Conferenza stampa - Gasperini: "Dybala prova oggi pomeriggio per la panchina, ho fiducia. Allegri? Affermazione infelice"
Ecco le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Cagliari, in programma domani alle 20:45 allo Stadio Olimpico
C'è qualche recupero, come per esempio Dybala? Ci saranno rotazioni?
«Per quanto riguarda i recuperi, l'unico possibile è quello di Dybala. Faremo una prova oggi pomeriggio e vedremo se riusciremo a portarlo almeno in panchina. Sarebbe già un segnale positivo e sono abbastanza fiducioso. Per quanto riguarda le rotazioni, oggi sarà il nostro primo allenamento dopo la partita e siamo già alla vigilia della prossima gara. Deciderò quindi oggi, ma probabilmente qualche cambiamento ci sarà. Valuteremo anche in base alle caratteristiche dell'avversario e ad altri aspetti. Ormai, però, abbiamo una rosa che ci permette di effettuare rotazioni senza problemi, anche durante le partite».
Le hanno fatto effetto le parole di Allegri?
«Io non ho sentito direttamente quelle dichiarazioni, le ho apprese successivamente da quanto avete riportato voi («L'anno scorso gli hanno messo la Champions in tasca. Sempre loro» ndr). Ci sono i numeri, le testimonianze e tutti i dati relativi alle nostre partite della scorsa stagione e a quelle delle altre squadre. Non ho letto un solo commento a favore di questa affermazione, che mi sembra sia stata decisamente infelice. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro».
C'è stato un salto di mentalità rispetto alla scorsa stagione. A cosa è dovuto?
«È un percorso continuo e deve continuare a esserlo. Il nostro obiettivo è sempre quello di migliorarci, perché al miglioramento non c'è mai limite. Abbiamo sicuramente raggiunto un'identità precisa, un modo di stare in campo e di affrontare le partite che riusciamo a riproporre con continuità e che ci sta dando risultati. Vogliamo quindi continuare su questa strada. C'è una crescita complessiva di tutta la rosa, ma anche una crescita individuale di molti giocatori. Soprattutto, in questo momento c'è un ambiente che ci spinge a essere coraggiosi, propositivi e ad affrontare anche le partite più difficili con la fiducia di poter fare bene la nostra parte».
Soulé è il giocatore maggiormente migliorato in un anno e mezzo con lei?
«Purtroppo ha attraversato un periodo complicato, durante il quale è stato costretto a fermarsi per alcuni mesi a causa della pubalgia. Quest'anno, però, è ripartito da dove aveva lasciato alla fine del girone d'andata della scorsa stagione. La prestazione dell'altra sera è stata straordinaria, ma anche nelle partite precedenti ha sempre giocato ad alto livello. A volte ci si dimentica che è ancora un ragazzo, un classe 2003 di appena 23 anni. A questa età un calciatore ha ancora ampi margini di crescita e di maturazione sotto tutti gli aspetti, che possono portarlo a diventare sempre più forte. È quello che sta dimostrando in questa stagione. Inoltre, è un giocatore molto duttile. Non sa giocare soltanto a destra, ma anche a sinistra e a tutta fascia. L'altra sera, a un certo punto, ha giocato anche da trequartista, ha trovato il gol e ha fatto cose importanti. Sta acquisendo sempre maggiore maturità, fiducia e sicurezza nel proprio gioco. Perde molti meno palloni rispetto al passato, ma ci sono ancora aspetti sui quali può migliorare. Siamo convinti che abbia ulteriori margini di crescita e, soprattutto, è un ragazzo che lavora molto bene ogni giorno per cercare di migliorarsi».
C'è un motivo per cui Lulli non ha giocato nelle grandi partite e in Champions?
«In quelle posizioni abbiamo quattro giocatori che stanno facendo tutti molto bene. Rensch sta offrendo ottime prestazioni, Wesley è ormai un giocatore di assoluto valore e anche Molina, dopo un primo periodo di ambientamento, ha raggiunto un rendimento molto alto. Si tratta quindi soltanto di una casualità. Sono molto felice per lui, perché si merita tutto quello che sta ottenendo. L'obiettivo di tutti, però, deve essere quello di continuare a migliorare individualmente, perché è proprio attraverso la crescita dei singoli che la squadra può diventare ancora più forte».
Per quanto riguarda la fase difensiva, c'è qualcosa su cui si è soffermato con la squadra o crede che alcune situazioni siano fisiologiche?
«L'atteggiamento è sempre molto positivo. Poi bisogna distinguere le situazioni, perché i gol subiti sono tutti diversi. Sicuramente, in occasione dei gol contro il Real Madrid abbiamo avuto maggiori responsabilità rispetto, per esempio, alla rete di Anguissa contro il Napoli. In quel caso bisogna riconoscere anche la bravura dell'avversario, che ha realizzato un gol difficile, senza che ci fossero particolari errori nei nostri movimenti difensivi. Bisogna quindi analizzare le singole situazioni. È chiaro che non siamo macchine e non possiamo ripetere sempre tutto alla perfezione. Qualche volta possiamo commettere degli errori tecnici, ma l'approccio resta sempre positivo. Non abbiamo subito molti gol neanche sui calci piazzati e, salvo qualche partita, siamo sempre stati molto solidi. Naturalmente conta anche il valore dell'avversario. Abbiamo affrontato squadre di spessore superiore, con grandi giocatori e attaccanti che hanno percentuali di realizzazione molto elevate. Allo stesso tempo, però, siamo riusciti a segnare due gol all'Inter, tre al Real Madrid e tre al Napoli. Sono partite di altissimo livello, nelle quali bisogna tenere conto anche della qualità degli avversari».
Cambiare i difensori per cercare di far male davanti è una chiave di lettura o una scelta per necessità?
«Su tutti gli aspetti. È chiaro che oggi, con cinque sostituzioni a disposizione, che sono veramente tante, può capitare di dover cambiare anche i difensori. Gli avversari possono inserire giocatori freschi e di grande qualità, quindi un difensore che ha già disputato 70 minuti può trovarsi in difficoltà. Prendiamo l'esempio della partita contro il Real Madrid: Hermoso ha dovuto difendere prima su Diomande, poi su Vinicius e successivamente è entrato anche Endrick. In situazioni del genere ci può stare una sostituzione anche nel reparto difensivo. Con cinque cambi a disposizione, può essere necessario inserire giocatori freschi non soltanto in attacco, ma anche in difesa. È vero, inoltre, che in questo momento i nostri difensori hanno una buona propensione offensiva e riescono anche a segnare. Soprattutto nel gioco aereo, giocatori come Hermoso, Ndicka, Mancini e Balerdi sono molto efficaci. Anche questo fa parte della ricerca di soluzioni offensive, non soltanto sui calci piazzati, ma anche durante lo sviluppo delle azioni. Possiamo sfruttare gli inserimenti dei difensori, che hanno caratteristiche fisiche importanti e sono particolarmente forti nel gioco aereo. Quando arrivano da dietro possono anche sorprendere gli avversari, trovare spazi liberi e avere maggiori possibilità di andare a segno».
Che immagine danno i pareggi con Inter, Como e Napoli?
«Sono state tre partite tutte diverse tra loro, ma sicuramente tre belle gare, molto equilibrate. Se guardo complessivamente alle prestazioni, credo che in tutte e tre siamo usciti molto bene dal campo. Direi che abbiamo fatto qualcosa in più, ma certamente non qualcosa in meno rispetto agli avversari. È chiaro che parliamo delle nostre avversarie più dirette in campionato. È vero che non siamo riusciti a vincere questi scontri, ma è altrettanto vero che non ci sono riusciti neanche gli altri contro di noi. Forse ci è mancato quel passo in più che ci avrebbe permesso di vincere almeno una di queste partite, ma nel complesso ritengo che il nostro percorso sia sicuramente molto positivo».
Di cosa è più rammaricato? Cosa manca per vincere queste partite?
«Sono partite molto equilibrate, nelle quali spesso sono le giocate dei singoli e la qualità delle conclusioni a fare la differenza. Contro il Napoli ci siamo ritrovati sotto 2-0 e sembrava una gara molto difficile, ma siamo riusciti a rimontare. A quel punto avevamo anche la fiducia di poterla vincere, poi siamo andati nuovamente in svantaggio, abbiamo pensato di averla persa e invece siamo riusciti a pareggiarla. Questo dimostra come, nell'arco dei novanta minuti, partite di questo livello possano prendere direzioni completamente diverse, spesso grazie alla bravura e alle qualità dei singoli giocatori. È successo anche nelle gare contro l'Inter e il Real Madrid. Per questo dobbiamo valutare le prestazioni nell'arco di tutti i novanta minuti. È vero che abbiamo incontrato alcune difficoltà, dovute anche alla qualità degli avversari, ma complessivamente ritengo che la Roma abbia fatto molto bene. Se mettiamo sulla bilancia gli aspetti positivi e quelli negativi, usciamo sicuramente da queste partite con la consapevolezza di aver giocato alla pari con squadre di altissimo livello, senza essere stati inferiori nemmeno di un centimetro».
Quali sono le condizioni di Koné e Svilar?
«Per quanto riguarda Koné, penso che difficilmente riusciremo a recuperarlo prima della sosta. Svilar, invece, potrebbe fare dei passi avanti già questa settimana, verso giovedì o venerdì. Potrebbe quindi essere recuperato per la prossima settimana, ma è ancora tutto da verificare. Speriamo, perché riaverlo a disposizione per la partita di Manchester sarebbe il massimo, oppure per quella contro il Sassuolo».
Manca qualcosa a centrocampo?
«È evidente che ci siano squadre molto forti. Il Napoli ha vinto due scudetti negli ultimi anni, ha una rosa consolidata, gioca la Champions League e dispone di calciatori di grande qualità. Noi, però, dobbiamo guardare a noi stessi, senza pensare troppo agli altri. Come dicevo prima, dobbiamo concentrarci sul nostro miglioramento, cercando di crescere partita dopo partita. Poi arriverà il momento di misurarci con le altre squadre. In questo periodo abbiamo dovuto affrontare diverse assenze importanti, da Svilar a Cristante, passando per Dybala, Koné e Pellegrini. Fortunatamente, nonostante queste difficoltà, siamo riusciti a tenere il passo, ottenere risultati e offrire buone prestazioni. È chiaro che quando hai tutti i giocatori a disposizione sei più forte e hai maggiori possibilità di scelta. Tuttavia, nell'arco di una stagione capita anche alle altre squadre di perdere qualche elemento e di attraversare momenti di difficoltà. Questo dipende soprattutto dal fatto che si gioca ogni tre giorni. Domani saremo nuovamente in campo. È un argomento di cui abbiamo già parlato tante volte, ma c'è poco da fare. Con un calendario così fitto, può succedere di recuperare un giocatore e perderne un altro. È una situazione che bisogna mettere in conto fin dall'inizio della stagione».
Quanto sta lavorando sul recupero palla?
«Penso che questa sia una caratteristica che ci contraddistingue ormai da tempo. Chiaramente non è sempre possibile riuscirci, ma cercare di riconquistare il pallone anche all'interno dell'area avversaria è un aspetto del nostro gioco che abbiamo messo in pratica spesso».
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