De Roon: "La reazione di oggi è stata importante. Qui ho trovato tantissima qualità e un gruppo molto sano"
Al termine di Roma-Genoa, Marten de Roon ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria dei giallorossi. Il centrocampista olandese ha analizzato la prestazione della squadra, soffermandosi sulla profondità della rosa, sul lavoro con Gian Piero Gasperini e sui suoi primi mesi a Roma. Queste le sue dichiarazioni:
Stasera c'erano tanti giovani in campo, ma tu sei ancora al loro livello. Non ti offendi per queste battute, anche perché sei uno che ama l'ironia e l'autoironia, no?
"Sicuramente no. C'erano tanti giovani in campo stasera, però mi fa piacere stare ancora al loro livello. Poi scherzare si deve".
Ci è piaciuta la calma della squadra. Il Genoa si difendeva bene all'inizio, serviva una giocata per cambiare la partita ed è arrivata quella fantastica di Castro, sulla quale avete costruito il risultato. Le squadre di alto livello sanno aspettare con calma il momento giusto?
"No, sono d'accordo. Nel primo tempo abbiamo cercato tantissimo, però abbiamo giocato un pochino troppo nella nostra metà campo. Forse un po' di stanchezza, anche tanti nuovi ragazzi in campo che hanno giocato per la prima volta insieme. Per il secondo tempo abbiamo detto di giocare un pochino più in avanti, di mettere anche la palla in profondità dietro la loro difesa e secondo me, con una giocata, quando poi si aprono gli spazi e loro devono attaccare, tutto è diventato molto più facile".
Nel calcio moderno si parla sempre delle troppe partite, ma tu giochi in campionato e in Champions League, ad alta intensità, una partita dietro l'altra, dimostrando che si può mantenere un certo ritmo?
"A me è sempre piaciuto giocare ogni tre giorni, secondo me è molto meglio giocare ogni tre giorni".
Hai paura degli allenamenti di Gasperini?
"Sì, sono abbastanza pesanti, ma secondo me giocare una volta a settimana è meno divertente. Se giochi ogni tre-quattro giorni, hai la rosa larga, è molto più divertente giocare. Poi l'unica cosa che può essere un pochino difficile sono gli infortuni, che sono arrivati adesso, però io ho tanta voglia di giocare sempre".
Sei un esperto di grandi gruppi, di gruppi vincenti e di qualità. Quanta forza e quanta qualità hai trovato in questo nuovo spogliatoio della Roma?
"Tantissima qualità, soprattutto un gruppo molto sano, un ambiente molto sano, tanto lavoro, nessuno che si lamenta o che si mette sopra il gruppo, tutti con la testa bassa. Poi ci sono quelli con più qualità, come Dony, Dybala, Matías, che devono fare le giocate, e poi il resto del gruppo deve dare continuità, deve fare grandi prestazioni. Abbiamo un doppio ruolo quasi ovunque e vedi che oggi giocano Lulli e Rensch invece di Molina e Wesley e fanno una grande partita. Poi anche in difesa, Balerdi, abbiamo preso tanti ragazzi. Allora la rosa secondo me è larga, è forte. Adesso dobbiamo trovare continuità e non beccare troppi infortuni".
Hai vissuto praticamente tutta la tua carriera a Bergamo. Com'è stato il trasferimento a Roma e come ti stai adattando alla vita in una grande città?
"È diverso, quello sicuro, perché qua ci sono, non so, tre-quattro milioni di abitanti, un tifo molto appassionato, poi alla fine lo stadio è pieno, bellissimo, anche con il Real, con 75.000 persone. Però alla fine in campo fai sempre le stesse cose e cambia poco se sei a Bergamo o a Roma. Io ho ancora voglia di dimostrare di essere un grande calciatore, di dare una grande mano a questo gruppo e le prime tre partite sono andate abbastanza bene".
De Roon a Dazn
Sembra che tu sia qui veramente da tantissimo tempo. Sei arrivato da diverse settimane, ma la sensazione, per come ti sei integrato nel gruppo, per come riesci a parlare con i ragazzi più giovani e per come ti trovi bene in campo, è che tu ti senta già a casa dopo così poco tempo. Qual è il segreto? Solo Gasperini?
«Lui ha un ruolo molto importante, perché conosco così bene il suo gioco, i suoi movimenti e il suo stile che posso già concentrarmi anche sull'aiutare gli altri ragazzi. Se invece devi imparare un nuovo modo di giocare, è molto più difficile. Oggi in campo c'erano tanti giovani e io conosco il gioco praticamente a memoria, quindi posso aiutarli, posso parlare con loro, perché secondo me è anche quello che deve fare in campo un giocatore di esperienza. Ma il gruppo è stato fantastico, mi hanno accolto subito come uno di loro e sono veramente contento di essere qui».
Tu hai vissuto gli anni d'oro dell'Atalanta, la vittoria in Europa e le stagioni in cui la squadra si è giocata i primi posti della classifica. Adesso sei arrivato in un gruppo ambizioso come quello della Roma, che a mio avviso può essere l'antagonista dell'Inter. Tu, con la tua esperienza, consideri veramente la Roma la principale antagonista dell'Inter per lo scudetto?
«No, prima di tutto grazie per i complimenti e per quello che hai detto sulla mia età. Io vedo una Roma molto forte. Poi tutti parlano di anti-Inter, anti-questo o anti-quello, ma noi ci stiamo concentrando su noi stessi. Vedo un gruppo molto forte, che ha tantissima qualità. La partita contro il Como, ma anche quella di oggi, dimostra che stiamo crescendo come squadra, perché non era facile. Nel primo tempo siamo stati forse un pochino sottotono, però poi siamo riusciti a cambiare e a dimostrare grande maturità. Vincere questa partita da squadra matura ci dà fiducia, molta fiducia. Poi, in Champions League, c'è stato un calo negli ultimi minuti e da quello dobbiamo imparare. Però reagire così, come abbiamo fatto oggi, è stato veramente importante. È un segnale molto forte. Siamo sulla buona strada e vogliamo continuare così».
Sullo striscione dei tifosi dell’Atalanta.
«Allora, onestamente non voglio più tornare indietro su tutto quello che è successo. Mi è dispiaciuta la situazione, però alla fine tutti sono liberi di avere la propria opinione. Io credo che non sia stato detto tutto, però non sento il bisogno di difendermi. Se dovessi difendermi, finiremmo per fare una guerra con l'Atalanta, ma io voglio tanto bene all'Atalanta. Ho vissuto lì gli anni più belli della mia vita, ho fatto di tutto per arrivare dove siamo arrivati. Io voglio bene a loro. Adesso sono a Roma, sono un giocatore della Roma e mi sto concentrando sul nostro gioco, su quello che facciamo noi. Alla fine, continuerò sempre a simpatizzare per loro, ma le polemiche fanno parte del calcio, purtroppo».
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 20/2010 del 11/11/2010
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Alessandro Carducci
© 2026 vocegiallorossa.it - Tutti i diritti riservati
