Zeman: "Non stiamo bene atleticamente. Inopportuna l'intervista di Stekelenburg, la disciplina è la cosa più importante"

26.01.2013 12:25 di Gabriele Chiocchio  Twitter:    Vedi letture
Zeman: "Non stiamo bene atleticamente. Inopportuna l'intervista di Stekelenburg, la disciplina è la cosa più importante"
© foto di Alessandro Carducci

Alle ore 12.30 il tecnico della Roma Zdenek Zeman ha parlato nella consueta conferenza stampa della vigilia. Ecco le sue parole:

A che punto è la squadra atleticamente?
"Ripeto ciò che ho detto dopo la partita, non stiamo al meglio perché abbiamo avuto un sacco di problemi con l'influenza e col tempo, non abbiamo avuto lavorare come vorrei".

Destro out due mesi. Ha bisogno di altri attaccanti?
"No, quelli che ho sono sufficienti. A Firenze abbiamo fatto una buona partita".

Hanno fatto rumore le parole di Stekelenburg. Qual è la sua valutazione sul portiere olandese?
"Penso che sia stata un'intervista inopportuna, con tante cose sbagliate. E' sempre un tesserato della Roma e deve essere a disposizione della Roma. Lui dopo la partita col Parma è stato più di un mese fuori".

La sua prima impressione su Torosidis?
"Ha giocato fino a due settimane fa, il giocatore è abituato a giocare. Ha fatto il campionato e la Champions, normale che tatticamente debba ancora capire come giochiamo. E' utilizzabile".

Quando è arrivato alla Roma ha spiegato alla squadra che pretendeva disciplina. A volte qualche giocatore ha comportamenti non consoni.
"Purtroppo capita, dove non c'è disciplina non c'è squadra. Purtroppo quello della Roma è un ambiente difficile, anche voi giornalisti chiamate i giocatori anche se sapete che non possono parlare. Sono state scritte cose successe a porte chiuse".

Crede che questo possa influire negativamente?
"Non c'entrano nulla i risultati coi comportamenti".

Ha fatto una tabella del lavoro che si può fare per migliorare tatticamente?
"Non ho detto che bisogna fare molti allenamenti, ho detto che bisogna allenarsi bene e concentrarsi. E quello lo puoi fare con poco come con molto tempo".

La Roma ha una rosa adeguata per l'obiettivo terzo posto?
"Io l'ho detto dall'inizio, non cambio idea".

La partita di andata fu la prima delusione della sua Roma. Quant'è cresciuta rispetto a quella gara?
"A prescindere, penso che due partite uguali non si facciano mai. All'andata sono stato soddisfatto del primo e di parte del secondo tempo, poi abbiamo pagato sciocchezze. Sul 4-0 col Milan è umano rilassarsi un po', ma vorrei che i 97-98 minuti di partita fossero giocati tutti con la necessaria concentrazione".

La Roma deve migliorare la gestione dei momenti di rallentamento?
"Non è un problema di saper gestire, ma di essere concentrati. Quando non sei concentrato, paghi sempre".

Non è umano rallentare ogni tanto?
"Ogni tanto quando si sbaglia si prende gol, come succede a noi succede agli avversari".

Vede la squadra che non reagisce come lei vorrebbe sul piano del lavoro?
"Sono qui per questo, per cercare di motivare, di migliorare e di far lavorare la squadra. Non sarò mai soddisfatto, c'è sempre qualche cosa da aggiustare".

C'è una differenza di trattamento tra Marquinho e Stekelenburg?
"Distinguo spesso i fatti dalle parole. Per me contano più i fatti che le parole".

Perché secondo lei questa squadra non sta bene dal punto di vista fisico?
"Ripeto, negli ultimi tempi ha piovuto e non ci siamo allenati come si dovrebbe. Le influenze influiscono, sono stato in campo con 12 giocatori. E' normale che con 12 giocatori anziché 25 c'è qualche problema di cui si risente. Se piove non ci si può fermare per spiegare, non riesco a eliminare le influenze, gli infortuni non riesco a gestirli".

Qual è il suo intervento sui comportamenti sbagliati?
"Cerco di farli migliorare, il mio compito è farli migliorare dentro e fuori dal campo. Il compito dell'allenatore è migliorare le capacità fisiche e psichiche dei giocatori".

Ha avuto attriti con tanti giocatori. Si aspettava un impatto del genere con loro?
"Io ho discusso con tutti e 25, ripeto il concetto, per cercare di migliorare e di lavorare. Se qualcuno non capisce cerco di convincerlo. Non abbiamo regole in questo momento e ogni tanto succede quello che non dovrebbe. Ci manca un regolamento scritto per i comportamenti. Per me non è un problema, cerchiamo di fare il meglio anche per loro, non faccio l'allenatore per me".

Come ha trovato Torosidis? E' meglio a destra o a sinistra? Chi ha bisogno di rifiatare maggiormente?
"E' arrivato da poco, per ora l'ho provato solo a destra. Non è scritto chi debba sostituire".

Cosa dice delle dichiarazioni del presidente Lotito?
"Non devo difendere nessuno, Lotito non è commentabile. Ognuno la pensa a modo suo".

E' vero che non ha spiegato a Stekelenburg perché sta fuori?
"Ho tre portieri più un ragazzo, lui dopo la partita col Parma ha avuto problemi al polpaccio e al dito, nel frattempo anche Lobont ha avuto problemi, è entrato Goicoechea che mi ha dato assicurazioni e sono contento del suo comportamento. Cerco di fare le scelte a seconda di quello che mi va. A Stekelenburg ho chiesto più partecipazione, vive troppo isolato, parla inglese e troppi pochi giocatori della squadra lo parlano. Il discorso tecnico è un'altra cosa".

Lamela rimase in campo infortunato col Torino, Destro ha fatto la stessa cosa con l'Inter. E' un problema di valutazione medica?
"Gli infortuni si valutano dopo 48 ore, non so se c'è qualcuno che possa vedere dentro il ginocchio durante la partita. Se il ragazzo ha finito la gara è perché si sentiva di farlo".

Cosa la preoccupa del Bologna?
"Il Bologna è una buona squadra, ha giocatori importanti, cominciando da Gilardino, Gabbiadini e Diamanti. Possono creare problemi a tutti, hanno fatto sempre bene la fase difensiva. Non è una partita facile come qualcuno dipinge".

Mourinho rappresenta qualcosa per lei?
"Gli faccio gli auguri, rappresenta un tipo di allenatore, si dice vincente. Per me è più un personaggio, che sicuramente resta nella storia del calcio".

Auspica che la società fissi dei paletti scritti?
"Penso che manchi anche quello, sì. Di solito lo fa la società. Ne abbiamo parlato, spero che ci renderemo conto che la disciplina è la cosa più importante".