Di nuovo c'è solo la Champions
Le estati della gestione Friedkin non sono state tutte uguali tra loro: tra COVID, cambi di allenatore, settlement agreement e quant’altro, le circostanze in cui si è operato per preparare la nuova stagione sono state tante e varie. Quella che stiamo vivendo ha, per esempio, la grande e tanto attesa novità della prospettiva di giocare la Champions League, un propulsore necessario per fare il salto di qualità in campo e non solo. Un obiettivo raggiunto e celebrato, quasi perdendo di vista l’aurea considerazione che questa dovrebbe essere la base da cui partire e non il traguardo a cui arrivare: prevedibile, considerato quanto questa reggenza della Roma basi molto del suo operato sull’entusiasmo del suo pubblico - o della sua clientela - che mai è venuto a mancare anche in momenti complicatissimi, che in altri frangenti sarebbero stati vissuti come un incubo, con i responsabili messi continuamente alla berlina.
Il punto è che, tolta appunto questa differenza comunque sostanziale, tutto il resto di quello che sta succedendo - o, almeno, di quel che sappiamo star succedendo - stavolta non è molto diverso da quel che accadeva un anno fa. Di cose da fare, tra le cessioni per il settlement agreement (alla fine evitate, e vedremo con quali conseguenze), rinnovi che all’inizio non si volevano fare, richiesti dall’allenatore, dati continuamente per conclusi e ancora da suggellare (nella migliore delle ipotesi), trattative per nuovi acquisti e non solo, ce ne sono tante, ma la almeno apparente lentezza operativa è la stessa del passato.
Anche perché, come quasi sempre accaduto, tutta la parte sportiva è demandata a un solo uomo, vale a dire Gian Piero Gasperini, sicuramente grande responsabile - ovviamente in positivo - del terzo posto dello scorso anno, ma che, come tutti, non può essere quello di tutto ciò che accade in un club che aspira a essere grande come la Roma, e che sta sprecando il carburante di entusiasmo che aveva creato proprio dalla sera di Hellas Verona-Roma, dalla quale non è accaduto sostanzialmente nulla di fattivo, tolta la nomina del DS D’Amico per la quale, tra l’altro, c’è voluto anche qui parecchio tempo e che fin qui non ha portato a chissà quali cambiamenti. Insomma, per ora qui di nuovo c’è solo la Champions: da sola, non porterà senz’altro chissà cosa.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 20/2010 del 11/11/2010
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Alessandro Carducci
© 2026 vocegiallorossa.it - Tutti i diritti riservati
