Luis Enrique: "Sono l'unico responsabile. Dobbiamo cercare di entrare in Europa League"

25.04.2012 17:29 di Gabriele Chiocchio   Vedi letture
© foto di Alberto Fornasari
Luis Enrique: "Sono l'unico responsabile. Dobbiamo cercare di entrare in Europa League"

Luis Enrique in conferenza stampa

Pensa di andare via?
“La situazione è difficile, la squadra ha sofferto fin dall’inizio, non è scesa in campo. La tifoseria è stata incredibile anche oggi. E’ una giornata difficile per l'allenatore, per i calciatori e la società. Ma non succede nulla, dobbiamo fare il massimo nelle ultime partite”.

E’ sembrato che in questa partita non ci fosse sintonia tra lei e la squadra.
“Penso di si, ma lo devi chiedere ai calciatori che possono rispondere in maniera più chiara. Però fammi solo le domande, non mi ricordate ogni volta cosa ho fatto di male. Volevo parlare un po' con il cuore ma continuate con le vostre domande...vai vai”.

Ha riflettuto sulla tifoseria che ha perso la pazienza?
“Fanno bene ad averla persa. Tranquillo che è un giorno di meno affinchè io vada via, tranquilli, se è quello che volete vado via. Ma il mio pensiero è di giocare le ultime partite per cercare di ottenere gli obiettivi”.

Non c’è né la classifica, né l’impronta che doveva aver lasciato a questo punto. Come se ne esce?
“(Silenzio)…Migliorando le nostre prestazioni”.

I giocatori la seguono, allora non riescono a recepire quel che vuole. Tempo fa si vedeva a sprazzi il gioco che lei voleva, ora no
“Sono d’accordo soprattutto nel primo tempo, nel secondo ho visto quello che volevamo. Quando vedo che soffrono così mi dà dispiacere, loro vogliono ma non riescono”.

Perchè la squadra è isterica? Osvaldo ha litigato 10 minuti con l’arbitro.
“E’ stato solo un calciatore. E’ strano che siamo stati espulsi così tanti quest’anno, non diamo calci a nessuno, non cerchiamo di fare gioco fisico. Sono stati espulsi per troppa personalità o intensità”

Nessuno desidera che l’allenatore vada via (Luis Enrique ride ndr). Come fai ad aspettarti partite del genere se il giorno prima dici che la squadra sta bene?
“La situazione l’abbiamo creata noi, ogni volta sarà più difficile giocare. Siamo lontani da quel che vogliamo essere. Ogni volta che siamo arrivati ad un passo dalla vera lotta Champions non abbiamo fatto la partita. Mi dispiace prima di tutto far arrabbiare i tifosi. Capiamo la loro rabbia e tristezza, per questo motivo questa giornata è doppiamente nera”.

Da quando è qui si è abusato della parola di "progetto" e "proposta di gioco". Ora i tifosi parlano di umiliazione, dopo 15 anni si rischia di rimanere fuori dall’Europa.
“Mamma mia…Lo so, non sono eterno non vi preoccupate, per fortuna per voi. Non ho mai parlato di progetto, sono venuto a fare il mio lavoro. E’ il momento adesso di essere con la mia squadra, se non vi piace non me ne frega niente. L’allenatore della Roma domani si alza alle 9 per cercare di far la partita con il Napoli. E così sarà e quando finisce la stagione mi fate questi pensieri di ottimismo. E mi prenderò la mia responsabilità”.

Luis Enrique a Sky Sport

"Se si è rotto qualcosa con l'ambiente? E' stato difficile per i tifosi capire questa situazione finale, posso parlare benissimo dei tifosi e di come hanno sostenuto squadra e allenatore. E' normale che mostrino la loro tristezza. Se può cambiare qualcosa? Per come vedo il calcio, il giorno in cui l'allenatore diventa un problema è un giorno difficile. Posso capire la tristezza perché abbiamo fatto partite di livello più basso di quello che potevamo esprimere. I contropiede subiti? E' difficile giocare quando la squadra ha una situazione per la quale può perdere fiducia. Al riposo abbiamo fatto qualche piccolo cambio, nel secondo tempo la squadra è stata al livello in cui deve stare e ha concesso qualche ripartenza in più per la voglia di vincere. Il pubblico è stato immenso, sarebbe stato bellissimo vincere ma non abbiamo mai avuto fortuna. Non ho niente da dire, il calcio è questo. Qual è il mio obiettivo ora? Una cosa che si è vista e che quando la situazione era difficile, la squadra ha fatto bene, al contrario quando potevamo entrare realmente nella lotta non siamo stati all'altezza, è un peccato perché questa è una situazione difficile per i tifosi. Se mi sono dato una spiegazione? Dopo una sconfitta come questa è difficile anche per me, l'obiettivo è chiaro. Cercare di entrare in Europa League per la prossima stagione. Sarà difficile perché le sconfitte fanno male, ma cercheremo di farlo. Sono venuto a Roma a fare il mio meglio, non mi sono mai giustificato. Se c'è un responsabile sono io, è così. Nel calcio non c'è una cosa diversa, la società è diversa dalle altre e sta a un grande livello".

Luis Enrique a Mediaset

“Il primo tempo è stato molto difficile per noi, non eravamo in partita. Capisco la difficoltà dei ragazzi per la nostra situazione in questa stagione, e alla fine c'è stato il disincanto totale con il loro gol. Sappiamo che i tifosi non sono felici purtroppo. L'obiettivo di questa squadra è essere al livello della tifoseria. E la tifoseria ha un livello più alto di quello che abbiamo avuto noi quest'anno. Ho parlato ora con i giocatori, erano tutti tristi perché abbiamo perso un'altra opportunità. Terzo posto? Noi lottiamo per essere più avanti possibile in classifica e mettere la Roma in maniera tale da poter contenderci l'Europa. Squalifiche contro il Napoli? Meritiamo questa situazione perché abbiamo fatto degli errori. Dobbiamo essere attenti e professionali per riportare la fiducia dei tifosi dalla nostra parte. Striscione di incoraggiamento? Non l'ho visto, ma me lo hanno detto. Di sicuro sono un uomo vero, ma devo essere un allenatore vero, e adesso è questo quello che conta in questo lavoro. Ho tanta fiducia in me, ma i risultati dicono che posso ancora fare meglio e questa è la mia responsabilità. Brutta giornata anche per Guardiola? Non è una grande giornata per nessuno dei due, ma continuiamo ad essere professionisti e cercare di migliorare sempre”.

Luis Enrique alla Rai

“Contestazione? Non ho niente da dire. Credo che sia normale che i tifosi non sono felici. Quando i risultati non arrivano è ovvio che sia così. La tifoseria è sempre stata di un livello superore al nostro sul campo. Oggi abbiamo subito questo gol all'ultimo minuto, siamo stati anche sfortunati. Io devo essere comunque sempre vicino ai miei calciatori e alla società. Il nostro obiettivo è di fare il massimo nelle prossime partite per mettere la Roma in posizioni migliori in classifica. Io sto cercando di migliorare la squadra, non è vero che in tutta la stagione abbiamo giocato male, abbiamo fatto vedere anche buone prestazione, ma è ovvio che non sono soddisfatto. È vero che i tifosi non sono mai stati molto critici perché hanno capito benissimo la situazione di quest'anno però se i risultati non arrivano è così. Gioco involuto? Si è vero, ma non dico che sia colpa dei giocatori. Consolare Guardiola? Non l'ho sentito e nessuno dei due consolerà l'altro”.

Luis Enrique a Roma Channel

“Scappare è facile, sappiamo cosa pensano i tifosi ma non penso sia il momento di fuggire. Questa è una società ldi livello altissimo e sono sicuro che arriveranno successi. Non parlo dell’allenatore, ma della linea della società. So cosa fanno e come lo stanno facendo, come ho visto i giocatori che si sono sempre messi a disposizione. Mi prendo la responsabilità ma sarebbe facile andare via. Dobbiamo finire la stagione e fare di tutto per avere un posto in Europa. Se mettiamo ancora più pressing ai giocatori sarà più difficile. Finire la stagione è giusto non per me ma per i ragazzi, ma se la società penserà che è meglio andare via andrò via domani, non c’è problema. La situazione è difficile per tutti, per me che sono fuori e per i giocatori. Pensiamo alle 4 partite poi vediamo, io non starò mai in un posto dove non mi vogliono. La situazione l’abbiamo creata noi, io per primo, ma  giocare con questa responsabilità. Noi ogni volta che siamo andati a giocare vicini alla lotta vera non siamo stati all'altezza. Una squadra soffre la poca fiducia. Oggi era come una finale e nn siamo stati all’altezza. Con questo clima è ancora più difficile perché sono persone. Il tifo è stato incredibile in tutta la stagione ed è così che devono fare. Amano la maglia ma non sono orgogliosi di noi, ed è normale. Noi vogliamo dare il 100% ma a volte non ci riesce, capiamo la tristezza, ma così con questo clima non si va da nessuna parte. Rivediamo sempre tutto, cerchiamo di migliorare tutto. Abbiamo fatto tanti errori ma non parlo male di nessuno. Il clima sarà difficile, immagino per un giocatore che deve giocarsela. Purtroppo ho vissuto situazioni simili ma è difficile”.