Season Review - Aleksandar Kolarov

29.03.2020 22:40 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Season Review - Aleksandar Kolarov

Continua la nostra serie di approfondimenti per fare il punto di quanto fatto fino a questo momento dai singoli calciatori nella rosa della Roma: oggi è il turno di Aleksandar Kolarov.

RENDIMENTO - Se si analizza il rendimento di Kolarov in questo stralcio di stagione, non si può non partire dalla fase offensiva: il numero 11, che di mestiere fa il difensore, seppur laterale, è entrato in 10 gol segnati in campionato dalla sua squadra in Serie A (6 realizzazioni e 3 assist, oltre a un autogol direttamente procurato), 11 considerando anche l’Europa League (1 assist). Avendo in rosa uno col suo piede sinistro, guadagnare un calcio di punizione al limite dell’area è diventata un’arma importantissima, certificata dai 3 centri da palla ferma (contro Genoa, Bologna e Fiorentina) sia dal centrodestra che dal centrosinistra, così come averlo come riferimento quando si è in possesso di palla.

In un gruppo che, vista la presenza a intermittenza di Diawara, non ha molti giocatori in grado di trattare il pallone con una certa qualità, Kolarov è stato spesso e volentieri anche uno dei registi della squadra, come spesso gli è accaduto da quando veste il giallorosso. Inoltre, specie negli ultimi tempi, con un gioco spesso finito a ristagnare sulle fasce, la sua capacità di sfornare cross pericolosi è stata un altro punto di riferimento. L’avanzare dell’età però si è fatto sentire, non tanto a livello atletico - non si è mai visto un Kolarov in debito di ossigeno più di quanto lo fossero i suoi compagni di squadra - quanto a livello di concentrazione in fase difensiva.

Quattro gli errori commessi che hanno direttamente portato a un gol: la palla persa nel derby di andata sul pressing di Milinković-Savić che porta al gol di Luis Alberto, la mancata marcatura su Berardi in Roma-Sassuolo, il controllo sbilenco in fase di costruzione contro la SPAL con annesso fallo su Cionek in area di rigore e penalty fischiato e la mancata marcatura di Demiral sul gol del vantaggio della Juventus all’Olimpico; Kolarov ha compartecipato, inoltre, nell’azione che porta al gol Faraoni in Verona-Roma (era inizialmente marcato da un compagno che non lo segue, ma gli passa comunque alle spalle), e nell’azione del gol di Orsolini in Roma-Bologna (Smalling sbaglia in modo grossolano, ma lui non lo segue) mentre è esonerato da responsabilità sul rigore fischiato al Bologna al Dall’Ara, in cui è vittima di una errata decisione di Pairetto e della mancata correzione da parte del VAR.

Fatto sta che le squadre avversarie preferiscono, nel più dei casi, attaccare dalla sua parte e spesso e volentieri lo pressano, ottenendo risultati: nel futuro, prossimo o no che sia, servirà maggiore attenzione (oltre che aiuto dai compagni, vista la sua forte vena offensiva), oltre che ovviamente continuità sul piano offensivo, specie se non si dovessero trovare soluzioni per far sì che il pallone non finisca costantemente in modo innocuo sulle corsie laterali.

STATISTICHE -  Aleksandar Kolarov è il terzo giocatore più impiegato da Fonseca sia per presenze (32, alle spalle di Pau Lopez e Jordan Veretout), che per minuti giocati (2.680, alle spalle sempre di Pau Lopez e Džeko); più sorprendente che sia anche il terzo marcatore della squadra con 6 gol, dietro ai 15 di Džeko e ai 7 di Justin Kluivert, a cui si sommano 4 assist complessivi è un autogol avversario procurato. La sua qualità si denota dai 2 passaggi chiave di media a partita in Serie A: è il secondo assistman della squadra, alle spalle di Lorenzo Pellegrini a quota 2,9. Passaggi e tiri, visto che in campionato si prende 2,3 tiri di media a partita, meno solo di Pellegrini (2,7) e Džeko (3,7), che giocano decisamente più vicini alla porta; nel conteggio complessivo, il serbo è alle spalle solo del bosniaco, 50 a 83. Le difficoltà sul piano difensivo, specialmente in Europa, sono rappresentate dagli 1,4 palloni persi di media a partita in Europa League, meno solamente rispetto a Spinazzola tra i difensori (2,4). Kolarov resta comunque un riferimento fondamentale con i suoi 1.324 passaggi effettuati: è il romanista che ne ha realizzati di più, davanti a Mancini con 1.273.