Nainggolan nei guai in Belgio: passa con il rosso e sfiora la polizia. La difesa: "Doveva accompagnare la figlia in ospedale"
Radja Nainggolan è tornato a far parlare di sé per un episodio avvenuto sulle strade del Belgio. Secondo quanto riportato dal portale belga Nieuwsblad.be, nella serata di sabato 20 giugno 2026 l’ex centrocampista della Roma avrebbe commesso una serie di infrazioni stradali nel territorio di Ranst, comune situato a pochi chilometri da Anversa.
La vettura guidata dal 38enne sarebbe passata con il semaforo rosso, sfiorando successivamente un’automobile della polizia in borghese. Gli agenti hanno quindi fermato Nainggolan per effettuare i controlli necessari, scoprendo che l’ex calciatore giallorosso non era in possesso di una patente di guida in corso di validità. Nei suoi confronti, infatti, era già stato disposto un provvedimento di sospensione che gli impediva di mettersi al volante.
Il test dell’etilometro effettuato dagli agenti ha dato esito negativo. Il veicolo, tuttavia, è stato sequestrato dalla polizia, mentre Nainggolan dovrà comparire nuovamente davanti al tribunale per rispondere dell’accaduto.
LE PAROLE RILASCIATE TRAMITE L'AVVOCATO
Il centrocampista ha però fornito la propria versione attraverso il suo avvocato, Omar Souidi. Secondo il legale, Nainggolan avrebbe deciso di guidare a causa di una situazione di emergenza legata alle condizioni della figlia. «Non ha deciso di mettersi al volante, nonostante la patente sospesa, per pigrizia o imprudenza – ha spiegato l’avvocato –. Ha ricevuto una chiamata dalla figlia, che era in preda al panico, non si sentiva bene e gli chiedeva di portarla in ospedale perché non ha la patente. Convinto che avesse bisogno di assistenza medica, è andato a prenderla per accompagnarla in ospedale».
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