VG

Una vittoria pesantissima tra necessità e responsabilità

Una vittoria pesantissima tra necessità e responsabilitàVocegiallorossa.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 22:40Editoriale
di Gabriele Chiocchio
fonte L'editoriale di Gabriele Chiocchio

Al momento dell’uscita delle formazioni di Roma-Genoa, il pensiero comune è stato realizzare che Gasperini aveva scelto chi potesse stare fisicamente in piedi dopo le ultime due prestazioni davvero dispendiose contro un Como in superiorità numerica e un Real Madrid evidentemente contrastabile solo attraverso un’intensità di livello praticamente massimo. Giocare due partite così significa inevitabilmente dover modificare più di qualcosa nella terza e il rischio che ci si prende, altrettanto inevitabilmente, è quello di cambiare troppi uomini insieme, finendo per perdere in automatismi e relazioni tra elementi e reparti, fondamentali in un calcio di insieme come quello di Gasperini.

In uno stato di necessità come questo subentra, allora, la responsabilità dei singoli, soprattutto di quei calciatori acquistati per far fronte a questo tipo di contesto, da mettere in conto tenendo considerato che questa squadra gioca la Champions League. E, specie nel primo tempo, se sul piano dell’intensità la Roma ha fatto anche peggio di quanto ci si potesse aspettare, su quello individuale le cose non sono andate affatto meglio, con chi poteva e doveva fare qualcosa di in più degli undici che hanno iniziato la gara che non ha innalzato il livello.

Chi, per caratteristiche, probabilmente non avrebbe potuto inventare qualcosa per avvicinare la Roma alla porta era Santiago Castro, il quale aveva tendenzialmente bisogno di un’azione già avviata per poter colpire. Tre giorni fa i calci d’angolo sono stati mortiferi, oggi un tiro dalla bandierina è stato quell’innesco necessario perché il numero 9 sfruttasse praticamente l’unica possibilità avuta sui piedi: in quell’istante l’ex Bologna si è preso tutta la responsabilità non solo di dover sostituire Malen, ma di essere quell’”in più” di cui la Roma aveva bisogno in un momento davvero complessa. La scelta è stata tutto tranne che banale, l’esecuzione perfetta e decisiva per aprire una partita da cui prendere tre punti che pesano tanto, perché erano i più probabili da perdere - fino adesso - in una delle gare in cui i giallorossi non dovevano sbagliare.

Un esempio per chi stasera ha, almeno in parte e con attenuanti, girato a vuoto e che, verrebbe da dire purtroppo, avrà altre occasioni per dimostrare di poter essere decisivo in queste situazioni, le quali certamente si riproporranno, visto il calendario che non lascerà il minimo respiro fino alla sosta e che anche dopo la prossima pausa per le nazionali continuerà a costringere la Roma a correre il più possibile. Intanto, i giallorossi hanno evitato una trappola ben tesa da calendario e contingenze: un risultato che a fine anno può fare la differenza.