Parma, Cuesta: "Meritiamo più rispetto: c'era un fallo su Pellegrino"

Parma, Cuesta: "Meritiamo più rispetto: c'era un fallo su Pellegrino"Vocegiallorossa.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 20:30Avversario
di Valerio Conti

Carlos Cuesta ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine del match tra Parma e Roma.

Cuesta a Sky Sport

Ce lo racconta lei questo finale di partita?
«Sono molto orgoglioso dei ragazzi, sono molto orgoglioso della prestazione, di quanto ci hanno dato tutti i tifosi, dell'energia che c'era nello stadio. Ma allo stesso modo penso che sia ovvio tutto quello che è successo. L'ho visto io, l'ha visto tutto lo stadio, l'ha vista tutta Italia. E io quello che penso è che il Parma merita rispetto, perché io sono il primo che è onesto. C'è un possibile rigore contro il Napoli, dove c'è una mano, e tutti ne parlano. Io sono stato il primo che sono venuto qua e ho detto che non c'è niente. Oggi penso che sia troppo ovvio. Parma è un club storico, è uno dei club più importanti anche in Italia per quello che ha fatto a livello europeo, e merita rispetto».

Si riferisce al 2-2, prima a un'azione che riguardava Pellegrino o al rigore?
«C'è una dinamica molto ovvia dal 2-1 fino al 2-3, che non riguarda solo gli eventi che sono accaduti nella nostra area di rigore, ma anche tutti quegli eventi che sono successi nel momento in cui abbiamo provato ad andare avanti e a segnare il 3-2».

Il fallo su Pellegrino?
«È troppo ovvio».

Volevo sapere se l'atteggiamento del primo tempo è stato figlio di una vostra passività o della forza della Roma, perché la differenza tra primo e secondo tempo è stata, secondo me, notevole. Merito della Roma o forse più di voi?
«Sinceramente non sono d'accordo, perché nell'intervallo ho visto che avevamo fatto sette tiri, mentre la Roma solo tre. Nel secondo tempo è stato l'opposto, loro hanno fatto più tiri di noi. Quindi, secondo me, nel secondo tempo siamo riusciti a pressare più alto e a trovare più occasioni per il gol, ma anche nel primo tempo, come dicono i dati, abbiamo trovato pericolosità».

Su Nicolussi Caviglia
«È cresciuto molto, è cresciuto molto dentro la nostra dinamica di gioco. Ci ha dato la possibilità di offrire ancora più qualità nel nostro gioco, perché, secondo me, anche la prestazione che abbiamo fatto oggi non è semplicemente una questione di atteggiamento, ma anche di qualità di gioco. È molto difficile far soffrire la Roma nella sua costruzione, farle subire due gol quando è una delle migliori difese del campionato, farle soffrire tante occasioni, e lui senza dubbio ci ha dato molto, sia nella progressione della palla, sia nella riconquista, sia nel dettare i momenti della partita, nel leggere quando accelerare e quando abbassare il ritmo. Speriamo che possa aiutarci ancora di più nelle partite che mancano».

Cuesta a DAZN

L’ho vista a fine gara chiedere un confronto, delle spiegazioni al quarto ufficiale e all’arbitro. Cosa è successo?
«No, non è chiedere un confronto. Noi a Parma proviamo a essere noi stessi, a essere educati, a trattare le persone con rispetto, come ci piace essere trattati. Però arriva un momento in cui devi capire il perché delle cose. Oggi è stato troppo evidente quello che è successo dal 2-1 al 2-3, non mi concentro solo su quello che è successo nell’area di rigore, ma su tutta la dinamica della partita. Ci sono stati eventi che hanno condizionato troppo la gara».

Mi sta dicendo che vi è mancato rispetto?
«Sto dicendo che noi ci concentriamo su quello che possiamo controllare, cioè la prestazione, quello che ha fatto questo gruppo e i tifosi. Però penso che ci siano stati episodi che hanno condizionato troppo la dinamica della partita. Io sono sempre stato onesto: contro il Napoli, per esempio, quando c’è stato un episodio da valutare, sono stato il primo a dire che non era rigore. Ma oggi piccoli episodi hanno inciso troppo su quelli grandi».

Alla fine di questa partita cosa prevale? L’orgoglio per la prestazione o l’amarezza per gli episodi? E c’è qualcosa da recriminare anche sulla gestione oltre che sugli episodi?
«Ci sono entrambe le cose. C’è amarezza perché volevamo vincere e restiamo con zero punti. Ma c’è anche orgoglio perché abbiamo fatto tante cose bene. Ribaltare una partita contro una squadra così forte non è facile, riuscire ad arrivare in porta, creare problemi nella loro costruzione, essere pericolosi in transizione e in attacco organizzato è difficile. E soprattutto mi rende orgoglioso la mentalità di questi ragazzi, che non si accontentano mai e vogliono rappresentare il Parma nel miglior modo possibile fino alla fine».

Anche dopo il pareggio la squadra ha dato un segnale, e con i cambi sembrava volerla vincere. Che messaggio voleva dare?
«Volevamo vincere, quindi tutte le scelte sono state fatte in funzione di questo. Strefezza sapevamo che non avrebbe potuto fare più di 55 minuti, infatti mi ha chiesto il cambio. Volevamo sfruttare Pellegrino e Nesta in situazioni di due contro due e hanno fatto bene. Tutti quelli entrati hanno dato tanto, come sempre. L’orgoglio per questo c’è sempre, anche se poi analizzeremo la partita e sicuramente ci saranno cose da migliorare. Adesso però prevale il rammarico per non aver portato a casa i tre punti».

Complimenti per la prestazione, avete dimostrato di poter giocare in più modi. La prossima è contro il Como: avete recuperi dall’infermeria?
«Non lo so ancora, andiamo giorno per giorno. Sono situazioni molto legate alle sensazioni dei giocatori. Sicuro perdiamo Britschgi».

Cuesta in conferenza stampa

Gli episodi arbitrali?
«Di solito non parlo degli arbitri, anche dal 2-2 al 2-3 c’è un fallo che sposta la dinamica di una partita. C’è rammarico per il risultato, tanto orgoglio però per questi ragazzi, la mentalità, ogni giorno al massimo. Dopo l’intervallo, la pareggi, la ribalti ma poi ci sono cose che non controlli. Sono orgoglioso anche dei tifosi, abbiamo lottato conte tante cose quest’anno. Non siamo riusciti oggi a vincere contro tutte le cose ma questo ci renderà più forti. Noi proviamo a essere rispettosi e onesti. Quando ci sono polemiche che non esistono le chiudiamo ma quando c’è tanta ovvietà parlano i fatti».

Il segreto di quel bel secondo tempo?
«Nel primo tempo abbiamo fatto 7 tiri e loro 3, eravamo messi bene in partita. Le loro occasioni sono state soprattutto su contropiede, quando perdevamo il pallone perché non siamo stati precisi in costruzione ma siamo stati bravi a pressare alta, recuperare, ripartire. Qualità di gioco buona, bravi i giocatori che sono entrati. Non c’è stata così tanta differenza tra primo e secondo tempo, abbiamo forse recuperato palla più alta».

La soddisfazione per la qualità del calcio espresso supera la rabbia per come è arrivata la sconfitta?
«Adesso vince il rammarico perché vogliamo vincere sempre, nel calcio conta vincere, ci fa male la sconfitta, volevamo una vittoria per i tifosi. Non abbiamo vinto contro nessuna squadra delle top 10 al Tardini e volevamo farlo. Col tempo, vedrò più cose positive di queste prestazione».

Strefezza?
«Era affaticato».

Giocare con la mente libera vi permette di giocare così?
«Conta di più la continuità, una crescita che si fa piano piano che si vede con il tempo. Merito di questi ragazzi che danno tutto in campo. Hanno la voglia di rappresentare il Parma nel miglior modo possibile».