Gasperini: "Il rosso a Malen? Non c'era cattiveria, il calcio non è fatto di fotogrammi. Senza espulsione non so come sarebbe finita"

Gasperini: "Il rosso a Malen? Non c'era cattiveria, il calcio non è fatto di fotogrammi. Senza espulsione non so come sarebbe finita"Vocegiallorossa.it
Oggi alle 15:32Interviste
di Marco Campanella

Nel postpartita di Como-Roma 0-0, ha parlato Gian Piero Gasperini ai microfoni di DAZN. 

Sulla prestazione di Dybala
«Assolutamente, io credo che Dybala sia stato straordinario, anche quando, nel secondo tempo, veniva a ripulire alcune situazioni. Non era facile in inferiorità numerica. Credo che abbia disputato, come i suoi compagni, una partita di grande spessore. Non ricordo palloni persi, anzi, mi sembra nuovamente forte nello spunto. Peccato per quella situazione nel primo tempo, in cui avrebbe potuto fare gol. Però, anche oggi, ha offerto una prestazione straordinaria».

Sulla decisione di continuare con Dybala unica punta.
«No, è uscito Malen ed era la soluzione naturale con quei giocatori in campo. Però mi ha convinto quello che stava facendo, perché ha cominciato a catalizzare diversi palloni, a darci respiro e la possibilità di uscire. C'è stata qualche situazione dalla quale, per pochissimo, sarebbe potuta nascere anche una ripartenza pericolosa. È stato continuo per tutti i 90 minuti. Certo, non era facile. Lui era quello, se vogliamo, un po' più penalizzato, perché doveva muoversi in mezzo ai due centrali del Como, ma lo ha fatto con grande intelligenza e grande qualità, da calciatore vero che conosce il calcio».

Sulla prestazione e le occasioni avute
«Purtroppo devo dire che nel primo tempo abbiamo avuto delle ottime situazioni per fare gol. Ne ha avute anche un paio importanti il Como, ma credo che noi abbiamo dato la sensazione di poter andare in vantaggio. Poi è chiaro che, se su 90 minuti ne giochi 30 in inferiorità numerica, significa che hai giocato due terzi della partita contro una squadra forte come il Como in parità numerica. Il nostro rammarico è questo, perché chiaramente non so come sarebbe finita la partita, ma mi sembrava che fossimo abbastanza fiduciosi di avere delle ottime chance. Così siamo stati costretti a difenderci e lo abbiamo fatto con grande lucidità e grande ordine. È chiaro che, quando giochi 30 minuti in dieci, esci con un pareggio e va bene lo stesso».

Quanta fiducia le dà questa mezz'ora finale? Cosa ne pensa della partita di Gollini?
«Sì, sicuramente, perché è stato indubbiamente bravo anche nel gioco di rilancio, sia con i piedi sia con le mani, soprattutto nel primo tempo. È chiaro che anche la squadra lo ha messo nelle condizioni di giocare in questo modo. È stato comunque attento e preciso. La squadra lo ha messo nella condizione di non dover compiere grandi interventi, però lui è un portiere che saprà sostituire molto bene Svilar».

Mister, adesso c'è una sfida più che affascinante, quella contro il Real Madrid, con due allenatori che stanno facendo sognare: oggi lei a Roma e in passato José Mourinho. Come vede questo testa a testa? Ovviamente, prima di tutto, tra le due squadre, ma anche tra due grandi personalità in panchina, che danno carattere alle proprie squadre e le plasmano a propria immagine.
«È chiaro che, se guardo il Real Madrid, vedo una squadra di campioni incredibili, sia in campo sia in panchina. Affrontiamo una delle squadre più forti in assoluto in Europa, che quest'anno ha fatto anche un mercato straordinario. José ha lasciato nella gente un ricordo e un amore straordinari verso questo allenatore. Adesso, però, la nostra è una squadra di un altro tipo, molto diversa da quella che giocava con Mourinho, anche se non sono passati tantissimi anni. È una squadra che mi sta dando grandi soddisfazioni, perché anche oggi bisognava veramente avere un grande morale, una grande condizione e anche un cuore molto grande per giocare in questo modo a Como».

Visto che avete dovuto chiudere questa partita in dieci, le chiedo dell'espulsione di Malen. Qui non c'erano molti dubbi sulla decisione di Fabbri. Qual è la sua opinione?
«Non lo so. C'è un fallo ripetuto su Malen. Ora, dire che Malen faccia del gioco violento è veramente difficile da sostenere. Ha avuto uno slancio, dopo essere stato trattenuto, e ha cercato indubbiamente di intervenire, toccando anche la palla. Però, effettivamente, quello che è brutto è il salto. Non c'è nessuna intenzionalità da parte di Malen, non è assolutamente nelle sue corde. Sicuramente è stato un episodio che ha imbruttito la partita. Era una partita bellissima e così è diventata un po' meno bella. Ho capito che, fermando il fotogramma in quel modo, è molto facile giudicare, ma il calcio non è fatto di fotogrammi. Il calcio è fatto di azioni, perché in questo modo si può giustificare tutto. Lì non c'è nessuna volontà e nessuna determinazione a fare male da parte di Malen. Quindi è importante il concetto. È ora di smetterla con i fotogrammi, perché falsificano veramente la realtà. Purtroppo abbiamo subito questa cosa per anni. Adesso, finalmente, da quest'anno si riesce a vedere un calcio più vero. Per favore, non torniamo indietro con questi fotogrammi assurdi».

Gian Piero Gasperini in conferenza stampa

Mai visto esultare per un pareggio.
«Non tanto per il pareggio in sé, ma per lo spirito con cui hanno giocato tutti. Non era facile giocare un terzo di partita in inferiorità numerica contro questo Como. L'abbiamo fatto con estrema lucidità. L'anno scorso avevamo perso, quest'anno avevamo un'altra sensazione».

Tre settimane di sosta che sono servite?
«Noi e il Como venivamo da una pausa, siamo stati molto propositivi e la sensazione era che potessimo fare gol. Quando si affrontano due squadre di questo valore... forse abbiamo fatto meglio noi».

Cosa pensa del rosso di Malen?
«Se fermi il fotogramma è evidente, ma torniamo indietro a quello che è stato un danno per il calcio dei nostri anni. Quest'anno è stato superato, vado molto più in live, per intenzioni e concetti. Sotto questo aspetto non era un contatto da espulsione, con il fotogramma fermo sì. Sono molto contento di queste sei giornate, delle regole nuove che hanno cambiato il calcio, a cominciare dalle simulazioni e dalle perdite di tempo».

Il Real Madrid l'ha visto? Nervosismo e il rosso di Vinicius...
«Erano in vantaggio. La partita di ieri rimane ricca di grandi campioni e talenti. Mercoledì appuntamento straordinario per Roma e per noi, andremo ad affrontare una grande squadra».

La pausa così lunga inquieta i giocatori? Sono stati 90 minuti intensi come i primi 30?
«È chiaro che fosse una partita tattica, loro utilizzavano molto il portiere per favorire movimenti e smarcamenti. Noi siamo stati bravi a bloccarli. Una partita molto attenta, loro cercavano di attirarci per creare delle situazioni e degli spazi. Ma ci siamo sempre presentati bene. Sono molto soddisfatto della prestazione, anche se in termini diversi dopo il rosso».

Ha invertito Wesley su Couto, ma Diao l'ha tenuto più basso?
«Wesley era il giocatore ideale da mettere dalla parte di Diao. Tra l'altro si è inserito con grande pericolosità nel primo tempo. Era comunque una scelta che dovevo fare».

Gasperini a Sky Sport
 

Avete fatto una partita difensiva e l'avete fatta con lucidità, con attenzione, con una squadra che sicuramente è in fiducia.
«L'anno scorso eravamo in dieci nella stessa situazione e abbiamo subito. Quest'anno abbiamo dato la sensazione di essere molto più solidi. Peccato, ci dispiace, perché è chiaro che 30 minuti in dieci non erano facili. Il resto della partita l'abbiamo fatto altrettanto bene».

Com'è stata l'espulsione di Malen? Ci è sembrata un po' borderline, al limite del regolamento. È d'accordo?
«Se torniamo a fermare i fotogrammi, ci sta tutto. Ma noi non lo facciamo, anche perché per fortuna siamo usciti da quell'era, che è durata diversi anni e che ha stravolto veramente il gioco del calcio. Malen, così, a fotogramma fermo, deve uscire, ci sta, se torniamo indietro agli altri anni. Nel frattempo c'era un fallo su di lui, lui ha avuto uno slancio. Sicuramente non è un giocatore che si rende protagonista di situazioni di gioco violento, assolutamente. Credo sia importante tornare un po' ai concetti».

Il calcio ogni tanto racconta belle storie. Lei ci aveva raccontato in passato di qualche tensione con Gollini, oggi titolare dopo due anni e protagonista di una risposta di altissimo livello. Le persone sane nel calcio fanno questo.
«Sì, ma Gollini era un ragazzo che stava facendo anche molto bene. Era arrivato anche a essere convocato come terzo portiere in Nazionale. Poi forse, come succede ai ragazzi, perdono un po' la testa, acquistano un po' di presunzione, non hanno più tanta voglia di imparare e di fare. Io ho preso altre strade e lui era stato un po' polemico. L'ho ritrovato a Roma dopo diversi anni, ho visto che nel frattempo è maturato. È un buon portiere, questo lo sapevamo».