Pisa-Roma 0-1 - Scacco Matto - Si rafforzano i principi di gioco di Gasperini

Seconda vittoria consecutiva per la Roma di Gasperini, che, dopo l’esordio con il Bologna, ottiene i tre punti anche contro il Pisa di Gilardino, grazie al gol di Soulé nella ripresa.
PRESSING DI SQUADRA – La Roma entra in campo concentrata con il suo 3-4-2-1 con Soulé ed El Shaarawy dietro alla punta, Ferguson. In fase di non possesso, ogni giocatore pressa alto il proprio avversario, seguendolo come di consueto fino in capo al mondo. L’atteggiamento di collaborazione da parte di tutta la squadra ha consentito anche ai difensori di lavorare meglio. L’ha sottolineato Mancini nel post gara: il pressing portato avanti correttamente dagli attaccanti e dai centrocampisti ha agevolato il lavoro difensivo, con molti palloni sporcati e letti bene dai difensori, ad eccezione di un paio di errori individuali che hanno messo in pericolo i giallorossi, uno di Hermoso e uno di Mancini, su cui è stato molto bravo Svilar. Interessante il duello proprio tra Mancini e l'attaccante del Pisa, Meister, su cui ha preso le misure nella ripresa dopo aver concesso qualcosa nella prima frazione di gioco. Anche il Pisa ha iniziato pressando alto, per poi calare molto nella ripresa consegnando il pallino del gioco alla Roma.
FASE DI POSSESSO – Come di consueto, le squadre di Gasperini tendono ad allargare molto il gioco per svuotare la parte centrale del campo, terreno di caccia dei calciatori con più qualità. E, a proposito di qualità, quando Dybala è entrato in campo, posizionandosi a sinistra, la differenza si è sentita e con Soulé il tasso tecnico è stato elevato. Ferguson, nonostante fisicamente non sia un gigante, fa bene il lavoro spalle alla porta, dando qualità alle sue giocate come abbiamo visto in occasione del gol di Soulé. Cristante ha giocato con intelligenza mentre Koné, con i suoi strappi, può cambiare il corso di una gara, anche solo risvegliando e motivando i suoi compagni. Gli esterni possono sia giocare larghi, sia giocare più dentro il campo, come ha fatto spesso Wesley nel primo tempo mentre i braccetti, quando possono, seguono la manovra (e, anzi, succede ancora poco rispetto ai braccetti dell’Atalanta di Gasp).
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