Giannini: “Con la maglia della Roma mi sembrava di toccare il cielo con un dito. Ancora oggi mi chiamano il Principe”

Giannini: “Con la maglia della Roma mi sembrava di toccare il cielo con un dito. Ancora oggi mi chiamano il Principe”Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 10:12Interviste
di Valerio Conti
Giuseppe Giannini racconta il suo legame con la Roma, il rapporto con i tifosi e l’emozione di giocare all’Olimpico con la maglia giallorossa.

Giuseppe Giannini ha rilasciato un’intervista a Sportweek nella quale ha ripercorso il suo legame con la Roma e con la città. L’ex capitano giallorosso ha raccontato cosa significava per lui scendere in campo all’Olimpico con la maglia della squadra del cuore, soffermandosi anche sul rapporto con i tifosi e sul soprannome di “Principe” che ancora oggi lo accompagna. Spazio anche ai ricordi da ragazzo e al suo idolo Mario Kempes.

Sul rapporto con i tifosi e sulla vita dopo il ritiro.
«Adesso è più facile fare una passeggiata con mia moglie. Da giocatore era impossibile uscire con lei o le mie figlie. Vivevo blindato. Il problema è che il tempo passa, e i capelli lunghi che portavo una volta sono scomparsi. Così, ogni tanto, le persone mi guardano come per dire “Ma è lui o non è lui?”. Poi mi vengono più vicino, mi riconoscono ed esclamano “Ma tu sei...”. Allora mi metto a ridere e dico: “Sì, sono io”. E loro: “Sei il Principe!”».

Sul significato di essere romanisti.
«Essere romanisti significa anche rappresentare la Capitale. Nessuno può dire di non conoscere la Capitale e, di conseguenza, l'AS Roma»

Sul ricordo dell’Olimpico.
«Ogni volta che entravo sul prato dell'Olimpico con la divisa della mia squadra del cuore mi sembrava davvero di toccare il cielo con un dito».

Sul suo idolo da ragazzo.
«Un idolo? L'argentino Mario Kempes. L'avevo eletto a modello per il modo di giocare e per i capelli lunghi, che infatti ho portato allo stesso modo».