Sassuolo, Aquilani in conferenza stampa: "Non c'è stata partita. Basta parlare, serve fare qualcosa in più"

Sassuolo, Aquilani in conferenza stampa: "Non c'è stata partita. Basta parlare, serve fare qualcosa in più"Vocegiallorossa.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Ieri alle 23:37Avversario
di Marco Campanella
Aquilani analizza la crisi neroverde: «La testa è molto pesante». Il tecnico chiede più personalità e lavoro per uscire dal momento difficile.

Al termine di Roma-Sassuolo, Alberto Aquilani ha parlato in conferenza stampa. 

Non è andata bene, però credo che la tua sia una squadra viva, al di là dei risultati che in questo momento dicono il contrario. Anche stasera, per mezz'ora, ci avete provato, mostrando qualche idea e senza giocare in maniera piatta contro la Roma. Guardando il calendario, dopo la sosta avrete una serie di partite che potrebbero consentirvi di conquistare i punti necessari. Hai detto che bisogna parlare: con chi intendi farlo? Con la squadra, con la società?
«No, è ovvio che secondo me oggi non c'è stata partita, a parte quella mezz'ora in cui abbiamo provato un po' a contenere. Ma non è questa la partita che ha evidenziato i nostri problemi. I nostri problemi arrivano da qualche partita fa, quando si sono incanalate una serie di cose negative, soprattutto i risultati. Risultati determinati spesso da episodi, da errori che hanno condizionato partite giocate sicuramente meglio di quella di stasera. È un susseguirsi di situazioni negative e oggi la testa è molto pesante. Lo vedi dalle piccole cose, anche da uno stop o da un passaggio. Vedo sbagliare delle cose di una semplicità troppo grande per il livello che richiede la Serie A. Quindi oggi la testa è molto pesante e ci porta a fare poco o niente. È l'unica partita in cui c'è stata così tanta differenza. Bisogna parlare, guardarsi negli occhi e capire come uscire da questo momento, perché quello che stiamo facendo oggi non è sufficiente. È da un po' che parliamo di questi argomenti, anche se magari voi avete visto soltanto questa partita. Però parlare, parlare e parlare serve a poco, bisogna fare. E in questo momento stiamo facendo poco».

Qualche tempo fa Gattuso ha dichiarato che nella sua squadra non vorrebbe mai un giocatore come Gennaro Gattuso. Lei, invece, sente la mancanza di un elemento con determinate caratteristiche, che possa affiancare Matic, dare ordine alla manovra e proporsi anche in avanti?
«Non so se Gattuso abbia detto davvero una cosa del genere. Magari è stata una provocazione, non lo so, dico la verità. Credo di avere a disposizione dei buoni giocatori, dei giovani prospetti, giocatori validi che devono ancora dimostrare tanto per poter ambire a qualcosa di importante. Però i giovani hanno tempo e hanno le capacità. Bisogna che comincino adesso a mostrarle con maggiore frequenza. Non credo che in questo momento sia importante soffermarsi sul singolo o su un aspetto particolare, perché ci sono una serie di cose da considerare. Devo dire anche che fino a ieri abbiamo parlato di questa fragilità, del fatto che magari, dopo il primo gol subito, ci disuniamo, ne prendiamo altri due e non riusciamo più a reagire. Oggi, sotto questo aspetto, nonostante avessimo di fronte una squadra molto forte, siamo anche migliorati. Però ogni tanto il pallone ce l'hai anche tu e devi riuscire a tenerlo un po' di più. Quando vieni a giocare contro queste squadre, servono un po' più di grinta e di personalità, altrimenti diventa una partita a senso unico, come è stata quella di stasera».

Guardando la rosa del Sassuolo, ci sono buoni giocatori, tecnicamente validi, e una squadra che sembra avere anche diverse alternative. Hai già parlato dei problemi mentali e di come, in un momento difficile, le critiche possano prendere il sopravvento. Dal punto di vista atletico e tattico, invece, a che punto siete? Come state lavorando per migliorare questi aspetti?
«Come dicevo prima, gli aspetti possono essere molteplici. Anche fisicamente, secondo me, possiamo fare qualcosa in più, perché è una squadra che sembra andare subito in affanno dopo due scatti. Quindi credo che anche atleticamente possiamo migliorare. Sono tanti aspetti. Inizialmente questa era una squadra che giocava a calcio, che aveva ottenuto buoni risultati prima della sosta, anche perché aveva la leggerezza di provare, di giocare e di rischiare qualcosa. Oggi questa leggerezza ci manca. Siamo molto pesanti e per questo, anche quando abbiamo il pallone, riusciamo a fare molto poco. Ripeto, non è proprio la partita di stasera quella a cui mi riferisco, perché oggi per me è anche difficile da spiegare, ma è un discorso che riguarda anche la prospettiva».

Il cambio di sistema di gioco è stato dettato dalla necessità di contenere meglio la Roma sulle fasce? Questa scelta ha forse tolto qualcosa alla squadra dal punto di vista offensivo, rendendo la coperta ancora più corta davanti?
«Sì, la coperta è corta. Tu c'eri anche nelle altre conferenze, quando parlavamo proprio di questa coperta corta. Se ti alzi un po' di più, magari prendi troppi gol. Se ti abbassi un po' di più, magari puoi ripartire in contropiede, però poi ti mancano i giocatori che vanno in contropiede. Quindi ci sono una serie di fattori che in questo momento ci stanno mancando. La scelta di giocare in questo modo è stata fatta anche per cercare di contenere le fasce laterali della Roma, che sono molto, molto forti».

È un periodo in cui, oltre alla coperta corta, ci sono anche diverse assenze e sembra girare tutto male. Adesso arriva la sosta e avrete un po' di tempo per lavorare. Quali sono i primi aspetti sui quali cercherai di intervenire, considerando che il Sassuolo sta attraversando un momento molto complicato sotto tutti i punti di vista?
«Sì, è così. Forse è un bene. Alla sosta precedente avevo detto che magari sarebbe stato meglio continuare a giocare, perché eravamo in un buon momento. Poi è stata una tragedia. Dopo quella sosta è cambiato il mondo a Sassuolo. Adesso arriva un'altra sosta e sicuramente gli aspetti sui quali dobbiamo intervenire sono tanti. Ne vedo in tutti gli ambiti, non mi nascondo dietro a niente. Sono osservazioni corrette e sono tutti aspetti che devono essere migliorati, perché quello che stiamo facendo in questo momento non è sufficiente».