PODCAST

Soulé, cederlo sì, ma non a qualsiasi prezzo

Soulé, cederlo sì, ma non a qualsiasi prezzoVocegiallorossa.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 17:00Podcast
di Benedetta Uccheddu

Il futuro di Matias Soulé è diventato uno dei temi più stuzzicanti del mercato della Roma.  A tracciare la strada è stato lo stesso mister spiegando chiaramente che: "entro fine luglio andrà fatta una cessione importante". Il Direttore Sportivo Tony D'Amico è chiamato ora a concretizzare quel sacrificio, e in quest'ottica l'argentino rappresenta proprio il profilo che può garantire il ritorno economico più alto per le casse giallorosse.

NON PIÙ UNA SCOMMESSA DA ASPETTARE CON CALMA - Gasperini conosce bene Soulé, avendoci già lavorato, e sa esattamente cosa può dare in campo. Non si tratta quindi di valorizzarlo da zero, ma di capire quanto spazio gli verrà riservato nelle gerarchie offensive. Con una stagione carica di impegni tra Campionato, Champions League e Coppa Italia, un profilo del genere resta un'alternativa preziosa per far rifiatare i titolari.

Allo stesso tempo, anche per il giocatore è arrivato il momento del salto di qualità. Soulé non può più essere considerato una scommessa da aspettare con calma. Se deciderà di restare a Roma, dovrà garantire continuità, gol e prestazioni concrete fin da subito, perché un'annata trascorsa ai margini finirebbe per svalutarlo e scontentare tutti. In questo scenario si inseriscono le recenti voci di mercato, con l'interesse del Milan.

L'INTERESSE DEL MILAN, UN'ARMA A DOPPIO TAGLIO - Anche se sulla scrivania di D'Amico non sono ancora arrivate offerte ufficiali, la pista rossonera merita una cautela doppia. Cedere un giovane di questo talento a una diretta concorrente per il campionato e le coppe è una mossa rischiosa, che la Roma può permettersi soltanto di fronte a cifre fuori mercato. Se il Milan vorrà davvero affondare il colpo, dovrà presentarsi con un'offerta economica pesante.

Va considerato infine il fattore tempo, Ridursi agli ultimi giorni di mercato potrebbe far salire il prezzo per l'esigenza dell'acquirente, ma espone la Roma al pericolo concreto di vendere l'argentino senza avere il margine per sostituirlo adeguatamente. In conclusione, sacrificare Soulé è un'operazione condivisibile solo a patto che l'incasso permetta a D'Amico di portare subito a Trigoria un profilo ancora più pronto e funzionale per il calcio di Gasperini. Venderlo unicamente per fare cassa, o peggio per rinforzare un club rivale come il Milan, rischia di trasformarsi in un enorme rimpianto.