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Cambio Campo - Najjar: "C'è il rischio di un Fatal Verona per la Roma. Sogliano è attenzionato da tante big"

Cambio Campo - Najjar: "C'è il rischio di un Fatal Verona per la Roma. Sogliano è attenzionato da tante big"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 07:15Primo piano
di Marco Campanella
fonte Redazione Vocegiallorossa - Marco Campanella

Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L’ospite di oggi è Daniele Najjar, giornalista di TUTTOmercatoWEB.com, con il quale abbiamo parlato di Hellas Verona-Roma.

Non posso non partire dalla retrocessione dell’Hellas Verona: cosa, secondo te, non ha funzionato in questa stagione?
"Credo che ci siano diverse motivazioni. La prima è sicuramente una stagione sfortunata. Non è andato niente per il verso giusto, sia dal punto di vista di quanto raccolto da una squadra che produceva moltissimo e subiva poco nella prima parte di stagione, ma non raccoglieva punti, sia dal punto di vista degli infortuni di alcuni uomini chiave, di una squadra che Zanetti pensava di poter avere in un certo modo e che poi non ha mai avuto. Soprattutto per il centrocampo e la difesa. Poi, altre motivazioni sono sicuramente legate al fatto che quando una società è chiamata a fare una rivoluzione ogni anno, chiaramente non sempre può andare bene. Non c'è margine d'errore, come nel caso del Verona, in cui si fanno tante scommesse: prima o poi bisogna mettere in conto che qualcosa si potrebbe pagare. Soprattutto quando sei chiamato a fare continue plusvalenze e a vendere i tuoi pezzi migliori anche durante la stagione, come è successo al Verona con Giovane. Di certo non è stato il motivo della retrocessione, ma sicuramente è stata una sorta di mazzata finale per un gruppo che già stava abbandonando la speranza". 

In questo contesto, chi ritieni siano i principali responsabili della retrocessione?
"Per quanto riguarda i responsabili, a mio modo di vedere vanno messi un po’ tutti dentro, a partire dalla società, che non ha fatto grandi investimenti rispetto alla proprietà precedente. Ha spiegato i motivi recentemente, dicendo che c’erano delle cose da sistemare a livello economico, ma di fatto chi gestisce l’aspetto tecnico ne ha risentito chiaramente, a partire da Sean Sogliano, direttore sportivo, che si è trovato a fare l’ennesima rivoluzione. Vendendo tanti giocatori importanti e dovendo ripiazzare con delle scommesse tra giocatori ai margini delle rispettive squadre o in prestito, non sempre può andare bene. Sogliano ha indovinato anche quest’anno molte scelte, realizzato altre plusvalenze milionarie e compiuto altri miracoli dal punto di vista economico. Stavolta il miracolo sportivo non è riuscito, ma addossare a lui delle colpe mi sembrerebbe ingeneroso, nonostante qualche errore. Chiaramente anche Sogliano ha sbagliato, così come qualcosa ha sbagliato Paolo Zanetti. A Zanetti, secondo me, sono state date troppe responsabilità. È l’unico che ha pagato, però le ha provate davvero tutte. La sua squadra giocava bene, creava tanto e subiva poco, ma inspiegabilmente non riusciva a raccogliere quanto meritava sul campo. Non raccogliere anche qualche piccolo punto qua e là, che gli avrebbe dato più tempo, gli è stato fatale. È stato poi tradito, secondo me, nel momento clou da un gruppo che non aveva valori caratteriali molto elevati e anche dal fatto che la società non ha potuto intervenire nel momento di massima difficoltà, a inizio gennaio, quando il Verona si è trovato ad affrontare scontri diretti con una rosa ridotta all’osso, un giovane in partenza e una Iugniesz che comunque era un altro titolare". 



Da quali uomini e da quali certezze dovrà ripartire l’Hellas Verona nella prossima stagione per provare a conquistare subito il ritorno in Serie A?
"Il Verona dovrà ripartire confermando un blocco già esistente. Qualche plusvalenza va messa in conto, è necessaria. Sicuramente qualcuno fra Belghali, Bella Kotchap, Edmundsson e Bowie dovrà partire. Questo è il mio pensiero. Non significa però che non si possa pensare di costruire una squadra in grado di tornare subito in Serie A. Questa è la promessa della proprietà. Ed è anche la garanzia che probabilmente chiede Sean Sogliano per restare: non tanto non dover vendere nessuno, quanto avere la certezza di poter costruire poi, con risorse adeguate, una rosa capace di tornare subito in Serie A. Inoltre, dovrà partire da un allenatore forte, un nome di quelli che sappiamo essere garanzie in Serie B. Soprattutto, se si può ripartire da Sean Sogliano, che sappiamo essere ambito da qualche grande squadra, sarebbe fondamentale. Nonostante abbia ancora un anno di contratto, non è certo al 100% che possa rimanere al Verona. Lui rappresenterebbe il punto di riferimento per i tifosi in un momento di grandi cambiamenti: nuova proprietà, giocatori in uscita, e una squadra da ricostruire". 

La Roma è a caccia di un nuovo direttore sportivo e, tra i nomi in lista, c’è il gialloblù Sogliano. Cosa sai dirci di più in merito?
"Sogliano ha ancora un altro anno di contratto con il Verona e sta continuando a lavorare per la prossima stagione. Il club per dimostrare la propria fiducia nel suo lavoro gli ha offerto un rinnovo di ulteriori due anni, lui non ha ancora risposto chiedendo alcune garanzie e una risposta potrebbe arrivare a giorni. Anche un mancato rinnovo non significherebbe necessariamente addio, visto che appunto ha ancora un contratto, ma è chiaro che il suo futuro dipende anche dal possibile 'valzer' di dirigenti che si può innescare. Sappiamo che la Roma lo valuta fra i possibili candidati in dirigenza, lui d'altra parte ha un legame speciale con Verona, una piazza che ama: staremo a vedere".

Potresti anche spiegare di che tipo di DS si tratta?
"Un ds che ha fatto dei veri e propri miracoli con un club che ha contribuito in maniera significativa a salvare, sia sportivamente che non, grazie ad un lavoro enorme di scoperta e rivendita di talenti. A Verona è riuscito a raggiungere sia i risultati economici che sportivi, nonostante un budget di partenza spesso esiguo o nullo. È un dirigente che mastica e respira calcio: lo si vede più in panchina al fianco della squadra (come sarà oggi) che nei salotti della politica sportiva".

Alla Roma servirà una vittoria per conquistare la qualificazione in Champions League, ma l’Hellas Verona ha già dimostrato di non essere una squadra che si tira indietro. Che partita ti aspetti dai gialloblù? Esiste davvero il rischio di un nuovo “Fatal Verona” per i tifosi romanisti?
"Sì, secondo me c'è assolutamente questo rischio, perché il Verona ha offerto le sue migliori prestazioni quando tutti lo davano per spacciato, quando sembrava certo che avrebbe perso la partita di turno. Uno dei punti deboli di questo Verona è stato proprio che nei momenti chiave ha tradito nelle partite decisive, negli scontri diretti. D’altra parte, però, il Verona ha offerto grandi prestazioni contro le squadre più forti, nelle partite in cui tutti pensavano ormai che non avesse più niente da dare. Anche di recente lo abbiamo visto, ma nel corso di tutta la stagione. D’altra parte, penso anche che la Roma non sbaglierà l’approccio. Se non sbaglierà l’approccio, credo che la squadra di Gasperini possa portare a casa la partita, perché l’ho vista affrontare le ultime gare con una rabbia e una concentrazione uniche, al netto del fatto che ha affrontato partite più semplici, come quella di Parma". 

Ti aspettavi di ritrovare la Roma all’ultima giornata al quarto posto, a un passo dalla Champions League, dopo una serie così importante di vittorie?
"Sì, me lo aspettavo ad inizio anno, no, non me lo aspettavo qualche settimana fa, quando ormai la Champions League sembrava destinata ad altri. Io credo molto nel lavoro di Gasperini e credo che chi ha Gasperini debba, secondo me, se vuole provare come nel caso della Roma a ripetere i miracoli che Gasperini ha fatto in altre piazze, seguirlo in tutto e per tutto: sia quando si pensa che abbia ragione, sia quando si ritiene che potesse gestire certe situazioni in modo migliore. Mi riferisco, in questo caso, alla situazione con Ranieri. Non so bene cosa sia successo, ma secondo me la Roma ha fatto bene ad appoggiare in pieno Gasperini, perché lui ha dimostrato che, se gli dai fiducia, può portare risultati impensabili. Non so chi avesse ragione tra Gasperini e Ranieri, però so che la Roma dovrebbe seguire Gasperini in tutto e per tutto nei prossimi anni, anche se dovesse prendere decisioni impopolari o allontanare figure molto legate alla piazza. Penso che sia la miglior chance della Roma per innalzare il proprio livello e sognare in grande. E, male che vada, la Roma ci avrà provato con un allenatore al quale dare fiducia, secondo me, non è affatto uno sbaglio, visto quello che è riuscito a combinare in altre piazze".