Rizzitelli: "La Roma ha perso in queste prime partite l'identità di squadra. La scorsa stagione ci credeva"

14.09.2018 10:09 di Luca d'Alessandro Twitter:   articolo letto 8013 volte
© foto di Alberto Fornasari
Rizzitelli: "La Roma ha perso in queste prime partite l'identità di squadra. La scorsa stagione ci credeva"

Ruggiero Rizzitelli, ex calciatore della Roma, ha rilasciato un'intervista a Il Romanista. Eccone uno stralcio:

Ruggiero, deluso da questo inizio stagionale della Roma?
«Sì. Mi aspettavo una partenza migliore. Ma più che per i risultati, è un altro l'aspetto che mi preoccupa».

Quale?
«Questa Roma nelle prime tre partite stagionali ha perso quell'identità di squadra che l'aveva caratterizzata nella passata stagione».

Cosa vuoi dire?
«La Roma mi è sembrata una squadra che mi ha dato l'impressione di rinunciare a giocare. I primi tempi con Atalanta e Milan sono stati lo specchio di quello che dico. Perché si può perdere, ma non rinunciare a giocare».

Non succedeva pure all'inizio dello scorso anno?
«No. Anche un anno fa all'inizio la Roma non giocava bene, ma le partite brutte, sporche e cattive, alla fine le vinceva. Pensate per esempio alla prima del campionato passato sul campo dell'Atalanta, punizione di Kolarov, gol, tre punti. Ora non è così».

Dipenderà dal fatto che sul mercato sono state fatte parecchie operazioni?
«Questa è una risposta che può essere soltanto parziale. Il fatto è che la Roma deve tornare a fare quello che ha fatto per quasi tutta la passata stagione».

E che faceva la passata stagione?
«Ci credeva. E poi linea alta della difesa, pressing, mentalità di giocarsela con tutti».

Ci sono tanti giocatori nuovi, non è che servirà tempo quando invece di tempo non ce ne è?
«Certo che serve tempo. Ma questo può valere per la condizione fisica che è normale non sia al top all'inizio. Non può valere, invece, per quel che riguarda l'atteggiamento, l'identità, il coraggio. La Roma deve fare in fretta a recuperare queste qualità».

Sono però andati via tre giocatori piuttosto importanti...
«Vero ed è normale che il gruppo possa risentirne. Ma ne sono arrivati altri di giocatori importanti».

Al punto da poter dire che questa Roma sia più forte di quella che nella passata stagione è arrivata in semifinale Champions?
«Sarò strano, ma io dico che quella di quest'anno è una Roma più forte. Guardate la rosa, ci sono due titolari per ruolo, in alcuni casi sono tre».

Pastore, fin qui, è stato più un ricordo che una prospettiva.
«Finora ha fatto fatica. Ma ha bisogno di dimenticarsi di come si giocava in Francia, a lui con il Psg gli era sufficiente giocare sotto ritmo. Si deve riabituare al calcio italiano, poi tornerà il campione che è».

Un altro giocatore che la Roma sta aspettando è Schick.
«Ora il segnale lo deve dare lui. Finora quando ha avuto la possibilità di giocare, non ha risposto come avrebbe potuto considerando le sue qualità. Adesso quando andrà in campo, dovrà far vedere quello che vale. Io, poi, sono convinto di una cosa. Cioè a Schick gli serve un episodio positivo, una scintilla. Perché se si accende questo è uno forte».

Ünder è un giocatore che può essere il partner di Dzeko?
«Certo che sì. Il turco mi piace e pure parecchio. E al di là delle sue qualità tecniche, quello che mi intriga del turco è la sua personalità. Alla sua età non è da tutti. Non guarda in faccia nessuno. Mi aspetto che cresca ancora, perché ha una qualità che hanno pochi».

Si parla molto pure della possibile coesistenza tra De Rossi e Nzonzi. Si può fare?
«Con una difesa a tre per me no».

Totti ha detto che in campionato si gioca per il secondo posto.
«Francesco ha semplicemente detto la verità. E mi sono stupito dello stupore di tutti, visto che per mesi non si è fatto altro che dire di come la Juve fosse irraggiungibile».