Una squadra che vive di certezze
La sosta è sempre una soglia psicologica un po’ per tutti: l’ultima gara prima delle nazionali è quella in cui più si sente la fatica delle precedenti, a prescindere dal fatto che si tratti di uno stint di campionato di lunghezza normale, come quello che sta per concludersi, o di un tratto di strada più lungo, come quello che inizierà dopo questa pausa e terminerà a marzo. Proprio la gara di marzo scorso contro il Lecce fu un esempio di come quell’appuntamento possa avere delle difficoltà extra, dovute all’accumulo di fatica e tensione.
Da Como-Roma a Roma-Sassuolo di tensione se n’è accumulata tanta: dall’inferiorità numerica dello scontro diretto del Sinigaglia alle rimonte subite da Real Madrid e Manchester United, che qualche dubbio potrebbero insinuare in chiunque, figuriamoci nella testa dei giocatori di una squadra ancora in costruzione per quei livelli lì, quelli della Champions League. In mezzo, anche prove confortanti e qualche rimpianto: insomma, si è visto un po’ di tutto e la stanchezza fisica e mentale poteva essere un fattore in questo Roma-Sassuolo.
E, almeno parzialmente, lo è stato, perché nella prima parte della sfida di questa sera i giallorossi hanno faticato a imprimere il loro ritmo e la loro pressione, risultando un po’ intermittenti e imprecisi. Poteva essere una serata simile a quella di Roma-Genoa, ma di fronte c’era la peggiore difesa del campionato, la quale, prima o poi, qualcosa avrebbe concesso e infatti il gol dell’1-0 di Hermoso è arrivato sì “di forza”, ma anche con la collaborazione di un reparto neroverde decisamente passivo.
Quella di Aquilani è una squadra che fa diluviare quando piove e il raddoppio su autogol di Walukiewicz e il terzo gol di Rodrigo Mora (terza rete consecutiva, 6 contributi gol in 15 presenze, di cui solo 7 da titolare: poteva andare peggio per un diciannovenne) hanno reso semplice una serata che magari non si preannunciava complicata, ma che aveva tutte le possibilità per diventarlo, specie dopo una rimonta subita come quella di Old Trafford, che chissà quali scorie può lasciare. La buona notizia, oltre ai tre punti che mantengono la Roma in linea con i propri obiettivi di classifica, è proprio che questa squadra vive di certezze difficilmente scalfibili. In negativo, ma anche e soprattutto in positivo, di quelle che fanno dimenticare la stanchezza.
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