El Aynaoui: "Sono cambiato molto da quando sono a Roma, ho più esperienza"

El Aynaoui: "Sono cambiato molto da quando sono a Roma, ho più esperienza"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 12:51Interviste
di Gabriele Chiocchio
El Aynaoui racconta la sua esperienza alla Roma: dal rapporto con Gasperini al sogno Champions, passando per il Marocco, Pellegrini e la crescita personale.

Il centrocampista della Roma Neil El Aynaoui ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Radio Radio. Ecco le sue parole.

Lo scorso anno sei stato il primo acquisto della Roma in ordine cronologico. È passato un anno: come ti senti cambiato e cresciuto rispetto al momento in cui sei arrivato?
«Non sapevo di essere stato il primo acquisto (ride, ndr). Sono cambiato molto perché era la prima volta che andavo fuori dalla Francia e affrontavo un nuovo campionato. Adesso penso di avere più esperienza e questo mi ha aiutato molto».

Quando sei arrivato hai detto di aver scelto la Roma anche per Gasperini, perché ti piaceva la sua mentalità vincente. Che tipo di allenatore è? È molto esigente?
«Sì, è un allenatore molto esigente. Sa quello che vuole. È positivo perché lavoriamo forte e penso che stiamo progredendo molto».

Oltre a essere stata la tua prima stagione con la Roma, lo scorso anno hai disputato a gennaio la Coppa d'Africa con il Marocco. È arrivata in un momento in cui stavi trovando continuità con la Roma. Quando sei tornato, qual è stata la difficoltà principale dopo aver giocato così tante partite in una competizione importante?
«Non penso che mi abbia fatto male fisicamente giocare tante partite, perché un giocatore deve giocare. Durante quel periodo, però, la squadra stava andando molto bene».

Andando sulla sfera personale, dopo la Coppa d'Africa c'è stato a marzo l'episodio della rapina in casa. Come hai vissuto e superato quel momento? E soprattutto come lo ha superato la tua famiglia?
«È stato un po' difficile in quel momento, ma tutti stanno bene e questa è la cosa più importante».

Tornando al campo, lo scorso anno hai segnato un gol in Europa League e uno in campionato. Arrivavi da una stagione al Lens nella quale ne avevi realizzati otto. Qual è il vero El Aynaoui: quello che magari segna meno ma aiuta maggiormente la squadra in fase difensiva o quello capace anche di realizzare otto gol?
«Dipende da come giochiamo. Cerco di aiutare la squadra come vuole il mister. A me piace anche concludere le azioni, ma la cosa che mi piace di più è aiutare la squadra».

In questo ritiro manca Lorenzo Pellegrini. Speri di poterlo riavere presto in squadra, visto che anche lui è stato un giocatore importante per la Roma negli ultimi anni?
«Sì. Lorenzo è una buona persona ed è stato una persona importante per la squadra negli ultimi anni. Spero il meglio per lui perché se lo merita».

Quest'anno la Roma torna in Champions League. Quando sei arrivato avevi detto di voler aiutare il club a tornare dove meritava e che la Champions era un palcoscenico che la Roma meritava. A livello personale sei contento di poter giocare questa competizione?
«Sì, è vero che un anno fa la gente a Roma mi diceva che l'obiettivo era qualificarsi per la Champions League e oggi sono tutti contenti di poterla giocare. Come hai detto, è un sogno per tutti i giocatori disputare questa competizione. Sono molto impaziente».

Lo scorso anno, quando sei arrivato, c'è stata anche qualche polemica e sei stato costretto a togliere i commenti sotto i tuoi post. A distanza di un anno, ti senti di dire ai tifosi della Roma che il club ha fatto bene a prendere El Aynaoui?
«Questo è il calcio, il calcio è così. Cerco di fare il meglio che posso. Se la gente è contenta è ancora meglio, ma io sono contento di lavorare e di aiutare la squadra».

A proposito dei tifosi della Roma, che sono sempre molto caldi e passionali: c'è stata una partita nella quale, entrando all'Olimpico, hai pensato "wow", perché non ti aspettavi un pubblico del genere?
«Penso la prima contro il Bologna. Sì, credo fosse contro il Bologna, perché era la prima volta che venivo a giocare all'Olimpico ed era la prima volta che lo vedevo realmente. Quella partita mi ha colpito».