Ranieri: "Ci sono state reazioni che andavano punite ma non è stato fatto nulla. Il rinnovo? Mi era stato garantito, sarebbe stato un segnale alla squadra"

04.03.2011 09:30 di Redazione Vocegiallorossa   Vedi letture
Fonte: L'Espresso
Ranieri: "Ci sono state reazioni che andavano punite ma non è stato fatto nulla. Il rinnovo? Mi era stato garantito, sarebbe stato un segnale alla squadra"
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Claudio Ranieri interviene sulla Roma in un' intervista rilasciata a L'Espresso e traccia un itinerario del suo anno e mezzo per la Roma e con la Roma. Il suo atto d'amore con lo scopo di responsabilizzare al massimo il gruppo per tornare a fare risultati. Vocegiallorossa.it vi propone uno stralcio dell'intervista.

"Sarò anche l'ultimo dei sentimentali, ma io me ne sono andato per amore della mia città". L'ex tecnico giallorosso parte dalla fine: "A Genova la Roma va sul 3-0 e alla fine si fa rimontare. Nello spogliatoio annuncio il mio addio ai giocatori. Nessuno fiata. Era necessario che i giocatori non avessero più scuse o capri espiatori. Il brindisi? Non credo sia avvenuto davvero. Ci ho messo la faccia, ho cercato un rapporto onesto e aperto con tutti. Ho visto che dopo il mio addio i ragazzi sono tornati ad impegnarsi…come quando, nel 2009, io arrivai e la squadra era ultima, dov'è la verità?". Ranieri avrebbe preferito maggiore stabilità a livello societario e un suo rinnovo sarebbe stato utile ai giocatori: "Mi era stato garantito ma a me interessava relativamente. Bisognava dare un segnale alla squadra. Dopo la sconfitta con il Basilea mi feci sentire: "Andremo incontro ad una stagione complicata. Faremo rotazioni continue. Se non siete d'accordo ditemelo". Ci fu silenzio, anche quella volta. Il progetto non è stato portato a termine per le troppe voci. Le false notizie: forse arriva Angelini, domani firma Angelucci. La notizia dello sbarco americano ha propagato il caos definitivo. Ci sono state reazioni che andavano punite. Calci alle borse, musi lunghi e labiali in diretta tv da sanzionare per dare un esempio. Non è accaduto e si è fornito il lasciapassare all'anarchia. Totti? E' la bandiera della Roma, non abbiamo litigato. Francesco è molto più solo di quanto non appaia. Pizarro? E' stato male, ha avuto problemi al ginocchio. Volevo dargli il tempo di guarire ma le insinuazioni sui giornali continuavano e gli ho chiesto: "Hai dei problemi con me? Ti ho trattato male? Dimmelo in faccia". Risposta: no mister, nessun problema. Sono stato chiaro fin da subito: Se non correte tutti, non arriviamo. Con invidie, antipatie, gelosie e cura ossessiva del proprio orticello, non faremo strada. Qualcuno sta pensando solo a se stesso. La preparazione atletica? Capanna è un luminare. Gli hanno attribuito anche il premio di categoria. Le faccio una domanda io adesso. Perchè nella Roma, da Taddei a Brighi, passando per Mexes, Riise e Perrotta, correvano sempre i soliti? Chi mi è rimasto nel cuore? Burdisso, ti guarda sempre negli occhi".