Candela: "Questa Roma mi ricorda quella dello scudetto per l’unione del gruppo. Può dare fastidio all’Inter"

Candela: "Questa Roma mi ricorda quella dello scudetto per l’unione del gruppo. Può dare fastidio all’Inter"
Oggi alle 10:28Interviste
di Valerio Conti
Candela analizza Roma-Inter: l’ex giallorosso esalta il lavoro di Gasperini e indica la Roma come rivale dei nerazzurri.

Vincent Candela è intervenuto ai microfoni di Rai Radio 1 alla trasmissione Radio Anch’io Sport per commentare il pareggio tra Roma e Inter e il momento della squadra di Gian Piero Gasperini. L’ex giallorosso ha indicato proprio Roma e Inter come le due squadre che possono contendersi lo scudetto, soffermandosi anche su Dybala, Koné e sulla compattezza del gruppo.

Su Roma-Inter.
«Partita speciale. È stato un giorno speciale, che ci ha regalato una grande partita di calcio: nel primo tempo è stata la Roma a fare meglio, mentre nella ripresa è uscita l’Inter. Penso che siano le due squadre che possono giocarsi lo scudetto. L’Inter ha una rosa un po’ più ampia, ma la Roma, con il grande lavoro di Gasperini, può giocarsela fino alla fine, secondo me».

Quindi Roma da scudetto?
«Secondo me sì. Come ho detto, l’Inter è la favorita: negli ultimi cinque anni è stata la squadra più forte. Però quella che può darle fastidio, secondo me, è la Roma, perché ha a disposizione una squadra comunque forte e un giocatore che ancora oggi mi fa vibrare. Penso a Dybala in questo momento, che mi fa ricordare i top player del mio tempo. C’è un grande allenatore, una società che ha investito e quindi penso che sia l’unica squadra che potrebbe lottare con l’Inter quest’anno».

Dybala le ricorda Totti?
«Mi fa ricordare Totti, Zidane, Baggio. Loro hanno fatto la storia del calcio, però a volte Dybala fa dei gesti che non si vedono più nel mondo del calcio».

Ha vinto uno scudetto con la Roma di Capello. Ci sono delle analogie tra quella squadra e questa Roma? Quali possono essere i punti di contatto?
«Penso che il punto principale sia il gruppo. Noi avevamo un gruppo importante, molto unito. Io spesso vado a Trigoria, guardo gli allenamenti e parlo con loro: vedo un po’ la stessa cosa. C’è un gruppo compatto, dove chi entra è all’altezza di chi esce. Questo mi fa pensare alla nostra Roma: eravamo uniti e anche chi subentrava, penso a Nakata stesso, Mangone o Di Francesco, era importante per la squadra. Anche oggi vedo la stessa situazione: chi entra durante le partite dà il proprio contributo ed è coinvolto. Non vedo polemiche e non è una cosa scontata. Non è automatico che chi sta in panchina faccia il tifo per la squadra e per i compagni. Quello che ho percepito è che la Roma ha un unico obiettivo e che tutti stanno lavorando insieme per raggiungerlo».

Dopo la sua grande esperienza nel passato e vedendo partite come quella disputata dalla Roma l’altro giorno, pensa che ce ne saranno altre di questo livello? Oppure è stata una gara particolare? Il calcio proporrà qualcosa di ancora migliore?
«È difficile dirlo, perché quella partita ha avuto quattro gol e una grande bellezza, quindi non è così semplice da ripetere. Anche ai miei tempi, tante volte, un 1-0 o uno 0-0 potevano annoiare un po’ tutti: fa parte del calcio. Però quella gara dell’altro giorno è stata davvero dinamica, combattuta fino all’ultimo minuto. Diciamo che ultimamente stiamo vedendo partite comunque belle. Non voglio fare paragoni con il mio calcio, ma guardo quello di oggi e vedo delle gare belle già dall’inizio di questo campionato. Ci sono anche delle sorprese: basta guardare il Frosinone, che ieri ha ottenuto un risultato importante contro il Como. È proprio questa la bellezza del calcio di oggi».

Sulla prestazione di Koné.
«Sta crescendo, perché ha personalità e carisma. Prende la palla e inizia a gestire davvero il centrocampo della Roma. Insieme a lui non si può non parlare dei compagni: Cristante, ad esempio, svolge un lavoro più sporco. Però Koné è stato convocato da Zidane, giustamente, e se riuscirà a trovare anche gol così belli e pesanti, sarà davvero straordinario vederlo in questa stagione».

La Roma ha subito soltanto tre gol, praticamente un terzo rispetto agli otto incassati dai nerazzurri. Può essere questo il punto di forza della Roma per vincere lo scudetto?
«Lo scudetto, giustamente, è ancora presto per dirlo. Sicuramente la Roma ha una difesa importante. È arrivato anche Balerdi, che sta facendo delle cose straordinarie, oltre a giocatori come Ndicka, Hermoso e Mancini. Anche i ragazzi giovani che sono entrati si sono fatti trovare pronti. Come diceva il grande Capello, se non prendi gol parti già da una buona base. Poi davanti hai giocatori come Malen, Dybala e Soulé che possono fare la differenza. Però, come ho detto, alla lunga il campionato è difficile e c’è anche la Champions League, vediamo. Sicuramente il punto di forza della Roma è una difesa contro cui è difficile segnare, e lo abbiamo visto».