Di Francesco: "Rimpiango più di tutte le partenze di Strootman e Nainggolan. De Rossi chiamò Pallotta per evitare il mio esonero"

15.04.2020 09:37 di Luca d'Alessandro Twitter:    vedi letture
Di Francesco: "Rimpiango più di tutte le partenze di Strootman e Nainggolan. De Rossi chiamò Pallotta per evitare il mio esonero"
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© foto di Federico Gaetano

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma arrivata in semifinale di Champions League, esonerato la scorsa stagione dopo l'eliminazione dalla coppa, contro il Porto, è tornato a parlare sulle pagine del Corriere dello Sport oggi in edicola. Questa un estratto della sua intervista. 

La campagna acquisti quell’estate sfasciò una squadra che andava solo migliorata.
"Sono state fatte delle scelte non corrette, a cominciare da quella che rimpiango più di tutte, le partenze di Strootman e Nainggolan. Strootman è un giocatore straordinario, con la sua partenza abbiamo perso personalità e lo abbiamo pagato in continuità di risultati. Ho il rimpianto di non aver insistito a farlo restare, ho assecondato la sua decisione. I risultati altalenanti del secondo anno non ci furono nel primo, nonostante il caos con il mercato di gennaio, Dzeko in bilico, stava per andare al Chelsea". 

Pastore è stato un equivoco tattico.
"Non voglio attribuire responsabilità a nessuno. Anche quest’anno si è visto che il problema principale è il fisico. Non abbiamo avuto un buon rapporto, ma non riesco ad avere rancore per certe sue dichiarazioni. Non è riuscito a rendere come ci si aspettava, ho visto che anche quest'anno aveva grande voglia ma non gioca da mesi. La qualità non è in discussione".

De Rossi le è stato vicino anche alla fine?
"Sicuro. Daniele è uno di quelli che ha chiamato il presidente per evitare il mio esonero. Io dico sempre che l’allenatore è un uomo solo, ribadisco nessuno ha mai giocato contro. La Roma di Pallotta ha raggiunto il massimo con me in panchina. Nonostante gli infortuni, che sono ancora tanti. Trovare una spiegazione non è facile. a volte ci sono giocatori predisposti. Pensate a Pastore. Io vengo criticato perché cambio tanto, ma a volte tolgo un titolare per il timore che si infortuni".