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Il sogno proibito dello United: quando Sir Alex Ferguson provò a portare Totti a Manchester

Il sogno proibito dello United: quando Sir Alex Ferguson provò a portare Totti a ManchesterVocegiallorossa.it
© foto di Imago/Image Sport
Oggi alle 08:00Approfondimenti
di Alessandro Monaco

Questa sera la Roma tornerà all’Old Trafford dopo cinque anni: l’ultima volta fu in occasione della semifinale di Europa League, persa per 6-2 dagli uomini di Paulo Fonseca. La partita più memorabile, in negativo per i giallorossi e in positivo per i Red Devils, è sicuramente quella del 7-1 rifilato dallo United di Sir Alex Ferguson, che nella sua autobiografia scrisse a proposito di quel match: «Il 7-1 sulla Roma del 10 aprile 2007 è stata una delle nostre maggiori imprese internazionali».

In vista di quella partita, all’allenatore del club inglese era stato chiesto quali fossero i giocatori da temere maggiormente. Ferguson aveva nominato De Rossi, Perrotta e Mancini, lasciando inizialmente Francesco Totti fuori dalla lista. Il capitano rispose così: «Accetto l'idea che Ferguson ha di me, poi, come ha detto Spalletti, vedrà di persona. Spero di fargli ricordare il mio nome».

Ricredutosi, il tecnico dello United ha poi parlato così del numero 10: «Totti è l'architetto di tutto quello che la Roma fa, e noi dobbiamo decidere come meglio gestirlo. Di certo non lo sottovalutiamo, e sappiamo che non sarà facile cercare di fermarlo».

Una grande stima, quella di Sir Alex Ferguson nei confronti del giocatore giallorosso, che proprio alla vigilia della semifinale di Europa League del 2021 ha rilasciato un'intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ammettendo di aver provato a portare Totti a Manchester. Queste le sue parole a riguardo: «Il calciatore ci piaceva, ma quando manifestammo il nostro interessamento apparve subito chiaro che Totti non voleva lasciare Roma. Era profondamente legato alla sua città. Il suo curriculum, del resto, parla chiaro: Totti nella sua carriera ha indossato solo la maglia della Roma».

Un giocatore fortemente voluto da uno degli allenatori più vincenti di tutti i tempi, che ha però scelto di anteporre l'amore per la propria città e per il club giallorosso a qualsiasi altra ambizione professionale.