Sabatini: "L'obiettivo era risollevare l'ambiente. Il rinnovo di Garcia non è un'esigenza impellente"

14.10.2013 12:00 di Gabriele Chiocchio  Twitter:    vedi letture
Fonte: Radio Anch'io Lo Sport
Sabatini: "L'obiettivo era risollevare l'ambiente. Il rinnovo di Garcia non è un'esigenza impellente"
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© foto di Federico De Luca

Queste le parole di Walter Sabatini, direttore sportivo della Roma, ai microfoni di Radio Anch'Io Lo Sport

Anticipo venerdì disturba?
"Ci disturba moltissimo per la verità, perché sia noi che il Napoli siamo molto impegnati con ragazzi in giro per il mondo, li recupereremo tutti all'ultimo momento e non è una cosa che ci aiuta. È un fatto, è successo e andiamo avanti".

Sorpreso da questo inizio di stagione?
"Naturalmente quando si fanno le cose, si costruisce qualcosa, lo si fa pensando sempre al meglio. Qui c'è qualche esagerazione evidentemente perché 7 vittorie consecutive nessuno se le poteva aspettare, ma soprattutto nessuno si aspettava la maniera con cui la Roma ha vinto le partite. Per cui siamo molto soddisfatti ma neanche per niente appagati".

Sugli obiettivi: la Roma può giocare alla pari con Napoli e Juventus?
"Lo sta facendo, lo farà. Noi avevamo un'esigenza molto precisa, che era quella di risollevare il morale della nostra tifoseria perché venivamo da una sorta di psicodramma, un dramma collettivo legato ad un'altra partita giocata nel mese di maggio. Adesso siamo contenti per aver ristabilito un'armonia, all'interno della città e nella nostra tifoseria. Siamo molto contenti e orgogliosi di questo".

Garcia è una sua rivincita? 
"Non la considero una rivincita ma un plus per la Roma, una scelta che è stata fatta a ragion veduta. Lo conosco da molto tempo perché per caso io osservavo qualche anno fa il Le Mans, perché il Palermo dove lavoravo ha preso un calciatore di quella squadra, non io ma Rino Foschi e quindi lo seguivo nell'attività che aveva già svolto lì. Quindi vedevo questo allenatore lavorare e impostare le partite, l'ho sempre seguito poi nel Lille. Oggi devo dire è stata una scelta molto fortunata". 

Fortunata perché non vi aspettavate questa qualità?
"No, me la aspettavo naturalmente, la auspicavo più che altro. Però il calcio è senza fortuna, tu segui un calciatore e pensi che sia e invece non è, magari non lega con l'ambiente, non ha affinità con le persone. Rudi Garcia si è inserito splendidamente in questo ambiente, come se avesse sempre lavorato qui, ha portato le sue idee e i suoi valori, un modo di essere e di lavorare e per questo siamo molto molto soddisfatti".

Il settore giovanile? 
"La Roma ha sempre lavorato molto bene contando sulla densità abitativa della città, il settore giovanile lo fa e lo ha sempre fatto Bruno Conti con grande qualità e molti meriti. Siamo molto attenti a questo aspetto, abbiamo ragazzi molto forti: Romagnoli ora è in under 19  e Capradossi in under 17. Sono ragazzi molto molto forti e li aspettiamo. Romagnoli ha già giocato e ha fatto gol in prima squadra, Capradossi lo farà presto".

Garcia è unico in quanto persona o era interessato anche al suo staff?
"Devo dire che lo staff l'ho apprezzato dopo, lo sto apprezzando adesso nel vederli lavorare, sono tutti ragazzi molto impegnati e competenti. Il diamante però era ed è Rudi Garcia. Perché non un italiano? Noi abbiamo percorso diverse piste, italiane e in po’ più esotiche, straniere. Ma lui ci ha colpito perché è un uomo che ha idee e sa trasmetterle, è stato devo dire molto coerente per come si è presentata e per quello che sta offrendo alla Roma".

È vero che è pronto un rinnovo di tre anni? 
"Ma noi non abbiamo questa scadenza, ha un contratto di due anni. Poi i contratti nel calcio hanno un valore anche piuttosto relativo.  Ha due anni da lavorare con noi, poi più avanti ci confronteremo, magari in primavera. Ma adesso non abbiamo nessun tipo di esigenza".

Totti? 
"Francesco sta usufruendo di una condizione dell'anima fragorosa e bellissima, sta bene con questo allenatore e si trova molto bene con i compagni, quindi questo lo ha portato ad avere una sorta di clamoroso risveglio muscolare. Oggi, e lo dico sempre, la forza che esprime, la reattività che esprime nelle partite e negli allenamenti non credo lo avesse due o tre anni fa. Veramente vittima di una nuova gioventù, condannato a giocare ancora a lungo a calcio. Lui ha un contratto da dirigente dopo i 40 anni, ma se continua così qualche calcio di rigore fra tre anni lo potrà battere".

Le critiche dopo le cessioni di questa estate? 
"Abbiamo dovuto fare delle scelte in parziale controtendenza, non in totale controtendenza ma parziale, per dare un pochino più solidità e carisma alla squadra. Venivamo da una sconfitta dalla quale non ci saremmo più tirati fuori, e quindi abbiamo fatto quelle scelte in direzione anche di Maicon e De Sanctis per dare questa struttura psicologica che forse ci era venuta a mancare. Poi però siamo andati avanti con le nostre scelte, sono arrivati ragazzi giovani: Strootman '90, Ljajic '91, Jedvaj '95. Non c'è stata contraddizione totale in quello che abbiamo fatto, però una sorta di mediazione sicuramente sì".

Ha avuto impressione Garcia conoscesse bene il calcio italiano?
"Non ho colto questo aspetto di una conoscenza approfondita del calcio italiano, ma una approfondita del calcio si, il suo rapportarsi col calcio che è molto, come dire, leggero. Poi devo dire anche che è un uomo che è venuto da me i primissimi giorni di giugno a Milano con un traduttore. Si è ripresentato a Roma dieci giorni dopo parlando già un po' di italiano, questo è un atto di umiltà e di rispetto offerto a tutte le persone di Roma. Così come ha voluto subito parlare italiano, subito si è calato nel calcio italiano, lo studia 7-8 ore la giorno e oggi ne parla come un allenatore che lavora da 15 anni in serie A. Perfetto".

Sconfitta nel derby, ne parlate come una disgrazia. È stato davvero così?
"È stata vissuta così, non è stata così. La Roma è arrivata al derby in un trend favorevole, aveva comunque acquisito 62 punti e quel percorso che avevamo disegnato si stava concretizzando in qualche modo. Quella è stata una sconfitta esiziale nell'immaginario collettivo e per quelle che sono le speranze dei tifosi". 

Preoccupato per comportamento tifosi Roma e Napoli? 
"Non sono preoccupato perché sono certo che i tifosi del Napoli stiano fruendo e godendo di quello che il Napoli sta facendo. Il Napoli ha impresso una svolta tecnica fulminea dopo l’uscita di Mazzarri, di Cavani, di Campagnaro. Hanno fatto scelte immediate e molto remunerative. Si sono dati un respiro internazionale. Io credo che i tifosi del Napoli sentano questa cosa che De Laurentiis e Bigon sono riusciti a fare, lavorando e vivendo insieme in allegria e comunque sportivamente. Questo vale anche per i tosi della Roma. Noi non possiamo scontare, tutte le società italiane, i tifosi veri italiani, non possono scontare ancora ricatti reiterati che vanno avanti da 25 anni. Veramente una cosa riprovevole".