Manchester United-Roma 3-2 - Top & Flop
Finisce 3-2 il match di Champions League tra Manchester United e Roma. Questi i Top & Flop di Vocegiallorossa.it.
TOP
LA GRANDE ILLUSIONE
Non c'è altro modo per definire l'ennesima partita in cui la Roma va in vantaggio di due gol e poi viene raggiunta o perde addirittura la partita. I gol di Soulé e Malen mandano avanti i giallorossi prima dell'intervallo. Poi il secondo tempo...
POTENZIALE
Quello dell'attacco della Roma. Il tridente Soulé-Malen-Mora, che rappresenta il prossimo futuro, oltre che il presente, in attesa dei rientri di Dybala e Pellegrini. Assist di Mora per Soulé per lo 0-1, rigore procurato da Soulé e trasformato da Malen. Poi altre tre occasioni nitide create, purtroppo non sfruttate.
VAS QUEZ NADA
Meglio che niente. Vasquez si ritrova catapultato a giocare all'Old Trafford. Un primo tempo da spettatore, poi la sliding door della partita: para il rigore a Bruno Fernandes, ma va ripetuto. La trasformazione del penalty è il presagio di come andrà a finire.
FLOP
PERSEVERARE È DIABOLICO
Avevamo definito il gol subito a inizio ripresa una tassa da pagare. Dal gol subito a inizio ripresa si è passati al calo evidente nel secondo tempo. Finché si gioca contro Cagliari e Udinese, o contro lo stesso Napoli, si può sopperire a queste difficoltà e trovare il jolly. Quando il livello si alza, però, si viene rimontati, come contro l'Inter, oppure si perde, come contro Manchester United e Real Madrid.
BALORDI
Gli interventi di Balerdi in occasione del secondo e del terzo gol. Dopo aver duellato con Maguire per tutto il secondo tempo, facendo da baluardo a una difesa romanista che faceva acqua da tutte le parti, il liscio che permette allo United di pareggiare è una cosa bruttissima da vedere. Un po' meno brutto l'intervento fuori tempo in occasione del 3-2, ma anche lì, male.
NO GAMBE, NO PARTY, NO PIANO B
La Roma, dopo 45 minuti, non ha avuto più la forza di reagire. Spezzato il ritmo di gara dalla pausa, la squadra è come se non fosse scesa in campo. Via la corsa, via il pressing e la marcatura a uomo: finisce la favola. Malen e Soulé in avanti spariscono e sbagliano tutti i palloni giocati. Dietro, il duo Lulli-Mancini viene costantemente attaccato e Pisilli non riesce a garantire quel cambio di passo che Gasperini si aspettava, in termini di sostanza abbinata a una spinta offensiva. Certo, le alternative mancano dal centrocampo in su. Cambiare i difensori non sempre porta ai risultati sperati, specie se la squadra non riesce ad attaccare.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 20/2010 del 11/11/2010
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