FIGC, Malagò sulla crisi del calcio italiano: "I Berlusconi e Sensi potevano rinunciare a ingaggi e costruire uno stadio. Oggi avrebbero un patrimonio"

FIGC, Malagò sulla crisi del calcio italiano: "I Berlusconi e Sensi potevano rinunciare a ingaggi e costruire uno stadio. Oggi avrebbero un patrimonio"Vocegiallorossa.it
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di Valerio Conti
Malagò parla dopo l’elezione in FIGC: dal ricordo del padre all’Olimpico alla critica ai presidenti che non investirono allora negli stadi di proprietà.

Lunga intervista a La Repubblica per Giovanni Malagò, eletto ieri presidente della FIGC con il 68,58% dei voti. Di seguito, uno stralcio delle dichiarazioni rilasciate al quotidiano.

Sulla sua elezione.
«Il primo pensiero è andato a mio padre, a 6/7 anni mi portava all'Olimpico ogni domenica. Si fatica a credere, ma ero contemporaneamente un lupetto della Roma e un aquilotto della Lazio. Ed ero molto orgoglioso di quel doppio abbonamento».

Sulle radici della crisi del calcio italiano.
«Molte volte ho sostenuto che quando eravamo ancora i primi al mondo, i nostri magnifici presidenti Moratti, Berlusconi, Agnelli, Cragnotti e Sensi avrebbero potuto rinunciare a uno o due ingaggi e fare un mutuo per uno stadio. Oggi si sarebbero trovati un patrimonio».