Gasperini a DAZN: "Abbiamo vinto con personalità e qualità. La nostra rosa è competitiva, ma numericamente non è tra le più numerose"

Gasperini a DAZN: "Abbiamo vinto con personalità e qualità. La nostra rosa è competitiva, ma numericamente non è tra le più numerose"Vocegiallorossa.it
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sabato 7 novembre 2026, 23:18Interviste
di Valerio Conti
Il tecnico giallorosso ha commentato la vittoria contro il Sassuolo, soffermandosi sulla prestazione della squadra, sulla gestione della rosa e sulle ambizioni in campionato.

Gian Piero Gasperini ha parlato a DAZN al termine di Roma-Sassuolo.

Questa Roma deve festeggiare per i punti conquistati e per i gol segnati. Lei lo ha fatto molto bene quando è uscito dal campo, regalandoci un momento davvero spettacolare.
«Sì, ma perché un paio di persone mi aspettano sempre lì, alla scaletta, e mi vogliono far fare un po' il buffone (ride, ndr)».

Ma dentro di sé è soddisfatto?
«No, no, sono molto soddisfatto. Chiaramente sono tre punti e quando si vince è sempre molto bello, però c'è anche un modo di vincere e questa sera l'abbiamo fatto con personalità, con qualità, giocando un'ottima gara».

Intanto ti faccio i complimenti per la qualità di gioco che esprimi. Prima stavo parlando con i miei compagni qui seduti e dicevo che il mister Gasperini era così già nel lontano 1997-1998, quando allenava le giovanili della Juventus e veniva a fare le amichevoli del giovedì contro di noi. Per noi era una mazzata in fronte, perché dovevamo correre dietro a questi ragazzini che avevano già delle idee di gioco che, secondo me, lui ha portato avanti nel corso della sua carriera. Questa intensità, questo interscambio, vedere i braccetti che fanno praticamente le punte... Ci faceva correre e il giovedì puntualmente perdevamo contro la Primavera o contro gli Allievi. Vero, mister? Qualche volta forse l'abbiamo anche mandato a quel paese.
«Sì, quella era una squadra incredibile, fantastica. Io venivo a vedere e ho imparato molto osservando i vostri allenamenti e le vostre partite. In quel momento il calcio italiano era veramente forte, c'erano tantissimi campioni, sia italiani che stranieri».

Arriva la sosta e molti giocatori andranno in nazionale. Se dovesse dare dei compiti per le vacanze alla sua squadra, come vorrebbe ritrovarla tra due settimane? Qual è il prossimo step di crescita che deve fare la Roma in vista degli impegni di novembre e dicembre?
«Spero di ritrovarli così come li abbiamo lasciati. Anche se queste soste per le nazionali a noi non possono piacere, perché vanno a interrompere nuovamente il campionato, anche se questa volta solamente per una settimana. Però è chiaro che la nazionale a me piace quando si gioca qualcosa di importante, come le qualificazioni, gli Europei oppure i Mondiali. Per delle amichevoli, in fondo, per delle partite di poca consistenza, ti dispiace perdere tanti giocatori, come succede a noi, per una settimana. Anche se, giustamente, indossare la maglia della propria nazionale è sempre un traguardo per i giocatori e anche qualcosa che dà loro prestigio e consapevolezza».

Quanto è stato difficile gestire le risorse in questo periodo, soprattutto gli uomini, considerando che sovraccaricare qualcuno avrebbe potuto significare perderlo per qualche partita? E questo ciclo di incontri le ha dato la conferma che la Roma è a un livello altissimo, ma che, per mantenerlo per tutta la stagione, a gennaio sarà necessario integrare la rosa con qualche rinforzo?
«Intanto è veramente difficile giocare nove partite in 27 giorni. Questo non vale soltanto per noi, ma per tutte le squadre che hanno giocato le coppe. È chiaro che noi, in queste nove partite, abbiamo avuto tanti scontri duri, perché in campionato abbiamo comunque dovuto giocare a Napoli, in Champions League a Manchester, contro il Real Madrid. Insomma, ci sono state partite durissime. La gestione non è stata un problema, perché questo ci ha permesso di ruotare praticamente tutta la rosa e tutti hanno giocato più volte. C'è un minutaggio abbastanza equilibrato tra chi ha giocato di più e chi ha giocato di meno, e questo è stato un vantaggio anche per dare consapevolezza e valore un po' a tutti. L'unica cosa che, come sempre, rappresenta un problema è quando capita qualche infortunio, perché noi abbiamo avuto Svilar fuori per nove partite, Cristante che all'inizio ha saltato le prime tre o quattro partite, Koné che è rientrato oggi dopo tanto tempo e abbiamo perso Pellegrini. È chiaro che, un po' a turno, rischi di perdere dei giocatori e ormai è evidente che la nostra rosa è competitiva così, però numericamente non è tra quelle più numerose. Per fortuna abbiamo avuto qualche infortunio non pesante, che ha coinvolto giocatori forti, ma non infortuni molto lunghi e nemmeno tanti infortuni, tre o quattro al massimo».