Como-Roma, dal rosso a Wesley alle polemiche con Fabregas: cosa può insegnare quella partita ai giallorossi
Ci sono trasferte che restano nella stagione per il risultato altre perché lasciano qualcosa che va oltre il campo. Il viaggio della Roma a Como dell'11 ottobre appartiene alla seconda categoria. Non perché la partita del 15 marzo 2026 debba diventare una storia di rivincite, ma perché il Sinigaglia sarà il primo banco di prova dopo la sosta e porterà con sé un precedente difficile da ignorare.
Nella precedente stagione la Roma uscì sconfitta 2-1 da una partita che sembrava poter prendere una direzione diversa dopo il vantaggio iniziale e che invece cambiò completamente nella ripresa: il pareggio del Como, il secondo giallo a Wesley, la superiorità numerica e il gol di Diego Carlos nel finale. Ma il dato più interessante, guardando oggi a quella gara, non è nemmeno il risultato: è il modo in cui quella partita si trasformò progressivamente in qualcosa di diverso. Prima le decisioni arbitrali, poi le proteste, infine la tensione tra le due panchine. Gasperini e Fabregas finirono al centro del dopo partita anche per il mancato saluto finale, con dichiarazioni molto distanti tra loro: "Quando finisce la partita, che io sia arrabbiato o felice, che abbia vinto o perso, vado sempre a stringere la mano all'allenatore avversario. È una questione di rispetto e sportività". Sette mesi dopo, però, la situazione è cambiata. La Roma non torna al Sinigaglia per correggere una domenica di marzo. Torna lì perché il calendario ha scelto il Como come primo ostacolo dopo la pausa di ottobre e soprattutto perché nel frattempo il lavoro di Gasperini ha continuato a prendere forma. Il prossimo match quindi può e deve raccontare qualcosa di più interessante dell'apparente rivalità tra due allenatori.
È proprio da qui che ripartirà il confronto dell'11 ottobre. Non soltanto dal risultato di sette mesi fa, ma da quella capacità del Como di rendere la partita imprevedibile e di portarla su un terreno nel quale anche la componente emotiva può finire per pesare. Un episodio, un momento di nervosismo, una gara che si sporca: sono situazioni che a marzo cambiarono completamente l'inerzia del match. La Roma avrà quindi anche l'occasione di dimostrare di saperle gestire in maniera diversa. È qui che il precedente può tornare utile: non come una rivincita, ma come esperienza. Perché il Como-Roma dell'11 ottobre non servirà soltanto a capire chi delle due squadre si porterà a casa i 3 punti, potrà raccontare anche quanto questa Roma sia diventata più pronta a governare quelle partite in cui il calcio smette di essere soltanto una questione tecnica e comincia a diventare una prova di carattere.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 20/2010 del 11/11/2010
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Alessandro Carducci
© 2026 vocegiallorossa.it - Tutti i diritti riservati
