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I giorni degli annunci, o forse no: nessuna cessione entro il 30 giugno sarebbe un bene o un male per la Roma?

I giorni degli annunci, o forse no: nessuna cessione entro il 30 giugno sarebbe un bene o un male per la Roma?
Oggi alle 21:00Editoriale
di Luca d'Alessandro
La Roma entra negli ultimi giorni di giugno tra settlement UEFA, rinnovi e mercato: il nodo è capire se l’assenza di cessioni sarà forza o rischio concreto.

Mancano sempre meno giorni alla fatidica data del 30 giugno che tiene inesorabilmente banco, in un momento temporale dove a farla da padrona sono i Mondiali in Canada, Messico e USA. Mondiali che non regalano gioie particolari, con l'Italia spettatrice e i romanisti presenti poco protagonisti, se non con le dichiarazioni del CT olandese, Koeman, su Malen.

Al momento tanti rumors, tante chiacchiere, pochi fatti. In ballo c'è sempre lo stesso: rinnovi, cessioni, milioni da incassare per rientrare del settlement agreement con la UEFA. La stessa che pochi giorni fa ha multato la Roma di 6 milioni. Una cifra irrisoria per la casse dei Friedkin, il problema è più legato alle eventuali sanzioni che il club potrà subire a partire dalla stagione 2027/28 (a meno che non venga sfruttata la clausola per la proroga di una stagione). 

Tuttavia sembra di rivivere il giugno di un anno fa, eccezion fatta per il cambio di allenatore. Anche la scorsa stagione la Roma aveva le stesse necessità e anche la scorsa stagione, non ci furono cessioni eclatanti, ma incassò da Dahl, Zalewski, Abraham e soprattuto da Le Fée. Soldi che tuttavia non bastarono. Colpe a Ghisolfì che non riuscì a piazzare Angelino in Arabia Saudita e l'arrivo di Massara che ricorda molto l'arrivo di D'Amico a pochi giorni dalla scadenza. Qualche entrata extra la Roma l'ha racimolata anche ora, senza cedere nessun big per il momento. Il discorso fatto da D'Amico al procuratore di Koné (dal 1° luglio si tratta a partire da 50 milioni) vuole dimostrare che, nonostante gli obblighi del 30 giugno, il club non è in una posizione di debolezza. Cosa che può essere anche letta come un incentivo a rompere gli indugi ai club interessati. 

Certo è che da questi ultimi giorni di giugno è lecito aspettarsi qualche annuncio ufficiale, soprattutto per alcuni rinnovi, dati per fatti, ma non ancora comunicati. Capitolo cessioni resta l'incognita: nessuna cessione entro il 30 giugno sarebbe un bene o un male per la Roma?