Gasperini al circolo Aniene per la presentazione del libro di Dotto: "A Roma c'è una grandissima passione"

Gasperini al circolo Aniene per la presentazione del libro di Dotto: "A Roma c'è una grandissima passione"
© foto di Marco Campanella
Oggi alle 19:52Altre notizie
di Maurizio Rasa

Il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, è presente alla presentazione del libro "L'Ultima Danza di Maradona" di Giancarlo Dotto al circolo Aniene. Il tecnico ha rilasciato anche alcune dichiarazioni dal palco. Ecco le sue parole:

Aveva un idolo?
«Ho avuto la fortuna di giocare negli anni '80 in Serie A e nel campionato italiano c’erano i giocatori più forti a livello mondiale come Matthaus e Maradona. Da bambino seguivo la Juventus e il mio idolo era Sivori. Era il calciatore che tutti cercavamo di imitare. È difficile dire chi è il giocatore più forte in assoluto, prima si vedevamo di meno. C’erano le figurine e molta ideologia sul giocatore e lo enfatizzavi al limite. Adesso li puoi vedere in qualunque situazione. I bambini adesso li conoscono tutti attraverso la Play Station, non hanno più un solo idolo».

In cosa la Roma le sembra diversa da tutte le altre squadre che ha allenato?
«Il calcio è straordinario. Qui c’è una grandissima passione ma è anche vero che in tutti i posti c’è una passione incredibile, anche a Bergamo e a Genova. A Roma le dimensioni sono diverse, una città molto grande con una percentuale un po’ laziale e molto romanista. C’è un’identificazione nella città ed è difficile da trovare da altre parti. Se vai a Milano posso essere anche in un’altra grande metropoli. È un attaccamento diverso. A me hanno sempre detto che a Roma non si può fare calcio perché è difficile, ma non sono d’accordo. Abbiamo vissuto dei momenti positivi, non so quando andrà peggio e forse diventerà più difficile con l'ambiente. Ci sono tante radio, se vai sul taxi si parla di Roma ma credo sia una forza. Se le cose vanno bene è una grande spinta».

Lei vuole vivere la città.
«L’ho sempre fatto, ho sempre cercato di non vivere ai margini. Ero abituato a una città più piccola ma non volevo vivere fuori. È splendida. Ho da fare un tragitto lungo verso Trigoria, quando passo per Via dei Serpenti vedo il Colosseo e inizio già bene la giornata».