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Tutta la passione di Ryan Friedkin: ecco come ha vissuto Roma-Stoccarda 2-0

Tutta la passione di Ryan Friedkin: ecco come ha vissuto Roma-Stoccarda 2-0 Vocegiallorossa.it
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Ieri alle 22:40Primo piano
di Luca d'Alessandro
fonte Redazione Vocegiallorossa - Luca d'Alessandro

La presidenza Friedkin da sempre si è caratterizzata per il fatto di voler apparire poco. Niente ribalta dei microfoni, niente interviste, col patron Dan che si è cimentato più volte ad andare a prendere personalmente i calciatori, pilotando il suo jet privato. A Roma, a Trigoria è spesso il figlio Ryan a gestire il club. C'è un fatto: tutte le persone che hanno ricoperto un ruolo importante nella Roma hanno sempre parlato della passione che mette la famiglia Friedkin nella squadra. Da Ranieri fino a Gasperini, passando per il DS Massara, tutti, nelle loro esternazioni pubbliche, raccontano la stessa cosa. Qualcuno potrebbe anche pensare: "Vabbé, sono stipendiati da loro a suon di milioni di euro, normale parlare bene del proprio datore di lavoro". Invece la realtà dei fatti è proprio questa. Quello che seguirà è il racconto di come Ryan ha assistito a Roma-Stoccarda 2-0. 

IL PRIMO TEMPO - L'ingresso nel palco presidenziale è scaglionato, con una fitta security: arriva prima il DS Massara, poi Ranieri e poi Ryan. La partita scorre via e pian piano la consueta aplomb lascia spazio al tifo: dapprima c'è il rammarico per il tiro respinto a Soulé, poi, dopo innumerevoli commenti con chi era seduto accanto a lui, arriva il gol di Niccolò Pisilli. Scatto ad alzarsi dalla poltrona ed esultanza alla Ronaldo "il fenomeno": pugno chiuso con solo l'indice disteso e movimento oscillatorio della mano, sempre con garbo e pacatezza, anche se la trance agonistica è salita.
Lo dimostra quando, pochi minuti dopo il gol della Roma, c'è un calcio d'angolo per lo Stoccarda. Corner contestato sul campo e disappunto plateale da parte di Ryan, che viene confermato con un nuovo cenno al monitor posizionato davanti a lui, dopo aver visto il replay. È l'ultimo gesto del primo tempo, perché in maniera repentina lascia il suo posto al 42'. 

IL SECONDO TEMPO - Il ritorno sugli spalti avviene al 52', per un secondo tempo che Ryan vive in maniera più partecipe. Al 63' Tsimikas prova il cross dalla sinistra col mancino, ma non trova Soulé sul secondo palo che non ci ha creduto fino in fondo: mani tra i capelli per Ryan dopo che si era seduto in posizione d'attesa, pronto a esultare. Qualche minuto dopo è il momento dell'ingresso in campo di Dybala, che viene accolto con un applauso. Al 76' la Roma non sfrutta una potenziale occasione da gol. Soulé parte in contropiede e serve Ferguson al limite dell'area, l'irlandese ci mette troppo a tirare e serve Pisilli, ma il 61, infastidito anche dall'arbitro, perde il pallone. Qui Ryan si mette le mani sul volto, chinando il capo per il disappunto dell'occasione sprecata. La Roma comincia a soffrire il tentativo di pareggio dello Stoccarda.

Nessun cenno con Totti: all'Olimpico era presente anche l'ex numero 10, accompagnato dal figlio, che si è visto il match insieme a Candela e Vito Scala. L'ex capitano ha lasciato gli spalti a un quarto d'ora dalla fine. Il passaggio verso l'uscita prevedeva passare davanti al palco presidenziale, ma nessun cenno tra lui e Ryan Friedkin, cosa avvenuta con altre personaggi del settore. 

Al 79' Demirovic colpisce di testa, ma Svilar para e, sul pallone vagante, il più veloce di tutti è Ndicka, che anticipa di nuovo Demirovic e si rifugia in calcio d'angolo. Azione vissuta col timore del pareggio e la reazione è di quelle di chi ha scampato un grosso pericolo: scossone del capo con grosso sospiro liberatorio. Manca pochissimo alla fine dell'incontro e la partecipazione di Ryan, con la sua gestualità, accompagna ogni azione. È un susseguirsi di mani tra i capelli e braccia larghe come a dire: "Questo è fallo", ai colpi subiti da Dybala e Ferguson. C'è spazio anche per gli applausi a Soulé che lascia il campo e a Mancini che prende il suo posto. Al 90'+3' Dybala serve Pisilli che segna il gol definitivo 2-0 e anche l'esultanza di Ryan raddoppia: stavolta gli indici al cielo scossi sono due, accompagnati da un lungo applauso che dura tutta l'esultanza della squadra. 

Resta questa l'immagine emblematica della serata: Ryan Friedkin che esulta e applaude la sua Roma, dopo aver tifato e sofferto come tutti i romanisti presenti all'Olimpico. Una chiara conferma della passione che la proprietà mette nel club giallorosso.