Dybala: “La finale di Europa League fa ancora male. Alla Roma grazie a Mourinho”

Dybala: “La finale di Europa League fa ancora male. Alla Roma grazie a Mourinho”Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 10:50Interviste
di Valerio Conti
L’argentino si racconta a Daavo: dal rapporto con Mourinho all’arrivo in giallorosso, fino al rigore nella finale mondiale con l’Argentina.

Paulo Dybala è in attesa dell’ufficialità del rinnovo di contratto con la Roma. Nel frattempo, l’attaccante argentino ha parlato in un podcast con lo youtuber Daavo, ripercorrendo diversi momenti della sua carriera: dal Mondiale vinto con l’Argentina al rapporto con Mourinho, passando per il suo arrivo in giallorosso e l’emozione vissuta durante la presentazione davanti ai tifosi romanisti.

A proposito di Bounou: quella finale di Europa League contro la Roma è ancora una ferita?
«Mi ha fatto molto male perdere quella finale. Ci sono stati diversi episodi strani, l’arbitro è stato molto permissivo con alcuni giocatori del Siviglia. Secondo me quella mano era rigore e avrebbe cambiato il finale della partita».

Parliamo di Mourinho. Che rapporto hai avuto con lui?
«Mourinho è un genio. Al di là di quello che ha fatto nel calcio, con noi ha sempre parlato con rispetto, ci ha protetto e ci voleva bene. Alla Roma la gente si è innamorata di lui per quello che ha dato: un titolo dopo tanti anni e una finale di Europa League che, secondo me, meritavamo».

Il tuo arrivo alla Roma fu anche merito suo?
«Sì, molto. Mi chiamava spesso, voleva che andassi lì».

Cosa ricordi della tua presentazione alla Roma?
«Non sapevo nulla, era una sorpresa. Pensavo di andare a fare una conferenza di benvenuto. Quando stavamo arrivando vedevo tantissima gente e non capivo. Poi, una volta dentro, mi hanno spiegato tutto. Da lì vedevo la quantità di persone e non riuscivo a crederci».

Quanta gente c’era?
«Tra le 10.000 e le 15.000 persone. Era tutto pieno, incredibile».

Torniamo alla finale mondiale. Il tuo rigore era pesantissimo. Come hai vissuto quel momento?
«Dal momento in cui sono uscito dalla fila sapevo che avrei tirato in mezzo. Sapevo anche che il portiere si sarebbe buttato».

Eri nervoso?
«Stai andando a tirare un rigore in una finale del Mondiale, quindi ovviamente è un momento enorme. Però non pensavo al fatto che avrei potuto sbagliare o che il Paese mi avrebbe criticato. In quel momento ero concentrato solo su quello che dovevo fare».