Gli esterni, uno dei principali esami per D’Amico: la Roma deve ricostruire le corsie
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Il pacchetto degli esterni, dopo l'attacco, rappresenta il reparto dove cercare di fare innesti funzionali in vista della prossima stagione.
Al momento, i principali punti fermi sono Wesley sulla fascia sinistra e Celik a destra, con il turco vicino al rinnovo del contratto, ma non ancora ufficializzato. Alle loro spalle, però, il quadro resta molto incerto. Rensch ha un contratto in scadenza nel 2029, ma non può essere considerato un titolare, Tsimikas è rientrato al Liverpool dopo il prestito, mentre il futuro di Angelino è ancora tutto da decifrare. Il Real Betis ha mostrato interesse per lo spagnolo e la Roma non sembra intenzionata a chiudere la porta a una possibile cessione. Gasperini vuole comunque valutarlo durante il ritiro estivo, ma la sua permanenza non può ancora essere considerata certa. Salah-Eddine non ha trovato l'accordo col PSV e quindi torna a disposizione della Roma, anche se le possibilità di una permanenza appaiono limitate.
È in questo scenario che il lavoro di D’Amico assume un’importanza centrale. Il nuovo direttore sportivo conosce bene le richieste di Gasperini e sa quanto gli esterni siano fondamentali per l’idea di gioco del tecnico. Durante l’esperienza all’Atalanta, D’Amico ha investito più volte sulle corsie, portando a Bergamo giocatori come Soppy, Holm, Bakker, Bellanova, Cuadrado e Zalewski.
Non tutti gli acquisti effettuati da D’Amico hanno però lasciato il segno in maniera positiva. Soltanto le esperienze di Bellanova e Holm possono essere considerate soddisfacenti: il primo ha collezionato 76 presenze e 12 assist in due stagioni in nerazzurro, mentre il secondo ha chiuso la sua unica annata a Bergamo con 32 presenze, un gol e 4 assist, prima di trasferirsi al Bologna e successivamente alla Juventus. Tra gli esterni che hanno fatto bene in nerazzurro c’è anche Zalewski, che però non è mai stato allenato da Gasperini.
Un precedente che dimostra come conoscere le richieste dell’allenatore non siano sufficienti per eliminare il margine d’errore. La conoscenza reciproca con Gasperini può certamente rappresentare un vantaggio, ma le operazioni effettuate all’Atalanta testimoniano come, anche in un contesto collaudato, non tutte le scelte abbiano prodotto i risultati sperati.
Per questo motivo, il mercato delle fasce sarà uno degli esami che dovrà superare D’Amico. La Roma dovrà, numeri alla mano, inserire almeno un giocatore in grado di entrare stabilmente nelle rotazioni. Qualora Angelino dovesse partire, gli innesti necessari diventerebbero almeno due. Wesley e Celik possono rappresentare la base di partenza, ma non possono sostenere da soli un’intera stagione tra campionato, Champions League e Coppa Italia. Le fasce, dunque, rappresenteranno uno dei principali indicatori della capacità di D’Amico di adattarsi alle necessità e alle ambizioni della Roma.
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