Mancini: "Rinnovo? Sto aspettando delle risposte. Non vedo l'ora di giocare in Champions l'anno prossimo"

Mancini: "Rinnovo? Sto aspettando delle risposte. Non vedo l'ora di giocare in Champions l'anno prossimo"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 15:26Interviste
di Alessandro Monaco
Gianluca Mancini ha parlato ai microfoni di Sky Sport riguardo il rinnovo, la stagione con la Roma e la mancata qualificazione al Mondiale.

Gianluca Mancini ha lasciato delle dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport riguardo la mancata qualificazione al Mondiale, la situazione rinnovo e la stagione con la Roma.

MANCINI: "RINNOVO? STO ASPETTANDO DELLE RISPOSTE. NON VEDO L'ORA DI GIOCARE IN CHAMPIONS L'ANNO PROSSIMO"

Stai seguendo le partite del Mondiale? Perché altre nazionali vedono protagonisti i giovani e noi no? 
«Mah, sicuramente fare una chiacchierata adesso di due minuti si ridurrebbe troppo facilmente. Il discorso è un po’ più ampio. Io ti posso parlare da un protagonista che purtroppo non ha centrato la qualificazione mondiale: è un dolore che fa male. Le partite non le sto vedendo perché fa veramente male non essere là. Non riesco, no, non guardo le partite in diretta, perché fa male non essere là. Non mi piace parlare troppo: se per tre volte non ci siamo qualificati, non è un problema solo di giovani, settore giovanile o allenatori, come sto sentendo un po’ in giro. È un problema più grande che speriamo, negli anni, con i ragazzi giovani che abbiamo, di poter tornare ad essere protagonisti al Mondiale».

C'è però una grande soddisfazione con la Roma: la qualificazione in Champions League. Questo vi dà un'autorevolezza in più?
«Secondo me ripaga tutta l’annata, che è stata straordinaria, fatta di alti e bassi, ma in un campionato lungo è normale che ci siano. Come hai detto tu, il gruppo ha fatto delle grandissime cose, disputando due finali e una semifinale. Ci mancava solo questa cosa della Champions League. Erano sette anni che arrivavamo sempre a un passo: quinti, sesti, e così via. Il coronamento di questo percorso è stato proprio la qualificazione in Champions League, grazie a un bellissimo terzo posto che ci permetterà di giocare la prossima stagione la Champions League.

Ho visto che hai fatto le vacanze con Pellegrini. Avete parlato del rinnovo?
«Io e Pellegrini ci siamo goduti le vacanze, abbiamo parlato di tutto e di più. Vediamo, sto aspettando. Guarda che sorriso che ho, sono sereno.».

A dicembre avevamo parlato di un rinnovo praticamente fatto, fino al 2029. Cos'è successo poi?
«No, no, non è successo niente di che. Stavamo parlando e stiamo parlando tuttora. Stiamo parlando e io, durante l’anno, mi sono concentrato sulle partite. L’obiettivo principale che avevamo dall’inizio, dentro lo spogliatoio con il mister, non ce lo siamo detti subito, ma strada facendo abbiamo sempre più creduto di poterlo raggiungere e alla fine ci siamo riusciti. Questa era la cosa più importante. Poi ci sono tutti gli addetti ai lavori, il mio procuratore, io stesso e la società: stiamo parlando. Come ho detto prima, stiamo ancora continuando a parlare, sto aspettando delle risposte e vediamo cosa succede».

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«Rispondo così». Mancini accenna a un sorriso.

Che sensazioni ti darà ascoltare l'inno della Champions, calcolando che è un torneo molto lungo, con club e stadi molto prestigiosi? Ci stai già pensando?
«Dopo la partita di Verona, al fischio finale, ero a terra abbracciato con Bryan e ho pensato a questo. Mi sono immaginato gli stadi, la musichetta della Champions, che non ho mai sentito e la sentirò a trent’anni. Ed è bello già immaginarlo. Non vedo l’ora di giocare, di sentire quella musichetta, di affrontare grandi squadre e questa competizione per la prima volta. Sono felicissimo e ora mi godo gli ultimi giorni di vacanza, poi penseremo al ritiro per arrivare pronti a un’altra stagione importante, con obiettivi ancora più alti e con maggiore consapevolezza di quello che abbiamo fatto. Ma si cancella tutto subito: si riparte con una nuova stagione e nuovi obiettivi. Bisogna essere subito forti. Quest’anno ci saranno il campionato e la Champions League, quindi bisogna farci trovare pronti tutti come squadra, come abbiamo sempre fatto, per fare bene».

Dopo quel pareggio con la Juve, sembrava quasi svanito il sogno. Poi vi siete compattati, ti sei reso protagonista. Come avete fatto a risollevarvi?
«L’episodio della partita con la Juventus è stato, per 24-48 ore, una bella batosta. Essere rimontati al 93’ e oltre è stato un colpo duro. Però lì, il nostro mister ci ha dato tanta fiducia. Dopo quella partita ci disse che ci avrebbe lasciato due giorni con quelle facce, ma poi non voleva più vederci così, perché avevamo fatto una grande prestazione. Non abbiamo vinto per episodi e anche per alcuni errori nostri, ma lui era soddisfatto della squadra e di quello che avevamo espresso. Anche dopo la partita con l’Inter, quando prendemmo una pesante sconfitta per 5-2, ci disse che era la prima volta che ci vedeva abbassare la testa e con il morale giù. In un anno può succedere, ma non doveva più accadere. Poi nelle ultime cinque partite ci disse che erano tanti punti in palio, con molte squadre in lotta per la Champions: se ci credevamo e non sbagliavamo, facendo 15 punti saremmo andati in Champions League. E così è stato: cinque vittorie, 15 punti. Rivedendo ora la stagione, dopo la partita con il Parma e quella con la Juventus, che è stata una beffa, questa invece ci ha regalato una grande gioia. Per me è stata la partita più bella della stagione, perché ci ha permesso di arrivare al derby dopo un momento così. Il calcio ti dà e ti toglie: a marzo ci ha tolto qualcosa, a maggio ce l’ha restituito. Nel momento decisivo siamo stati bravi, anche un po’ fortunati, come serve, a non mollare mai. Arrivare terzi dopo un’annata così è qualcosa di unico».