Questione orari, Calcagno: "Da noi richieste costruttive. È evidente che il problema ci fosse"

31.05.2020 20:39 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Questione orari, Calcagno: "Da noi richieste costruttive. È evidente che il problema ci fosse"

Ospite di Sky Sport, il vicepresidente dell’AIC, l’avvocato Umberto Calcagno, ha analizzato lo stallo tra l’assocalciatori e la Lega Serie A per quanto riguarda gli orari delle partite: “Noto che si sbandiera ai quattro venti che ci saranno solo dieci partite al pomeriggio, che non si gioca a Lecce o Napoli. Siamo abituati al fatto che qualcosa, se proposto dai calciatori, da costruttivo diventi motivo di polemica”.

In concreto, però, le temperature cambiano poco.
“Ripeto, purtroppo i calciatori non possono dare un contributo, non ci viene richiesto e si tenta di darlo. In tanti ci hanno segnalato questa criticità: alle 17:15 giocare è un problema anche in Pianura Padana, non solo a Lecce o Napoli, vogliamo dare un contributo perché si abbasserebbe il livello delle partite. Si fanno paragoni con i Mondiali, ma stiamo parlando di due scenari completamente diversi. Probabilmente si poteva vivere la nostra richiesta in maniera più serena”.

È difficile prenderla con serenità però, ognuno ha il suo mondo del lavoro. E questa battaglia è poco comprensibile.
“Partiamo dal presupposto che ho giocato cinque volte i playoff in Serie C, a temperature abbastanza elevate. È giusto anche ragionare delle categorie inferiori: qualche passo avanti sulle 17:15 è stato fatto. Se oggi si sbandiera ai quattro venti che ci saranno solo dieci partite e non saranno alle 16:30 vuol dire che un problema c’è”.

Non c’è, per la gente là fuori.
“Però noi non abbiamo sentito la gente fuori. Abbiamo sentito i rappresentanti all’interno delle squadre e ci hanno sottoposto questo problema. Poi non voleva essere una polemica, ma un contributo costruttivo”.

Il problema non riguarderà solo
“Abbiamo detto che non facciamo demagogia, e poi i calciatori di A non possono fare una richiesta? Tra l’altro riguarderà anche quelli di B e C. Qui nessuno ha detto che non si giocherà senza che si dica sì a queste richieste. Però non è possibile che non possiamo fare nemmeno una richiesta”.

Ma concretamente, avete avuto richieste sull’orario dopo tre mesi chiusi in casa?
“Anzitutto, si parlava delle 16:30. Quando c’è stato il via libera con il protocollo abbiamo detto che giocare a questo orario sarebbe stato sbagliato. Abbiamo portato avanti un confronto, che ha portato a svolgere solo dieci partite e alle 17:15: vuol dire che la richiesta non era così strampalata”.

Ci sono problemi più spinosi rispetto all’orario, per esempio i contratti?
“Certo che sì, concordo su questo”.