Massucci: "Convocherò i dirigenti di Roma e Lazio per affrontare la questione dei rapporti con le tifoserie"

Massucci: "Convocherò i dirigenti di Roma e Lazio per affrontare la questione dei rapporti con le tifoserie"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 09:18Rassegna Stampa
di Alessandro Monaco

Ecco uno stralcio dell'intervista di Roberto Massucci, questore di Roma, a Il Messaggero.

Questore Massucci, l'anno scorso nelle manifestazioni sportive di Roma non ci sono stati incidenti. Un risultato storico. Dipende dal fatto che Roma è abituata a gestire situazioni estremamente complesse?
«Il nostro e un sistema molto allenato, non c'è dubbio. A Roma l'appuntamento con il grande evento, sia esso sportivo, politico, sindacale, religioso. istituzionale è praticamente quotidiano. Il nostro compito è comprendere, attraverso l'analisi del rischio, quali sono i servizi richiesti, dove andare a parare per un'attività di pre-venzione. Qui lo facciamo a un livello di collaborazione istituzionale molto rodato. In nessun'altra città ci sono due Stati, ambasciate presso la Repubblica, presso la Santa Sede e presso la Fao, disseminate su un territorio dove arrivano tutti i capi di Stato e di governo. dove si fanno 1.500 manifestazioni all'anno».

Quindi il problema non è solo la tolleranza, o addirittura la connivenza con le frange violente, ma la mancanza di attenzione per la maggioranza dei tifosi?
«Studiando i comportamenti dei supporter, ci siamo resi conto che avere un punto di riferimento dentro il club abbassa il livello delle tensioni e toglie ruolo agli ultrà. Noi invece assistiamo a società fanno da cassa di risonanza ai loro proclami. E successo il giorno del derby. La Roma, a un certo punto, dirama un comunicato per sostenere le ragioni degli ultrà. Ora, ultrà non significa delinquenti, questo l'ho sempre sostenuto. Ai gruppi organizzati, quelli più appassionati, non va tolto il protagonismo, anzi va valorizzato. Ma gli ultrà non sono tutti i tifosi. E a loro non va dato il potere di decidere quando si gioca una partita. Ci siamo trovati davanti a una situazione di ordine pubblico che non era più sostenibile e che ci ha costretto a valutare una soluzione differente, che è poi quella che abbiamo adottato. Il derby a mezzogiorno».

Convocherà i dirigenti di Roma e Lazio per affrontare la questione dei rapporti con le tifoserie?
«Sì, in avvicinamento al prossimo campionato, cercherò di invogliare le due società a seguire questa strada, cioè a creare una struttura articolata, vera, che gestisca i rapporti con il proprio pubblico. Prendiamola Roma: sta costruendo il nuovo stadio. Ma fatto lo stadio, vanno fatti i tifosi. Sarebbe un peccato se questa operazione destinata a rafforzare l'immagine del club venisse rovinata dai comportamenti sbagliati di alcune frange, trasformandosi in un vulnus. I ruoli devono essere ben chiari. La società non può delegare funzioni proprie a una parte della tifoseria».