Como, Fabregas: "Buona prestazione, ma rimane il rammarico"

Como, Fabregas: "Buona prestazione, ma rimane il rammarico"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 15:10Avversario
di Mattia Costa
Nel postpartita di Como-Roma 0-0, ha parlato Fabregas ai microfoni di DAZN.

Al termine dello 0-0 tra Como e Roma, Cesc Fabregas ha parlato ai microfoni di DAZN per commentare la sfida contro i giallorossi. Il tecnico dei lariani ha analizzato la prestazione della sua squadra, il risultato e i principali episodi della gara. Queste le sue dichiarazioni:

È il primo 0-0 di questo campionato, un risultato che forse non ci aspettavamo da due squadre che ci hanno abituato a stupire tanto. Vorrei una sua analisi della partita, anche dal punto di vista tattico, perché nel primo tempo l'ho vista chiedere ai terzini di allargarsi, di andare sulla linea per liberare spazio all'interno del campo. È questa una delle chiavi di lettura della partita?
"Questa è una parte dell'analisi della partita. Alcune volte il calcio non si può spiegare, no? Penso che siamo una squadra molto offensiva e propositiva, che attacca con tanta gente, e non è normale sicuramente uno 0-0. Magari gli ultimi trenta minuti dopo l'espulsione hanno cambiato un po' le cose in questo senso. Però sì, sono d'accordo sul fatto che sia stata una partita tra due squadre che si rispettavano, però fino a un certo punto. Noi due volevamo vincere, no? E per questo per giocare contro la Roma bisogna avere tanta personalità. Io ho chiesto ai ragazzi solo di giocare come hanno fatto per arrivare fin qua, di farlo anche oggi. Tanta personalità, dopo c'entra la tattica, perché se tu fai prima la tattica e dopo non hai il coraggio di giocare, non serve. Penso che oggi l'abbiamo fatto e, ripeto, soprattutto parlando di quei primi sessanta minuti, quando eravamo undici contro undici, penso che sia stata la migliore partita che abbiamo fatto contro la Roma da quando io sono qua, a livello di gioco, a livello difensivo, perché loro ti portano tanta gente fuori, alcune volte non c'è mai nessuno in mezzo, è difficile pressarli, no? Lo fanno a un certo punto anche per questo. Ripeto, buona prestazione. Rimane il rammarico fino alla fine, sì, perché siamo in un processo di crescita e penso che non abbiamo saputo gestire sicuramente l'uomo in più nell'ultima fase, a livello di struttura. Dopo abbiamo cambiato un po', però anche la gestione della palla, perché la partita cambia, devi avere un po' più di pazienza, però allo stesso tempo devi fare più giri, la palla deve viaggiare veloce. E una cosa positiva, secondo me, a livello di maturazione della squadra, che è molto giovane, è che non abbiamo preso nessun contropiede con un uomo in più, perché questa è la cosa pericolosa alcune volte: andare in avanti e chiudere gli occhi, dai, siamo tutti molto coraggiosi, andiamo avanti, perdi la struttura, ti fanno contropiede e perdi la partita. L'ho visto tante volte. Allora in questo senso ci sono anche alcune cose positive".

Sui primi 60' giocati dal Como.
«Sì, sono d'accordissimo. Prima di tutto, alcune volte, e tu lo sai, ci sono giocatori che meritano qualcosa. Per me Caqueret oggi, indipendentemente dalla tattica, da quello che penso e da quello che richiede la partita, era un giocatore che, dentro di me, sentivo meritasse di giocare. Era una sensazione di pancia. Dopo abbiamo costruito la struttura e preparato le cose che volevamo fare per mettere in difficoltà l'altra squadra. Penso che Max abbia giocato molto bene, è un giocatore molto importante per noi. Mercoledì non sarà disponibile in Champions e non potrà giocare, però devo tenerlo dentro perché ti dà tantissime cose. È stato 20 giorni con noi, si è allenato benissimo e ha dimostrato un grandissimo atteggiamento. E tu sai che alcune volte a questi giocatori bisogna dare qualcosa. Oggi era una partita molto importante e lo vedevamo molto bene. Poi, guarda, per me la squadra che ha fatto più male a Gasperini negli ultimi anni è stata l'Inter di Inzaghi, per il modo in cui giocava. Alla fine non sono io a inventare qualcosa: devi analizzare come quella squadra riusciva a mettere in difficoltà tutte le squadre del mister e, da lì, inizi a trarre delle conclusioni, a preparare determinate situazioni e a ripeterle. Per me è stata anche una cosa molto positiva, perché, ripeto, affrontavamo una squadra fortissima fisicamente, con un'idea molto chiara, che viene a prenderti uomo contro uomo, ti pressa e non ti lascia giocare. La squadra, in questo senso, mi è piaciuta molto».

Fabregas in conferenza stampa

La gara di Douvikas? E Ramon centravanti?
"Ndicka è un generale. Guardo le partite della Roma, questo è un giocatore fondamentale di Gasperini. Per essere sempre in uno contro uno se non sei un fenomeno non puoi giocare. Tanto merito suo, non demerito di Douvikas. Non abbiamo trovato la scelta giusta di mandarlo in porta. Dopo però ti crea spazi. Ha creato spazio per Diao, ha tirato fuori Ndicka dall'area. Noi oggi abbiamo fatto la miglior partita contro una squadra come quella di Gasperini. Ho visto quello che ho chiesto ai ragazzi, personalità. Andiamo a morire con le nostre idee. Si è vinto o si è perso, lo sappiamo cos'è. Mi è piaciuta la personalità della squadra. Ramon? Non c'era Kean, mancava gente in area, ci sono giocatori che alleniamo, chiediamo di essere molto cattivi in area ma sono giovani e non sentono quello che magari si sente a 25 anni. Ramon lo sente, ha avuto anche una buona occasione se l'avesse presa bene. Sentivo che mancava qualcosina in area e non avevamo tante opzioni".

Avete avuto meno occasioni di segnare rispetto a quanto pensa lei?
"Ci sono tante cose. Le occasioni per fare gol ci sono state. Noi abbiamo fatto 27 tiri a Frosinone e 19 oggi, zero gol. Non si può spiegare, abbiamo avuto occasioni per fare meglio. Il dettaglio tecnico che ti fa vincere o ti fa andare in porta fa la differenza. Mi è piaciuto come abbiamo giocato, poi c'è l'orario e la sosta. La palla però va veloce, c'è energia allo stadio. Abbiamo iniziato a preparare la partita venerdì. Gente che ha viaggiato in giro per il mondo e che ha assimilato varie informazioni. Dobbiamo iniziare a gestirla meglio (i giocatori in nazionale), è parte del processo. Adesso arriva un'altra partita mercoledì. Saremo sempre giudicati per il risultato, ma questo è un percorso magnifico. Il Como con 3 competizioni. Noi sappiamo chi siamo, piano piano, il percorso è la cosa più

Cosa pensa dell'opinione di Gasperini? Dice che Malen ha subito più volte fallo prima dell'espulsione.
"Questa è un'opinione personale e la rispetto. Venire qua dopo una partita del genere è bruttissima. Tu dici la tua e gli altri hanno un'oiipione diversa. A me hanno espulso per una giocata brutta una volta, come questa. Se la giocata è ferma e ha fatto così, è espulsione. Per me c'era l'espulsione chiarissima di Wesley su Diao, non arrivava mai Ndicka. Sono tante e diverse opinioni. Meglio stare zitto per non portare polemiche".

Che pensa della gara di Caqueret?
"Sono contento della prestazione di Caqueret. Lo sentivo dentro che avrei dovuto dargli questa partita. Lui doveva giocarla, per tanti fattori. Sono molto contento. È un giocatore che deve dare a questa squadra. Sono un po' ingiusto, tutti vogliono giocare. Meritava di giocare e sono contento di come l'abbia fatto, anche per uno che non ha giocato tanto. Se lo merita, gioca".

E l'esordio di Da Cunha con la Francia?
"Molto contento. Non ho pianto, però mi ha emozionato vederlo là. Conosco bene il suo percorso, so che persona è e quanto ha lottato. Quanto è cambiato anche per arrivare là. Molto meritato. Vero che con la Francia ha giocato più da play posizionale, con noi un ruolo diverso. Così ha mostrato di gestire palla, a girare la squadra, penso mancasse qualcosina alla Francia e avere uno come Lucas che ti trasmette cose diverse e la squadra gira intorno a lui e fa meglio di altri è stata una scelta interessante quella di Zidane. L'ha fatto molto bene".

Ci sono cose che la soddisfano?
"Sì, non abbiamo preso gol. Quando sei molto giovane, ed è successo alcune volte, sei uno in più e quella voglia di vincere alla fine ti porta a perdere. Ma non abbiamo concesso contropiedi, è un segnale di maturità. Manca qualcosina, a livello strutturale, cose da migliorare. Ma questo entra nel processo. Ci sono cose positive e cose che si possono migliorare".

Gasperini a Sky Sport

Volevo partire da questo: in quale cartella degli appunti di viaggio di questa stagione mettiamo questo 0-0? Un'occasione persa oppure va bene uno 0-0 contro la Roma, per come si è sviluppata la partita?
«Dipende, dipende sempre da che tipo di persona sei, se sei una persona negativa o positiva. È sempre così. Io penso che abbiamo affrontato la squadra più in forma del campionato, con un allenatore di 68 anni, che allena da 40, che ha fatto una carriera incredibile, che ha un'identità incredibile e che non muore mai, come si è visto oggi. Noi siamo in un processo di crescita, con tantissimi ragazzi che devono ancora trovare la loro dimensione. La cosa che mi è piaciuta di più oggi è che abbiamo fatto la nostra miglior partita contro una squadra di Gasperini per 60 minuti, giocando uomo contro uomo. Perché per giocare contro una squadra di Gasperini, ripeto, devi avere un coraggio incredibile, perché vengono a pressarti a uomo su tutto il campo. Sinceramente mi è piaciuto molto. Negli ultimi 30 minuti, invece, è stata una partita diversa, che è cambiata, e abbiamo provato a fare qualcosa di diverso. Manca un po' di maturità nella scelta finale, nel capire quando andare fuori e quando fare altre scelte. Non abbiamo subito nessun contropiede, e questa è anche una cosa positiva per noi, perché quando guardiamo le partite degli ultimi due anni, in situazioni del genere rischiavamo di più, forzavamo di più, volevamo sempre cercare subito la giocata per fare gol, concedendo contropiedi e rischiando di perdere la partita. Oggi non lo abbiamo fatto. Per questo, nella mia analisi da allenatore, ci sono anche dei punti positivi».

Ti do una curiosità: dopo una pausa per le Nazionali così lunga, quasi 20 giorni, riattaccare subito la spina con una partita del genere, contro la Roma, una partita importante contro una squadra importante, vi ha fatto pagare qualcosa anche sotto questo aspetto? Sia voi sia la Roma, non lo so.
«Sì, però questo è normale. Penso che per 60 minuti sia stata una bella partita, sinceramente, tra due squadre che si rispettavano, perché volevano fare bene, proporre qualcosa offensivamente e portare a casa la partita. Ovviamente non avevamo la squadra al 100% fino a venerdì, con giocatori che hanno viaggiato in tutto il mondo. E lo stesso vale per la Roma, no? Succede a tutti noi e dobbiamo gestirlo. Anche per questo ci sono state le scelte di Kaiki, Couto, Caqueret, Perrone e altri giocatori che sono rimasti qui con noi, che hanno potuto riposare, prepararsi e capire meglio che tipo di partita volevamo fare. Ripeto, non è la condizione migliore, però quando hai 15 giocatori significa anche che stai facendo qualcosa di buono in campo, perché le Nazionali li cercano e li convocano. Per questo noi ci adattiamo e, ripeto, è un processo di crescita. Siamo ancora all'inizio. Due anni fa eravamo in Serie B, lo ricordo, perché alcune volte ce ne dimentichiamo».

Ti chiedo soltanto al volo dei due episodi arbitrali: l'espulsione di Malen e la mancata espulsione di Ndicka, per la quale vi siete lamentati?
«Quello di Malen non l'ho potuto vedere perché ero troppo lontano. Quello di Diao era più chiaro per me, ho visto chiaramente che le gambe si incrociavano, perché Ndicka lo ha toccato. Sinceramente penso che Ndicka non lo prenda. Per me è rosso, però ripeto che si deve anche valutare chi è il giocatore. Se ci fossi stato io, Ndicka sicuramente mi avrebbe preso, perché vado a due all'ora. Diao non lo prende mai, non lo prende mai, è impossibile. Per questo mi è rimasto un po' di rammarico. Però abbiamo fatto una riunione con gli arbitri due settimane fa, mi è piaciuto molto quello che hanno detto e come stanno gestendo tutto l'arbitraggio. Andiamo avanti».