Candela: "Dopo lo scudetto abbiamo fatto un mese di vacanza e ogni sera abbiamo festeggiato"
Il 17 giugno di 25 anni la Roma vinceva il suo terzo scudetto, dando il via a una festa in città che durò per mesi. Il Messaggero ha intervistato Vincent Candela per ricordare quei momenti.
Vincent, fischia l'arbitro Braschi. Migliaia di persone in campo, le cosa fece?
«Vedendo tutta quella gente, mi ero spostato da qualche minuto a bordo campo. Stavo lì, vicino alla panchina, ma non perché volessi scappare negli spogliatoi. Sono anzi rimasto per qualche minuto, perché non è che si vince tutti i giorni. Mi sono goduto il momento di follia, ero felice di festeggiare in quel casino. Mi hanno lasciato in mutande ma va bene così».
Ormai è caduto tutto in prescrizione, ma come e quanto festeggiaste lo scudetto?
«Non basterebbe un'intervista per raccontare cosa ho fatto. Ho festeggiato e festeggerò pure oggi. Abbiamo fatto un mese di vacanza e ogni sera eravamo da qualche parte a bere e mangiare. Una follia. Se vuole le racconto un aneddoto».
Prego.
«Stavo ancora con la mia prima moglie. Dopo giorni di festeggiamenti ininterrotti lei non ne poteva più. "Andiamo via Vincent, ti prego". Allora mi organizzo e la porto alle Bahamas. Scegliamo un'isola piccolissima, dove c'erano appena due case. Arriviamo dopo un viaggio infinito e finalmente mettiamo piede in questo Paradiso. Nemmeno il tempo di arrivare al bungalow che sento: "Aò ma tu sei Candela, a' bello!". Vicino a me avevo uno dei più grandi tifosi della Roma che ho conosciuto nella mia vita. E così ho continuato a festeggiare con lui, a forza di barbecue, tutta la settimana».
E sua moglie?
"Dopo sei mesi ci siamo lasciati".
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