Mora in conferenza stampa: "Sono contento dei gol. La convocazione col Portogallo? Merito del lavoro"
Al termine di Roma-Sassuolo, Mora ha parlato in conferenza stampa.
Hai una media in campionato di un gol ogni cento minuti, cosa che invece in Portogallo non ti era accaduta. Cosa è scattato in te? Cosa è cambiato, visto che stai diventando quasi un bomber?
«Credo che già nella mia prima stagione al Porto fossi un giocatore che segnava molti gol. È qualcosa a cui sono abituato e che mi piace molto. Penso che il calcio abbia molto a che fare con la fiducia: quando segni un gol, acquisisci maggiore sicurezza per realizzarne un altro e tutto diventa più facile. Adesso ho segnato per tre partite consecutive e questo mi dà ancora più fiducia per continuare a segnare».
Stai lavorando tanto e si vede anche nella fase difensiva, facendo quello che ti chiede il mister. Come ti stai abituando a questo tipo di lavoro? Come ti stai trovando? E quanto ha contribuito questo lavoro alla convocazione con il Portogallo?
«Credo che ormai tutti sappiano quanto il mister sia esigente sotto ogni aspetto. Anche nella fase difensiva sto migliorando giorno dopo giorno e penso che questo sia stato un elemento importante per arrivare alla convocazione nella nazionale maggiore del Portogallo. Sono molto contento, è un momento di grande orgoglio per me. Ho lavorato tanto per raggiungere questo obiettivo ed è una grande soddisfazione anche per la mia famiglia».
Come va l'intesa con Matías Soulé sulla trequarti, visto che tu sei destro e Matías è mancino? E soprattutto, con te, Soulé e Paulo Dybala, la Roma ha il reparto dei trequartisti più forte dell'intera Serie A?
«È molto bello giocare al fianco di Matías, perché con lui tutto diventa più facile. È un giocatore che conosco già e, anche dal punto di vista umano, è una persona che mi ha aiutato molto. Per quanto riguarda Paulo, credo che non ci sia bisogno di spendere parole o aggettivi per descriverlo. Penso che formiamo un trio molto forte e dobbiamo continuare così. Sono davvero grato di poter lavorare con entrambi e imparare ogni giorno da loro».
Da fuori date l'idea di essere una squadra che si diverte tanto giocando a calcio. Ti sei mai divertito così tanto nel corso della tua carriera?
«Credo che in questo momento tutta la squadra si stia divertendo. Stiamo attraversando un periodo molto positivo. Anche nella mia carriera ho vissuto bei momenti e altri più difficili, ma il calcio è fatto così, ci sono alti e bassi. La cosa importante è che adesso ci stiamo divertendo tutti, continuando a svolgere il lavoro che ci chiede il mister. Credo che questo sia l'aspetto più importante».
Sei giovanissimo, ma hai già alle spalle tanta esperienza, anche a livello europeo e con le nazionali. Guardando indietro, cosa vorresti dire al Rodrigo Mora del passato?
«Non è una domanda facile. Questo è il mio terzo anno da calciatore professionista e credo che, a 17 anni, non avrei mai immaginato di vivere quello che ho vissuto al Porto e di arrivare così presto in prima squadra. Sinceramente, a quel ragazzo direi che era sulla strada giusta e che ha fatto un buon lavoro. Quel ragazzo mi ha aiutato a diventare l'uomo che sono oggi. Sono molto felice e grato per tutti i momenti che ho vissuto a 17 e 18 anni con il Porto».
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 20/2010 del 11/11/2010
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Alessandro Carducci
© 2026 vocegiallorossa.it - Tutti i diritti riservati
