Conferenza stampa - Cagliari, Pisacane: "Dobbiamo sfruttare le debolezze della Roma, difficilmente vanno al tappeto"

Conferenza stampa - Cagliari, Pisacane: "Dobbiamo sfruttare le debolezze della Roma, difficilmente vanno al tappeto"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 12:50Avversario
di Gabriele Chiocchio
Fabio Pisacane parla in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma in programma domani alle 20:45 allo Stadio Olimpico

Ecco le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa da Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, alla vigilia del match contro la Roma in programma domani alle 20:45 allo Stadio Olimpico.

Qual è la situazione degli infortunati?
«Per quanto riguarda l'infermeria, Winks non sarà a disposizione per la partita contro la Roma, così come Felici. Per il resto, sono tutti arruolabili. Ci sarà Trepy».

La sconfitta di Bologna è simile a quella col Monza.
«Ognuno è libero di fare le proprie valutazioni. Io ho il dovere di ascoltare le critiche e la responsabilità di decidere con lucidità. Anche a fine partita ho affrontato questo argomento e, se non erro, sei stato proprio tu a parlare di limitare i danni. Lo ripeto: il mio riferimento era alla partita di Monza, quando negli ultimi venti minuti la squadra aveva dato una sensazione mai trasmessa prima, quella di essere quasi completamente uscita dalla gara. Mi riferivo esclusivamente a quanto visto in quel finale, non volevo dire che contro il Bologna avessimo giocato per limitare i danni. Dopo la sosta avevo sottolineato che uno degli aspetti da migliorare fosse la gestione del palleggio. I dati non mentono: paradossalmente, nelle ultime due partite abbiamo registrato valori di PPDA più alti rispetto alle gare contro Udinese e Juventus. È un indicatore legato al pressing: contro il Monza abbiamo avuto un valore di 6,96 e contro il Bologna di 7,24. Questo dimostra che abbiamo gestito maggiormente il possesso del pallone. Naturalmente, avere il pallone può significare tutto e niente. Se, dopo aver superato la prima pressione avversaria, non si cerca l'attacco diretto, non si attacca la profondità e non si valorizza quanto di buono viene fatto nella prima fase della costruzione, tutto diventa evanescente. Bisogna quindi mantenere equilibrio nelle valutazioni. Come ho detto qualche settimana fa, le vittorie hanno probabilmente nascosto un po' di polvere sotto al tappeto agli occhi di chi ci giudica dall'esterno. All'interno, però, siamo consapevoli che un momento del genere potesse arrivare, anche se speravamo che accadesse il più tardi possibile. Ora che è arrivato, l'importante è mantenere la lucidità e ritrovare quell'attenzione e quello spirito che questa squadra deve dimostrare soprattutto quando si trova in svantaggio».

Come si fronteggia un'assenza come quella di Winks?
«Perdiamo tanto, perché Winks è un calciatore con caratteristiche ben precise, fondamentali per portare avanti le nostre richieste di gioco. All'interno della rosa non abbiamo un altro giocatore con le sue stesse caratteristiche. Dobbiamo però essere bravi a non diventare Winks-dipendenti e a valorizzare anche gli altri calciatori. Una rosa è composta da giocatori con qualità differenti e noi dobbiamo trovare soluzioni alternative, cercando di sfruttare al meglio le caratteristiche di chi viene chiamato in causa. Dobbiamo dare spazio e fiducia anche a quei calciatori che hanno qualità e caratteristiche diverse da quelle di Harry. Tutto qua».

Cambierà qualcosa sulla mediana? Meglio giocare subito o no?
«Nel calcio, a volte, è una fortuna poter tornare subito in campo. Naturalmente dipende anche dall'avversario. Il calendario è difficile, ma ogni partita presenta le proprie difficoltà. Quando affronti squadre attrezzate per obiettivi diversi dai tuoi, devi necessariamente alzare il livello dell'attenzione, tenere le antenne dritte e raddoppiare, se non triplicare, tutti quegli accorgimenti che possono permetterti di indirizzare gli episodi dalla tua parte. Penso quindi che sia sempre positivo tornare subito a giocare, soprattutto dopo una sconfitta. Questo, però, non significa che, se le cose dovessero andare in un certo modo, debba diventare tutto un dramma. Per quanto riguarda il sostituto di Winks, come ho detto prima, cercheremo di valorizzare le risorse a disposizione nella nostra rosa. È anche vero che la Roma non ha bisogno che siamo noi a scoprire le carte, ma nel nostro piccolo preferisco non concedere vantaggi all'avversario».

La Roma si è riscoperta fragile dietro.
«Gasperini è un allenatore che ha dato un'identità chiarissima alle sue squadre, riuscendo a valorizzare tantissimi giocatori. Anche l'altra sera abbiamo visto una Roma che difficilmente va al tappeto. Però, come dico sempre, ogni squadra, indipendentemente dagli obiettivi che si pone, può avere qualche piccolo punto debole. Credo che nel calcio sia difficile trovare una squadra perfetta e noi dobbiamo essere bravi a sfruttare quelle poche debolezze che possono avere. Dal punto di vista difensivo, penso che una squadra come la Roma, che pratica una pressione a tutto campo, inevitabilmente si esponga a qualche rischio. I giallorossi, però, riescono a limitare gli errori grazie alle straordinarie capacità atletiche e fisiche dei loro giocatori. A volte, anche quando si trovano fuori posizione, riescono a recuperare metri di campo con grande facilità. Resta comunque una squadra allenata da un tecnico straordinario, che sta facendo cose straordinarie».

Come sta Mina?
«Mina sta bene, così come stava bene la settimana scorsa. Come vi ho già detto, è un giocatore con caratteristiche ben precise, dotato di leadership e carisma. Questa squadra ha bisogno di calciatori come lui, perché sappiamo di avere un gruppo giovane. Soprattutto in momenti come questi, giocatori come Mina, Viola, Gagliardini, Winks e Caprile, ovvero i pochi elementi di maggiore esperienza che abbiamo in rosa, devono dare un esempio positivo a tutto il gruppo. È proprio nelle situazioni di difficoltà che deve emergere la loro leadership e il riconoscimento del ruolo che ricoprono all'interno dello spogliatoio. Mina è quindi un giocatore importante per noi e domani potrebbe anche partire dal primo minuto».

Possibili variazioni in attacco? Potrebbe giocare Carlos?
«Sì, sicuramente è un attaccante che fa parte della nostra rosa e sul quale abbiamo delle aspettative. Nell'ultima partita, secondo me, i cambi hanno inciso poco e questo mi dispiace. Non è una colpa dei singoli, ma poteva essere l'occasione giusta per mettere maggiormente in difficoltà la linea difensiva avversaria. Quando abbiamo inserito Kevin, volevamo che giocasse un po' più vicino a Mendy, ma questo non è successo. Penso però che, così come Kevin Carlos, anche Nzola abbia bisogno di ritrovare minutaggio e continuità in campo, al netto di una prestazione non particolarmente brillante a Monza. Abbiamo bisogno di tutti. Questa è la nostra rosa e noi, come staff, dobbiamo cercare di tirare fuori il meglio da ciascun giocatore».

Su Adopo.
«Penso che uno dei vantaggi avuti quest'anno sia stato quello di dare continuità a un undici titolare. Poi, a partire dalla partita di Udine, per ovvie ragioni abbiamo deciso di inserire un po' di gamba in più e di puntare su altri giocatori. Tutto è collegato, perché quando dico che abbiamo bisogno di tutti, intendo che non possiamo pensare, indipendentemente dai risultati, di schierare sempre la stessa formazione ed effettuare sempre le stesse sostituzioni. Altrimenti, quando arriva il momento di utilizzare chi ha giocato meno, diventa difficile anche riuscire a recuperarlo. L'allenamento è importante, ma l'allenamento più importante resta la partita. Rispetto allo scorso anno, nelle prime otto giornate abbiamo schierato praticamente sempre gli stessi sette-otto undicesimi della formazione titolare, e questo rappresenta già un passo avanti. Poi, naturalmente, bisogna considerare l'avversario, il piano gara e le scelte tecniche. Anche domani dovremo cercare di mettere in campo una squadra che abbia gamba e qualità, eventualmente adattando alcuni giocatori a posizioni differenti rispetto a quelle abituali. Mi riferisco anche ad Adopo. Romano, nelle ultime tre partite, ha probabilmente disputato la sua migliore prestazione contro il Bologna. Ha iniziato da mezzala destra, abbassandosi poi in fase di costruzione per affiancare Harry Winks, e lo ha fatto bene. Successivamente ci ha dato una mano anche in un'altra posizione, perché volevamo limitare le catene esterne del Bologna. Nel primo tempo, credo che ci siamo riusciti, considerando che entrambe le squadre hanno creato poco. Questo per dire che Adopo ha giocato in quella posizione, ma interpretando il ruolo di trequartista dinamico. In tante altre partite ha agito da mezzala, allargandosi poi fino a diventare praticamente un quinto. Il calcio di oggi è dinamico, non è più statico: i giocatori si muovono continuamente e difficilmente rimangono sempre nella stessa posizione. Per quanto riguarda Adopo, quindi, non parlerei di particolari riflessioni. Siamo soltanto all'ottava giornata, ancora nella prima parte del campionato. Da questo punto di vista, sono contento di quello che ha fatto Michel finora».

Sui numeri della difesa e Fazzini.
«Abbiamo preso 100 tiri e tre gol nelle prime giornate, nelle ultime abbiamo preso meno tiri e più gol, il calcio è questo. Io cerco di analizzare le partite, a Monza ci siamo disuniti, con il Bologna non abbiamo avuto l’episodio dalla nostra. Nel calcio però non esiste la fortuna, non abbiamo fatto 13 punti per fortuna. Dall’oggi al domani non siamo diventati il nulla cosmico. Le delusioni devono girare in una gioia collettiva per noi. Fazzini? Non c’è nessun caso, si vuole fare polemica. Nell’ultimo anno e mezzo ha giocato poco, poi tra precampionato e inizio stagione ha giocato sempre ed ha avuto un momento di flessione».

È mancata umiltà?
«Non penso che sia mancata questa, bisogn fare analisi lucide sulle partite, Ci sono momenti in cui si performa bene e poi si hanno cali, il campionato è difficile e il gruppo resta umile, I ragazzi devono capire le richieste mie, di piazza e di voi giornalisti. I giovani devono capire cosa chiede la nostra gente, dobbiamo fare quadrato per venirne fuori. Ringrazio i tifosi, hanno capito il momento al netto di qualche fischio. Gli abbiamo fatto vedere la parte buona, ma abbiamo anche debolezze».