Fiorentina, Vanoli: "Dopo il gol ci siamo spenti anche per una grande prestazione della Roma"
Vanoli ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport. Queste le parole dell'allenatore viola:
Vanoli a Sky Sport
Avete anche iniziato bene i primi 10 minuti, poi i gol che sono arrivati, ha fatto sì che poi la Fiorentina non abbia più fatto nulla.
«Non è questa una scusante, non deve essere questa una scusante. Io penso che abbiamo iniziato bene, dopo, penso che dopo il gol ci siamo completamente spenti, anche per una grande prestazione della Roma. Quindi bisogna fare i complimenti anche a loro. Dobbiamo tenere alta la testa, abbiamo fatto un percorso fino a qui importante, a volte sbagliare capita, come ci è successo anche già contro l'Udinese, a volte questa fragilità ritorna fuori, adesso dobbiamo pensare a chiudere questo discorso».
Su Braschi.
«Sarei stato più contento se avesse fatto gol anche per lui. Ma no, ripeto, come tanti giovani che sono stati con noi, quando ho avuto sempre la possibilità li ho fatti giocare perché anche il mio trascorso dice questo. E quindi, secondo me, si è fatta una storia più grande, e i ragazzi bisogna anche lasciarli crescere con tranquillità. Un ragazzo che è con noi, si sta impegnando molto e stasera ha fatto vedere anche quelle che possono essere le sue qualità».
Su Gudmundsson.
«Ma no, no, no, sicuramente non è neanche la colpa sua, perché fare il ruolo che stava facendo per me a Sassuolo ha fatto benissimo, gli è mancato solo il gol, perché se faceva gol, dopo le cose cambiano anche i giudizi. Sicuramente con una punta e lui dietro potrebbe fare molto di più, ma in questo momento qua, nel periodo che stiamo passando un po' di emergenza, ho dovuto fargli fare anche questo. Quindi io penso che, anche quando abbiamo cambiato modulo e fatto questa risalita importante, ci ha dato una grossa mano facendo un ruolo che non è suo. È normale che, come ho sempre detto, tutti dobbiamo dare qualcosa in più».
Come si cancellano queste fragilità in vista della prossima stagione, con una piccola rivoluzione dentro un gruppo che ha delle qualità ma che evidentemente dal punto di vista psicologico si trascina delle scorie che non è riuscito a eliminare neanche con delle prestazioni che poi sono arrivate anche convincenti in alcuni momenti?
«Guarda, questi sono discorsi che bisogna fare a salvezza raggiunta, li faremo insieme alla società quando ci incontreremo, ma adesso noi dobbiamo pensare alla prossima partita, perché giochiamo in casa. Ripeto, è vero che già da quando si è vinto contro la Lazio si diceva “non è finita, non è finita”, ma questo è stato tutto. L'ho sempre detto: quando sono arrivato, era il nostro campionato, era la nostra salvezza. Siamo stati bravi fino a qua ad arrivarci, manca ancora quel pizzico per chiudere questa situazione, quindi dobbiamo essere solo concentrati esclusivamente sul presente e sulla prossima partita».
Se dovesse finire il rapporto tra Vanoli e la Fiorentina, Vanoli riterrebbe questa un'ingiustizia?
«No, assolutamente. No, no, io penso che una società, ripeto, debba fare le sue valutazioni a 360 gradi. Cioè, io penso che quando sono arrivato qua, tutti erano spaventati da quella che era la cosa principale, che era raggiungere la salvezza, perché era veramente una catastrofe. Non ci ripeto che non dobbiamo dimenticare che quando sono arrivato avevamo quattro punti e nessuno mai si era salvato dopo 11 partite e zero sconfitte. Non lo ripeto, ma sicuramente il lavoro principale lo dobbiamo ancora concludere, anche se tutti dicono 'eh ma manca quel punticino da concludere'. Dopo si faranno tutte le valutazioni a 360 gradi, come le farò io, le farà la società, come giustamente, perché anche loro devono guardare la prospettiva futura. Ripeto, sarei molto felice di continuare un percorso».
Vanoli a Dazn
La vittoria della Lazio sulla Cremonese può avere inciso sulla partita?
«Ma guarda, io non lo so, sicuramente può essere stato un po’ un fattore, se l’abbiamo fatto abbiamo sbagliato. Abbiamo sbagliato, anche se l’approccio alla partita è stato buono, io penso che siamo usciti completamente dalla partita dopo l’1-0 preso su palla inattiva e questo ultimamente ci stava succedendo poche volte, siamo sempre riusciti a stare in partita e è un episodio che ogni tanto riteniamo portare a casa. Abbiamo fatto un’ottima partita, nonostante questo faccio complimenti alla Roma, ha fatto un’ottima partita. Adesso dobbiamo, le partite si possono sbagliare, bisogna avere la testa a risettare tutto, a tirarsi su le maniche e adesso abbiamo la partita in casa, quindi dobbiamo assolutamente chiudere tutto il discorso».
Io vado subito su chi oggi ha esordito in Serie A, cioè Riccardo Braschi. Mi sembra abbia mandato subito buone sensazioni, ha colpito un palo, ha giocato di sfonda, un solo attacco anche niente male. Insomma, cosa ne pensa di questo ragazzo e ci racconti qualcosa anche di lui
«Sono contento, sarei stato più contento se avesse fatto gol perché se lo meritava, aveva già esordito come in Coppa, c’è sempre con noi in allenamento e ha grande prospettiva. Poi i ragazzi, io ho lavorato tanto coi giovani, la mia storia lo dice, bisogna avere solo la pazienza di farli crescere e dobbiamo avere la pazienza di farlo crescere, però è sempre un ragazzo che ci ha dato una grossa mano stasera».
Su Gudmundsson.
«Sì, sì, Gudmundsson ha fatto un sacrificio facendo un po’ il trequartista come ha finto. Un finto 9, ma dalla posizione dietro a volte lo stiamo servendo tecnicamente male, però oggi soprattutto perché dovevamo aprire gli spazi portando fuori dica dietro le spalle, ma siamo andati troppe volte diretti, palleggiabili, l’abbiamo fatto non bene. Però lui ci sta dando una grossa mano perché da quando abbiamo cambiato modulo, lui penso che sia il giocatore che più si sia sacrificato, perché l’abbiamo messo a fare l’ala a piede invertito, in tante situazioni ci ha aiutato e in questi due partiti penso che possa solo aver fatto benissimo quel ruolo lì, è mancato solo il gol. Però, ripeto, oggi non bisogna parlare di un giocatore solo, bisogna parlare di tutti, è una partita da cancellare e adesso dobbiamo essere bravi a chiudere il discorso con il Genoa».
Vanoli in conferenza stampa
Cosa non ha funzionato?
"Forse, il risultato della Cremonese ci poteva dare qualche spinta in più. Inizialmente sembrava avercelo dato, poi siamo spariti come contro l'Udinese. Abbiamo questo vizio. Dobbiamo essere bravi a rimboccarci le maniche, lavorarci e guardare le prossime partite. Dobbiamo chiudere il discorso salvezza".
L'atteggiamento della squadra è stato irritante. Sanno di dover dimostrarsi all'altezza della maglia viola? Braschi?
"Siamo tutti sotto esame, compreso me. La Fiorentina, come sempre detto, deve stare in altri posti. Se non lo capiranno, ci penserà la società a ricostruire. Stasera, ciò che è mancato è il restare in partita: bisogna chiedere scusa ai tifosi. Dobbiamo tirarci su e chiudere il discorso salvezza già alla prossima. Braschi, mi dispiace: da allenatore, ho sempre fatto una rivoluzione oppure fatto esordire tanti ragazzi. Quest'anno anche in tanti hanno fatto buone partite. Braschi è sempre pronto, quando c'è la possibilità risponde presente. Si meritava il gol: questo è l'esempio di spirito".
I gol presi sui piazzati? Kean e Piccoli?
"Ultimamente, era un dato che avevamo migliorato. Sono arrabbiato, avevo detto di tenere d'occhio il primo palo ma non siamo stati bravi abbastanza. Dobbiamo lavorarci. Piccoli dovrebbe tornare settimana prossima, su Moise sapete tutto dal comunicato".
Le parole di Fagioli non le spaventato? Ha detto che potete perdere e vincere con chiunque...
"Cerchiamo di essere realisti: se vogliamo costruire il futuro, serve vedere le cose non sempre negativamente. Questo è un aspetto su cui si deve tutti migliorare. Guardiamo quello che che, da quando son qui, dovevamo fare e il nostro obiettivo quale era. Le parole di Paratici mi fanno piacere, ma io questa fiducia è da quando sono qui che la sento. Ho sempre detto che quando ci incontreremo, valuteremo insieme tutto. Il compito ora lo voglio finire al meglio, non così. Non tanto per il risultato, ma per le prestazioni. Questa è una stagione particolare, quando dissi che fino alla fine la salvezza sarà dura non mi avete creduto. Ora siamo a 3 giornate dalla fine a nove punti dal terzultimo posto. Le valutazioni le lascio alla società, che dovranno ricostruire".
Kean come sta emotivamente? C'è stata anche una schermaglia social....
"Che è successo? Se sto a guardare anche i social non campo più. Questo è un aspetto che nessuno sottolinea: abbiamo fatto un percorso importante, senza il nostro giocatore più importante. Moise ha fatot la differenza l'anno scorso, in questa stagione abbiamo faticato a recuperarlo. Ma può capitare. Poi, se devo guardare i social, mi sparerei. Io guardo quando il calciatore si allena, poi al resto ci pensa la società".
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