Cannavaro ricorda Totti dal dischetto: “Ci venne il cuore in gola, pensavamo al cucchiaio”
Fabio Cannavaro, capitano dell’ultima Nazionale italiana capace di alzare la Coppa del Mondo, ha rilasciato una lunga intervista a Il Corriere della Sera, ripercorrendo la straordinaria cavalcata del Mondiale 2006. A quasi vent’anni dalla notte di Berlino, l’ex difensore ha raccontato retroscena, momenti di tensione e passaggi chiave di un percorso rimasto nella storia del calcio italiano.
Nel corso dell’intervista, Cannavaro si è soffermato anche sugli ottavi di finale contro l’Australia, una delle partite più complicate di quel Mondiale. Gli Azzurri, rimasti in dieci per l’espulsione di Materazzi, riuscirono a resistere fino al finale, quando Grosso conquistò il rigore poi trasformato da Francesco Totti. Proprio sul numero 10 giallorosso, l’ex capitano azzurro ha raccontato un curioso retroscena legato a quei secondi di grande tensione dal dischetto. Di seguito un estratto dell’intervista.
Seconda crisi, gli ottavi con l’Australia: l’espulsione di Materazzi, il rigore su Grosso.
«Quando Totti partì verso il dischetto, ci venne il cuore in gola: quello adesso gli fa il cucchiaio...».
Come all’Europeo del 2000 contro l’Olanda, altra grande gara difensiva.
«Con l’Australia per fortuna Francesco tornò lucido e tirò un rigore normale. Fu una prova pazzesca, in un ambiente caldissimo. Iaquinta soffriva, mi fissava come per dire: non ce la faccio più. Gli dissi: “Se molli, ti sfondo”. Quando entrò Barzagli, gli sorrisi: “Adesso ci divertiamo”. Mi guardò con un’aria che diceva: tu sei pazzo».
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