Roma Femminile, Bavagnoli: "I sorrisi delle nostre bambine mi emozionano ancora oggi"
Elisabetta Bavagnoli, Head of Women's Football AS Roma ed ex allenatrice delle giallorosse, ha rilasciato un'intervista a Cronache di Spogliatoio, dove ha parlato della sua storia legata alla Roma Femminile.
Sugli inizi alla Viterbese.
«Quando siamo state chiamate, quando Carolina è stata chiamata alla Viterbese, il primo giorno di ritiro, in pre-stagione, non avevo mai visto in tutta la mia vita così tante televisioni a un ritiro di una squadra di Serie C. I migliori che ho conosciuto sono stati i calciatori che, inizialmente, certo, accettavano qualcosa che sembrava davvero uno scoop, qualcosa di impossibile. Invece si sono rivelati veramente dei professionisti, persone che hanno avuto un rispetto importante».
Sul ruolo in dirigenza.
«Il campo mi manca, il campo manca sempre, ma per chi è allenatore, ma anche per chi ha la mentalità da allenatore, cioè vorresti sempre essere dentro il campo. Non ti nascondo che un pochino di riflessione, quando mi è stato chiesto alla Roma di cambiare ruolo, ci sia stata, non lo posso nascondere. Ero convinta e credevo che avrei potuto contribuire anche dietro a una scrivania».
Sulla vittoria della Coppa Italia 2020/21.
«Per quanto mi riguarda è stato un momento davvero importante, ma credo che lo sia stato per tutti, perché sai, era il primo trofeo, un primo trofeo che si portava a Roma dopo anche tanti anni, quindi è stata una grandissima emozione e ho sempre pensato che quello dovesse essere veramente un punto di partenza. E poi siamo stati bravi anche nel seguito a portare anche altri trofei».
Sulla partita di UWCL giocata all'Olimpico contro il Barcellona.
«Lo ricorderò per sempre, non solo perché abbiamo permesso a una squadra, alla nostra squadra, di vivere un momento così. Ma per quello che tu puoi immaginare e per quello che io ho vissuto nella mia carriera sicuramente rimarrà nei miei ricordi, nella storia della Roma, ma anche nella storia personale di ognuno di noi».
Sulle donne nel calcio.
«Le donne non hanno ricercato il professionismo, non hanno fatto una lotta principalmente per soldi. Le donne hanno fatto questa lotta per cercare, noi ex calciatrici, calciatrici, prima di tutto per dei diritti. È un orgoglio per tutti, anche per tutte le persone, tutti i lavori, tutti gli uomini che ci hanno aiutato a raggiungere questo traguardo».
Sul sostegno dei tifosi.
«Quando ero io l’allenatrice c’erano 300 persone allo stadio e siamo arrivati oggi a fare partite di cartello comunque con un minimo di 1500 persone, con il sold out in tanti momenti».
Sulla realizzazione di un sogno per le bambine.
«Per quello che veramente provo, per quello che io penso e per quello che vivo, ti posso dire: sono i sorrisi, i volti di tutte le nostre bambine, della nostra scuola calcio, del nostro settore giovanile, quando si abbracciano, quando fanno la foto con questi trofei. Questa è una cosa che mi emoziona ancora oggi dopo tanto tempo».
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 20/2010 del 11/11/2010
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Alessandro Carducci
© 2026 vocegiallorossa.it - Tutti i diritti riservati
