"Amore Giallorosso": una sera da brividi nella Sala del Carroccio in Campidoglio. FOTO!
C'è un amore che non si spiega. Si vive. Si respira. Si porta nel cuore da quando sei bambino e ti resta addosso per tutta la vita, come una seconda pelle. È l'amore per la Roma. Ed è proprio quell'amore che venerdì 6 novembre ha riempito fino all'ultimo posto la storica e preziosa Sala del Carroccio in Campidoglio, per la presentazione del libro “Amore Giallorosso” di Francesco Goccia e Marianna Monello. Una cornice splendida, nel cuore della nostra città. Una serata che non è stata una semplice presentazione, ma una vera e propria dichiarazione d'amore collettiva.
AMORE GIALLOROSSO: UNA SERA DA BRIVIDI NELLA SALA DEL CARROCCIO IN CAMPIDOGLIO
Presente l'autore Francesco Goccia, che ha portato con sé anche i saluti dell'altra autrice, Marianna Monello, assente ma presente con il cuore e con le parole di un libro scritto a quattro mani e con un'unica anima: giallorossa. Ad aprire la serata, il presidente della commissione sport Nando Bonessio, che ha introdotto l'evento con la passione di chi conosce bene cosa significhi Roma per questa città. E poi ha presentato l'altro padrone di casa, il consigliere capitolino Ubaldo Righetti, ex calciatore della Roma campione d'Italia nella stagione '82-'83. Un uomo che la maglia giallorossa l'ha sudata, onorata, amata. A moderare, come sempre in maniera esemplare, il giornalista Giorgio Martino con la sua eleganza, la sua competenza e quella capacità rara di far parlare il cuore delle persone, ha guidato il pubblico in un viaggio tra ricordi, emozioni e lacrime.
La parola è andata subito a Ubaldo Righetti, che ha spiegato l'importanza dei tifosi della Roma. E lo ha fatto ricordando un momento che gli è rimasto scolpito dentro per sempre. Un allenamento alle Tre Fontane, davanti a 3.000 persone. Accanto a lui, il capitano, Agostino Di Bartolomei. E quella frase, detta piano ma con la forza di un giuramento: “Ubaldo non ti dimenticare mai che noi dobbiamo sempre dare il massimo per la Roma che portiamo nel cuore e per questa gente, fantastica, che ci sta sempre vicino”. In sala è calato un silenzio carico di emozione. Perché in quella frase c'è tutta la Roma. C'è il rispetto per la maglia, c'è l'amore per la gente, c'è quel patto non scritto tra squadra e tifosi che non si è mai spezzato.
Parola poi all'avvocato Ettore Viola, che ha ricordato la figura storica di suo papà, l'indimenticato presidente Dino Viola. L'uomo che ha reso la Roma nuovamente vincente. L'uomo che ha riportato lo scudetto a Roma dopo 41 anni e che è stato capace di costruire una squadra da sogno. Dino Viola, ha amato questa società come una figlia. Ricordarlo in Campidoglio è stato come riabbracciarlo. Un altro momento di pura commozione, si è vissuto con Stefania Tessari, figlia del grande Luciano Tessari, 98 anni. Nella sua storia con la Roma ha fatto tutto... prima il portiere negli anni '50, poi l'allenatore e infine, anche il grande vice di Nils Liedholm, con il quale ha costruito una Roma incredibile, la più bella squadra mai vista in Italia e in Europa.
Anche Righetti lo ha voluto ricordare con affetto e con un sorriso: “Il mister per noi è stato una figura fondamentale. Ricordo quando ero ragazzo che mi veniva vicino e mi diceva in continuazione ‘a ragazzi fai il bravo... fai il bravo... fai il bravo...’”. Un aneddoto semplice, tenero, che racconta meglio di mille parole che uomo era Tessari: un padre, un maestro, un romanista vero. Parola anche al presidente dell'Unione Tifosi Romanisti Fabrizio Grassetti, a cui sono bastate due semplici parole per far esplodere la sala: “Forza Roma”. Questo perché a volte non servono discorsi, bastano due parole per dire tutto. Giorgio Martino ha poi lanciato il video inviato da Luigi Garzya, ex calciatore della Roma, che ha scritto la prefazione del libro. Garzya ha prima salutato i presenti e poi ha parlato del suo amore verso la Roma, squadra che non ha eguali. Un amore che non conosce confini, che ti entra dentro e non ti lascia più. Infine spazio all'autore Francesco Goccia, che ha raccontato lo splendido libro che parla, nei vari capitoli, di emozioni che solo la Roma può regalare.
Emozioni che iniziano quando il calcio non era l'attuale spezzatino ma era quello che si viveva incollati alle radioline. Quello di quando si aspettava con ansia la sintesi di mezz'ora sulla Rai. Quando si andava allo stadio e si giocava a pallone in attesa dell'apertura dei cancelli che, a mezz'ora dalla fine, permetteva a tutti, anche ai più piccoli o a quelli meno fortunati, di poter entrare e vivere l'emozione dell'Olimpico. Nel libro, si raccontano anche i 50 anni del Commando Ultrà Curva Sud, un gruppo che ha scritto la storia ed è stato da esempio in tutto il mondo per la sua maniera nuova di sostenere una squadra di calcio, attraverso i ricordi di Antonio Bongi e Pietro Winny, due dei fondatori. Il passato con la scelta di nove partite (tre italiane, tre europee e tre derby) ma anche il presente con la storia di Donyell Malen e le tre partite, giocate nella scorsa stagione dalla fantastica Roma di Gian Piero Gasperini. Quelle sfide vinte gettando il cuore oltre l’ostacolo, nella storica rimonta di Parma 2-3, poi nel derby tutto romanista senza tifosi laziali 2-0 con la doppietta di Gianluca Mancini e infine nella vittoriosa trasferta di Verona 2-0 firmata Stephan El Shaarawy, che ha riportato dopo diversi anni la Roma in Champions League.
Chiusura con il gran finale di Bruno Conti. Una notte magica in cui 80.000 persone, ma anche di più, hanno salutato e festeggiato l'icona di Roma, nonostante la sera prima, alla squadra giallorossa, fosse stata soffiata la Coppa UEFA al termine di una doppia finale contro l'Inter. Perché Roma è anche questo: cadere e rialzarsi, soffrire e amare ancora di più. Festeggiare un uomo che è la storia, anche con il cuore ferito.
Al termine dell'evento, foto di rito in una cornice davvero splendida della nostra città. Sorrisi, abbracci, occhi lucidi. Tutti uniti da una sola, immensa, eterna passione. “Amore Giallorosso” non è solo un libro. È un pezzo di vita di ognuno di noi.
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