Como, Fabregas: "Gasperini? Per me quello che fa lui è un merito incredibile"
Intervenuto al Festival dello Sport di Trento, Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato tra le altre cose del rapporto con i colleghi più esperti e delle discussioni avute nel corso della sua giovane carriera in panchina. Il tecnico spagnolo ha citato Antonio Conte e si è poi soffermato su Gian Piero Gasperini, che affronterà nella prossima giornata di campionato contro la Roma, sottolineando quanto apprezzerebbe poter ricevere consigli da un allenatore con la sua esperienza.
Non pensi di aver creato delle invidie o comunque un elemento di disturbo con il tuo arrivo e quello del Como tra le grandi squadre e tra allenatori molto esperti? Con qualcuno ti sei anche un po’ preso.
<<No, non dobbiamo dire bugie. Ovviamente qualche volta c’è stato qualche scambio e c’è stato qualcosa, però non con tutti. Io, per esempio, con Antonio Conte, la prima partita che abbiamo giocato a Napoli abbiamo perso 3-1. Sono andato nel suo spogliatoio e abbiamo parlato 10 minuti, poi mi ha anche mandato dei messaggi. Alcune volte, adesso che non ha una squadra, mi piacerebbe che venisse a Mozzate a vedere gli allenamenti, a confrontarsi, a parlare>>.
Poi ancora:
<<Con qualcun altro c’è stata qualche cosina in più, però, ripeto, queste sono cose di calcio. Io sono uno che sbaglia tantissimo, ancora sono molto giovane e ancora sono molto emozionale in alcune cose. Sento che sto imparando, sento che sono un po’ più calmo, tranquillo, però quell’emozione di essere nuovo in panchina e di gestire certe emozioni… mi arriva un po’.
Mi piacerebbe tantissimo che, quando sbaglio, un allenatore come Gasperini, per esempio, che giochiamo contro di loro la prossima settimana, 68 anni, per me quello che fa lui è un merito incredibile. Se mi vede che sbaglio a fare una cosa, preferisco che mi viene dopo la partita e mi dice: "Perché hai fatto questo o quello?". Perché al momento non lo vedi, però una volta che la partita è finita, 20 minuti dopo, sono uno a cui piace tantissimo ascoltare, soprattutto la gente che ne sa più di me e che ha vissuto più cose di me e che si siede con me e mi dice: "Guarda, attenzione con questo perché hai sbagliato qua, hai sbagliato la". E io me la porto a casa. È così, non si può tenere la stessa conversazione o amicizia con tutti, perché siamo tutti diversi>>.
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