne ha portati via la Prima Squadra sabato?” 

Scala: “Quattro”.

Malago: “Ehhh arrivederci”.