Sassuolo, Aquilani a DAZN: "La Roma è di un altro livello rispetto a noi. Non c'è stata partita"

Sassuolo, Aquilani a DAZN: "La Roma è di un altro livello rispetto a noi. Non c'è stata partita"Vocegiallorossa.it
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Ieri alle 23:27Avversario
di Valerio Conti

Alberto Aquilani ha parlato a DAZN al termine di Roma-Sassuolo.

Il problema in questo momento è proprio la mancanza di personalità? Stasera non vorrei considerarla come un elemento determinante, perché avete affrontato una Roma che in questo momento è devastante sotto tanti punti di vista, quindi era la partita meno indicata. Non mi sembra, però, che la tua squadra abbia un problema tecnico-tattico, perché secondo me è una buonissima squadra. È più un problema di personalità?
«Anche. Sì, sì, anche. È un po' quello che ho detto prima ai vostri colleghi. È ovvio che c'è l'aspetto dei gol subiti, ma poi c'è anche quello della personalità in questo tipo di partite, in questi momenti. Bisogna volere un po' di più il pallone, cercare di sbagliare meno. Può essere una questione di personalità, può essere di coraggio, ma anche di qualità. Ci vuole più qualità. E quindi oggi è un po' questo il problema: si è visto troppo poco in tutto, con il pallone, senza pallone, come idee. Non c'è stata partita, niente. Probabilmente, nonostante la Roma sia di un altro livello rispetto a noi, potevamo comunque aspettarci qualcosina in più».

Lei sta avendo problemi con la fase difensiva fin dall'estate, tra giocatori che mancavano, infortuni e alcuni arrivati all'ultimo momento. Mi pare che sia l'ottava difesa diversa nelle ultime otto giornate, sia per quanto riguarda gli uomini sia per lo schieramento. Stasera ha provato anche qualcosa di diverso. Questa sosta può aiutarla a trovare un assetto di base, quello che finora è mancato, anche soltanto a livello difensivo? Qual è la sua difesa ideale, tra virgolette, con questa rosa e questi giocatori?
«Sì, purtroppo, come hai detto tu, dall'estate abbiamo grossi problemi lì dietro, perché a volte i giocatori proprio non c'erano. Abbiamo avuto un infortunio al crociato, abbiamo avuto Idzes, che credo abbia giocato tre o quattro partite su undici, Walukiewicz ne ha giocate due. Ci sono giocatori che tornano da infortuni dopo un anno o un anno e mezzo, oppure Caleta-Car, che è arrivato dopo essere stato fuori rosa al Lione. Sono situazioni che si sono accavallate. Non abbiamo avuto sicuramente certezze da questo punto di vista, abbiamo sempre dovuto cambiare e quindi è un problema. È un problema perché, oltre a questo, ci sono stati tanti errori e sicuramente troppi gol subiti. Poi è un insieme di cose, penso che non sia soltanto per questo motivo, ma lì abbiamo avuto sicuramente delle difficoltà che, dall'inizio dell'anno, non ci hanno permesso di lavorare come avremmo voluto. È ovvio che a inizio anno avevi un'idea, perché avevi pensato a un certo tipo di soluzione. Oggi quell'idea non c'è già più, perché sei obbligato a pensare diversamente. Però bisogna trovare la quadra, perché le difficoltà sono evidenti».

Come sta vivendo personalmente questo periodo? Arrivano le sconfitte in Serie A e si comincia già a parlare del futuro della panchina. Quanto sarà importante per lei sentire la totale fiducia della società in queste giornate, in queste ore, per uscire da questa situazione?
«Ma no, io la fiducia della società l'ho sempre sentita, ma allo stesso tempo mi rendo conto che faccio l'allenatore. Un allenatore che perde quattro o cinque partite di fila viene messo in discussione. Questo vale per il Sassuolo, ma penso che valga per tutte le squadre del mondo. Poi, però, la società non va in campo. I giocatori sono quelli che vanno in campo, quindi la fiducia io la devo riporre nei calciatori, che lavorano bene, che si impegnano e che, secondo me, stanno dando tutto. Ma questo tutto, oggi, non è sufficiente. Quindi è un po' lì che bisogna fare l'analisi. Non è tanto una questione di società o meno, o di altri discorsi. È che in questo momento io in primis, perché sono il responsabile, e i calciatori, insieme a me, dobbiamo renderci conto che la Serie A richiede qualcosa in più. E questo oggi non c'è. All'inizio andavamo bene, giocavamo bene ed eravamo anche leggeri. Quando inizi a perdere le partite, una, due, tre, quattro, vai sempre alla ricerca di qualcosa da cambiare. Pensi: "Ah, dobbiamo cambiare questa cosa". Poi magari perdi anche quella leggerezza, che è proprio ciò che ci è mancato stasera. Il pallone scotta, non riesci a fare tre passaggi di fila e sembra che la Roma sia una squadra che gioca tre categorie sopra di noi. Secondo me è un po' un insieme di queste cose».