Roma, stagione di rinascita: Champions conquistata e mercato già nel vivo
La qualificazione alla Champions League della Roma dopo sette lunghi anni di assenza è uno dei momenti che può entrare di diritto nella recente storia di questo club. Sotto la guida di Gian Piero Gasperini, i giallorossi hanno infatti compiuto un'impresa che pochi avrebbero pronosticato a inizio stagione, chiudendo al terzo posto in Serie A al termine di una rimonta che ha fatto impazzire di gioia l'intera tifoseria.
Una stagione da incorniciare
Gasperini ha portato a Roma la sua filosofia di gioco fatta di pressing alto, intensità e verticalizzazioni rapide, ma soprattutto ha dato alla squadra una struttura riconoscibile. I risultati hanno parlato chiaro: la Roma ha chiuso al terzo posto con 73 punti, 23 vittorie, 4 pareggi e 11 sconfitte, 59 gol segnati e appena 31 subiti. Numeri che raccontano una squadra capace di crescere nel momento decisivo della stagione e di prendersi la Champions con un finale di campionato quasi perfetto. Tra i protagonisti assoluti c’è Donyell Malen, l’uomo che ha cambiato il peso dell’attacco giallorosso nella seconda parte della stagione. Arrivato a gennaio, l’olandese ha inciso subito con gol pesanti e movimenti perfettamente funzionali al gioco di Gasperini, fino al riscatto definitivo da parte del club. Accanto a lui, Svilar si è confermato uno dei portieri più solidi del campionato, mentre la fase difensiva ha rappresentato una delle basi principali del ritorno nell’Europa che conta.
Il momento simbolico dell’annata è stato il successo sul Verona all’ultima giornata. Al Bentegodi, dopo un primo tempo complicato, la Roma ha trovato la svolta nella ripresa con Malen, bravo a ribadire in rete dopo il rigore fallito, e poi con El Shaarawy, all’ultima gara in giallorosso. Un gol che ha chiuso partita, stagione e ciclo personale del Faraone, salutato nel modo più significativo possibile dopo anni di appartenenza e disponibilità.
Il mercato: ambizione sì, ma prima i conti
Come evidente, la Champions non porta solo gloria sportiva, ma anche risorse utili per costruire una squadra ancora più competitiva. Il calciomercato della Roma si preannuncia tra i più ambiziosi degli ultimi anni, ma dovrà essere affrontato con realismo: prima di pensare agli acquisti, il club dovrà fare i conti con i parametri UEFA e con la necessità di generare plusvalenze entro il 30 giugno.
Il tema economico condizionerà la prima parte dell’estate. La Roma dovrà rispettare il settlement agreement firmato con la UEFA e per questo le cessioni saranno un passaggio inevitabile. I nomi più caldi in uscita restano quelli di Manu Koné ed Evan Ndicka, due profili che potrebbero garantire entrate importanti. Se non dovessero arrivare offerte adeguate, il discorso potrebbe allargarsi a giocatori come Pisilli e Svilar, che garantirebbero plusvalenze quasi totali ma che la società preferirebbe non sacrificare. Solo dopo questa fase sarà possibile capire fino a che punto la Roma potrà muoversi in entrata. L’obiettivo non è una rivoluzione, ma un rafforzamento mirato della rosa, soprattutto nel reparto offensivo. Gasperini vuole più qualità, velocità e soluzioni negli ultimi metri, anche perché la prossima stagione porterà con sé il doppio impegno tra campionato e Champions League.
Tra i nomi monitorati ci sono Mason Greenwood, considerato un profilo ideale per caratteristiche tecniche e capacità di giocare in più posizioni, e Crysencio Summerville, esterno che potrebbe garantire strappi e imprevedibilità. Restano da valutare anche altre piste per il fronte offensivo, tra cui Munoz e Leweling, alternative utili nel caso in cui gli obiettivi principali dovessero risultare troppo onerosi. Più complesso il discorso Scamacca. La suggestione esiste, anche per il rapporto con Gasperini e per il passato romanista del giocatore, ma l’Atalanta non lo considera fuori dal progetto. Inoltre, il contratto dell’attaccante scade nel 2028, dopo l’opzione esercitata dal club nerazzurro, dettaglio che rafforza la posizione della Dea in caso di eventuale trattativa. La Roma può seguirlo, ma oggi non si tratta di un’operazione semplice. Da non sottovalutare nemmeno la pista legata ai giovani di prospettiva. Tra questi c’è Kerim Alajbegovic, talento bosniaco del Bayer Leverkusen che la Roma vorrebbe provare a chiudere prima del Mondiale giovanile, così da evitare il rischio di un’asta internazionale e di un aumento del prezzo del cartellino.
I rinnovi e la stabilità del gruppo
Prima di pensare agli acquisti, la Roma dovrà blindare i suoi punti di forza e chiarire alcune situazioni interne. Paulo Dybala resta uno dei temi principali. La sua qualità non è in discussione, ma andrà trovato un equilibrio sostenibile tra valore tecnico, gestione fisica e peso contrattuale. La Joya resta un giocatore capace di cambiare il livello della squadra, ma la nuova Roma dovrà costruirsi anche su continuità e affidabilità. Si lavora anche ai rinnovi di Celik e Pellegrini. Per il terzino turco filtra ottimismo: la distanza tra domanda e offerta esiste, ma viene considerata colmabile. La sua duttilità è stata apprezzata da Gasperini, che lo ha utilizzato con continuità in più contesti tattici. Pellegrini, invece, resta un caso più delicato, tra peso simbolico, ruolo tecnico e prospettive future. Il capitano ha chiuso la stagione dentro il gruppo che ha riportato la Roma in Champions, ma il suo futuro andrà definito senza slogan.
Sul fronte dirigenziale, il nome più caldo per il ruolo di direttore sportivo resta quello di Tony D'Amico, indicato come direttore sportivo in pectore. Il suo eventuale arrivo sarebbe coerente con il lavoro di Gasperini e con le esigenze del club, perché la Roma avrà bisogno di un dirigente capace non solo di acquistare, ma anche di generare valore e plusvalenze senza indebolire troppo la rosa. Il 2027 sarà l'anno del centenario della Roma. La proprietà Friedkin vuole arrivarci con una squadra stabilmente competitiva e il ritorno in Champions rappresenta il primo vero passo. Parlare oggi di scudetto sarebbe prematuro, ma non è sbagliato dire che l’asticella si sia alzata. Il terzo posto di questa stagione è il trampolino, la Champions è la vetrina, e il mercato estivo sarà il banco di prova. Dopo anni di rincorse mancate, la Roma ha ritrovato l’Europa che conta. Ora deve dimostrare di saperci restare.
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