In sei davanti per far felice Gasperini
Si attendeva l’ufficialità dell’arrivo a Roma di Tony D’Amico e questa è finalmente giunta: il numero minimo di caselle del reparto tecnico della Roma è stato, altrettanto finalmente, riempito e adesso non manca nulla perché si possa lavorare sulla stagione che inizierà tra un mese, con il raduno a Trigoria. Fino al 30 giugno la priorità sarà il mercato in uscita per ottemperare al solito settlement agreement, ma si parla, ovviamente, anche di trattative in entrata, e non è assolutamente un caso che l’elenco dei nomi fin qui fatti si concentri principalmente sul reparto offensivo.
Con l’arrivo di Malen a gennaio i giallorossi hanno sostanzialmente risolto il problema di aridità in zona gol della prima parte della scorsa annata e questo è già stato un passo avanti. Quello che ancora deve essere fatto - almeno, per i riferiti desiderata di Gasperini e per la storia recente del tecnico - è comporre un reparto di sei uomini in cui magari non tutti possano essere considerati co-titolari, ma possano essere intercambiati alla bisogna senza che il livello generale ne risenta più di tanto. Per farla semplice: togliere dal campo Malen significava inevitabilmente ridurre la minaccia offensiva nell’area avversaria, e dunque serve qualcuno che possa sostituirlo in determinate occasioni. Che sia dal primo minuto o anche a partita in corso, perché Gasperini non di rado ha sostituito tutti e tre gli attaccanti in corso d’opera: il problema è che, per esempio, a Napoli si è chiusa la partita con Vaz e Venturino, elementi fuori contesto di una sfida contro i campioni d’Italia in carica, con la squadra che ne ha inevitabilmente risentito.
Allargando il discorso a tutto il reparto, che siano Greenwood (sulla cui opportunità di acquisto bisognerebbe riflettere maggiormente, ma è un discorso che esula dal campo) e Pulisic, o Brandt e Summerville, oppure nomi che oggi non sono stati fatti ma che domani, magari, saranno i primi sulla lista, il primo obiettivo è consegnare Gasperini un attacco con sei elementi credibili, contando anche Dybala e Pellegrini, conferme espressamente richieste dal tecnico, e ovviamente lo stesso Malen. Specie in una stagione che vedrà, finalmente, la Champions League, accontentare l’allenatore sotto questo aspetto non sembra un fatto che si può rendere secondario.
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