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Brighton-Roma 3-0 - Top & Flop

Brighton-Roma 3-0 - Top & FlopVocegiallorossa.it
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Oggi alle 18:00Top e Flop
di Gabriele Chiocchio
fonte Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
Tra qualche spunto nel pressing alto e tante difficoltà, la Roma cade anche contro il Brighton: difesa fragile, Dybala poco incisivo e segnali ancora preoccupanti.

TOP

UN PO’ IN ALTO - Nella prima parte del primo tempo - ma quasi solo lì - si è vista una serie di recuperi in alto che somigliano molto a quelli che la Roma deve proporre quando ci saranno i tre punti in palio. Da soli, ovviamente, non bastano, tant’è che di pericoli la Roma non ne ha creato praticamente nessuno, ma un germoglio da cui ripartire per il futuro a breve termine.

FLOP

SEMPRE TROPPO FACILE - Anche il Brighton si unisce al festival estivo del gol contro la Roma: la scarsa intensità è un grosso problema in una squadra dalle sistema di gioco della Roma e fa sì che gli altri possano facilmente banchettare nell’area di rigore giallorossa. 

NESSUNA DIFFERENZA - Una volta si diceva che giocare le amichevoli contro le squadre di Premier League prevedesse lo svantaggio intrinseco di un ritardo di condizione, giacché in Inghilterra si iniziava prima che in Italia. Ora non è più così: il massimo campionato inglese e la Serie A iniziano nella stessa settimana, ma il Brighton - che ha un preliminare di Conference League da giocare - è apparso comunque molto più avanti.

MA TIRA! - Paulo Dybala continua a dare l’impressione - ben motivata, visti i tanti precedenti in questo senso - di aver paura di calciare in porta, spesso rinunciando alla conclusione da posizioni favorevoli per tentare degli extra-pass per i compagni ed eseguendo, di fatto, dei passaggi agli avversari nelle occasioni in cui questo non avviene. Non certo il miglior viatico per migliorare lo score di due gol su azione in tutta la scorsa stagione, occupando uno slot da attaccante.

“SMARMELLA TUTTO!” - Anche oggi ci troviamo a commentare questioni prettamente relative alla visione della partita. La produzione inglese ha deciso di posizionare la telecamera principale sulla tribuna opposta a quella del lato panchine dove viene normalmente impostata, la conseguenza è stata dover riprendere delle immagini perennemente controsole, con un’esposizione da regolare costantemente tra il lato illuminato e quello al buio del campo. L’effetto, in certi momenti, è stata una luminosità della ripresa degna de “Gli occhi del cuore”, con la regia di René Ferretti e la fotografia curata da Duccio Patané.