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Roma, l’esperienza Champions è concentrata in pochi uomini: dove servono rinforzi abituati all’Europa che conta

Roma, l’esperienza Champions è concentrata in pochi uomini: dove servono rinforzi abituati all’Europa che contaVocegiallorossa.it
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Oggi alle 07:00Approfondimenti
di Valerio Conti

La Champions League non è soltanto una competizione diversa per livello tecnico, ma anche per ritmo, gestione dei momenti e abitudine alla pressione. Per questo, analizzare le presenze europee dell’attuale rosa della Roma può aiutare a capire dove la squadra sia già pronta e dove, invece, il mercato dovrà aggiungere giocatori con esperienza internazionale.

PORTIERI

Partendo dal pacchetto dei portieri, la gerarchia è già definita. Svilar è il titolare inamovibile e, pur avendo soltanto 3 presenze in Champions, rappresenta una certezza assoluta per rendimento e centralità nel progetto. Alle sue spalle c’è Gollini, che porta in dote 10 presenze nella competizione. Zelezny, invece, non ha ancora esperienza in Champions. La porta, però, non è un reparto da ritoccare: la Roma riparte da Svilar e dalla sua crescita, con l’obiettivo di trasformare anche il palcoscenico europeo in una nuova tappa del suo percorso.

DIFENSORI

Il discorso cambia parzialmente in difesa, dove la Roma ha già alcuni punti fermi, ma anche margini di miglioramento in termini di esperienza Champions. Ndicka, Mancini e Hermoso sono oggi i tre riferimenti principali del reparto. Tra questi, il più abituato alla competizione è senza dubbio Hermoso, con 31 presenze, 3 gol, 1 assist e un quarto di finale come miglior risultato. Ndicka ha invece raccolto 8 presenze, mentre Mancini non ha ancora disputato partite nella massima competizione europea. Alle loro spalle la situazione è ancora più leggera. I due giovani Ghilardi e Ziolkowski non hanno presenze nella competizione, segnale di un reparto che ha prospettiva, soprattutto nelle alternative, ma non ancora una profondità europea consolidata.

ESTERNI

Sulle fasce il quadro è più articolato. Wesley in Libertadores ha collezionato 17 presenze, 1 gol e un quarto di finale come miglior risultato. Non è esperienza europea, ma resta comunque abitudine a partite internazionali di grande pressione. Dall’altra parte, la Roma potrebbe tornare sul mercato, anche se la volontà del club è quella di rinnovare Celik, che in Champions ha giocato 12 partite. Angelino è invece uno dei giocatori con il bagaglio europeo più importante della rosa: 29 presenze, 3 gol, 9 assist e una semifinale raggiunta, ma il suo futuro è ancora tutto da definire. Anche Rensch e Salah-Eddine, pronto a rientrare dal prestito al PSV, hanno già avuto un assaggio della competizione, rispettivamente con 9 e 7 presenze. Il reparto, quindi, non è completamente scoperto, ma resta uno dei punti più delicati: soprattutto se la Roma dovesse cercare un nuovo titolare sulla fascia destra, l’esperienza Champions potrebbe diventare un criterio importante nella scelta.

CENTROCAMPISTI

Il centrocampo è probabilmente la zona in cui l’analisi pesa di più. Cristante ha 13 presenze complessive in Champions, 7 delle quali con la Roma, e ha raggiunto gli ottavi in giallorosso. Pellegrini, invece, ne ha 14, tutte con la Roma, con 1 gol, 4 assist e una semifinale disputata. Sono loro i due centrocampisti con maggiore familiarità con il palcoscenico europeo. Il futuro di Pellegrini, però, è legato al rinnovo: il contratto è in scadenza, ma la trattativa con la Roma prosegue con il benestare di Gasperini, che lo considera un elemento utile anche per la sua duttilità. Il nodo più grande resta Koné. Il francese non ha ancora presenze in Champions e la sua situazione è tutta in divenire, con diverse squadre interessate. Dal punto di vista tattico rappresenta uno dei giocatori più importanti del centrocampo giallorosso, ma un’eventuale partenza obbligherebbe la Roma non solo a sostituirne forza fisica e intensità, ma anche ad aggiungere un profilo già pronto per competere in Europa. Pisilli è ancora a zero presenze, El Aynaoui ne ha soltanto 3. Per questo il centrocampo appare come uno dei reparti in cui un innesto con esperienza internazionale sarebbe più utile.

ATTACCANTI

In attacco, invece, la Roma ha i picchi più alti di esperienza Champions, ma anche le maggiori incertezze legate al mercato. Malen è considerato un titolare inamovibile e porta con sé 31 presenze, 6 gol, 1 assist e una finale vissuta da subentrato. Dybala resta il giocatore con il curriculum europeo più importante della rosa: 53 presenze, 18 gol, 4 assist e una finale giocata da titolare. Il suo rinnovo è vicino e rappresenterebbe una conferma pesantissima, perché in una squadra che torna a misurarsi con certi livelli la sua esperienza può diventare determinante tanto quanto la qualità tecnica. A completare il reparto, al momento, c’è Soulé, con appena 3 presenze, e resta un possibile partente per motivi legati al FFP. Dovbyk, invece, non ha mai giocato nella competizione ed è destinato a lasciare la Roma anche per volontà di Gasperini. Robinio Vaz ha 4 presenze, ma non può essere considerato oggi una certezza strutturale del reparto. Anche qui, il mercato potrà portare numeri e presenze, con Greenwood che conta 18 presenze condite da 5 gol e 4 assist.